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Iran: Scioperi, manifestazioni e proteste degli studenti dell’Università Politecnica di Teheran

Rivolte in Iran – No. 113

I parenti degli arrestati alla manifestazione della Giornata della Donna e i lavoratori delle acciaierie di Ahvaz si sono uniti ai dimostranti

Domenica 11 Marzo, le proteste e gli scioperi si sono ulteriormente diffusi. Oltre ai contadini di Isfahan, anche i familiari dei detenuti, operai, studenti e varie fasce della popolazione hanno organizzato manifestazioni e proteste.

1. Gli studenti dell’Università Politecnica di Teheran hanno manifestato e protestato contro l’emissione di pesanti condanne per gli studenti arrestati durante le proteste di Gennaio. Mentre tenevano le foto degli studenti arrestati hanno gridato: “Gli studenti arrestati devono essere liberati!”, “I prigionieri politici devono essere liberati!”. I miliziani Basij hanno aggredito gli studenti che protestavano, picchiandoli e stracciando le foto degli studenti arrestati. Ma gli studenti li hanno affrontati gridando “Vergognatevi!”.

2. Le famiglie degli arrestati in occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 Marzo, si sono riunite di fronte all’ufficio del procuratore di Evin e della corte di Ershad  a Teheran per diversi giorni consecutivi, per chiedere il rilascio dei loro parenti. I funzionari della magistratura del regime si sono rifiutati di rispondergli. Circa 80 donne sono state arrestate di fronte al ministero del lavoro del regime, a Teheran, durante la manifestazione della Giornata Internazionale della Donna, e almeno 20 di esse sono state trasferite in carcere.

3. Lo sciopero dei lavoratori delle acciaierie di Ahvaz prosegue da venti giorni. I lavoratori si sono radunati fuori dall’ufficio del governatorato del Khuzestan gridando slogan come: “Noi resisteremo. Noi moriremo. Ma riavremo i nostri diritti!”, “Morte agli oppressori! Viva i lavoratori!”, ecc.

4. 200 lavoratori delle acciaierie di Ahvaz, ora in pensione, hanno marciato per la città dopo le proteste del giorno prima e dopo essersi radunati di fronte all’ufficio del fondo pensioni. Ed hanno gridato: “Ministro incompetente dimettiti!”, “I nostri problemi si risolverebbero con solo una mazzetta di meno!”. Con i loro slogan hanno anche rivelato le bugie di Nobakht, portavoce del governo Rouhani e quelle degli altri esponenti del regime che hanno saccheggiato il patrimonio del fondo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

12 Marzo 2018

 

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