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Iran: Rouhani sottolinea di nuovo le attività belliche nella regione e il proseguimento del programma missilistico

Due giorni dopo le elezioni-farsa, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha tenuto una conferenza stampa dimostrando ancora una volta la sua incapacità e mancanza di volontà a realizzare persino il più piccolo cambiamento nelle politiche interne ed estere di questo regime.

Rouhani ha promesso che il regime dei mullah proseguirà le sue attività belliche in Medio Oriente, aggiungendo che si trova in campo in Iraq, in Siria e in Libano e che ha combattuto il terrorismo nella regione.

“L’Iran ha e continuerà ad sostenerli attraverso i suoi diplomatici e consiglieri militari”, ha detto.

“Gli iraniani e i russi hanno combattuto il terrorismo al fianco dei siriani e degli iracheni. Chi continua a finanziare i terroristi?… Il Governo degli Stati Uniti non ha mai combattuto contro il terrorismo… Hezbollah è un gruppo accettato e di cui il popolo del Libano si fida”, ha proseguito Rouhani.

Il presidente del regime iraniano è ricorso ancora ad un’altra bugia in stile mullah, aumentando la recente affluenza alle urne alle elezioni presidenziali iraniani fino a 45 milioni di votanti.

“La parola elezioni non ha nessun significato per loro (il governo saudita) e ancora devono vedere un seggio elettorale. Io spero che un giorno i governanti di questo paese faranno sì che il loro potere non sia ereditario”, ha detto.

Rouhani ha anche sottolineato che questo regime non chiederà il permesso a nessuno per continuare i suoi progetti missilistici e che “se questi missili non fossero stati costruiti, qualcuno avrebbe sbagliato i calcoli e fatto sprofondare la regione nella guerra. In qualunque momento avremo la necessità tecnica di fare un test di lancio per i nostri missili, lo faremo. Abbiamo accettato l’accordo sul nucleare per aumentare il nostro potere difensivo”.

Il portavoce del ministro degli esteri iraniano, Bahram Ghasemi, ha fatto dichiarazioni simili lo stesso giorno.

“Le attività missilistiche iraniane sono un segmento di tutte le politiche difensive iraniane. Noi rafforzeremo le nostre politiche difensive, usando tutti i nostri poteri”, ha detto.

Anche il brigadiere generale Massoud Jazayeri, vice-capo di stato maggiore congiunto iraniano ha dato il suo contributo a questo riguardo.

“Continuare, accelerare e approfondire i nostri obbiettivi difensivi, come il nostro sistema di difesa missilistico, viene considerata una delle priorità del nostro paese”, ha detto, secondo un servizio pubblicato il 21 Maggio dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Mizan.

Il parlamentare iraniano Hossein Naghavi, ha chiarito meglio la sfida del regime iraniano.

“Noi non negozieremo con nessuno sullo sviluppo della nostra tecnologia missilistica e non aspetteremo il permesso di nessuna organizzazione o paese. Noi proseguiremo gli sforzi con tutta la nostra forza per aumentare la produzione militare… il parlamento ha destinato 1,3 miliardi di dollari per il rafforzamento delle basi militari e questo viene considerato un grosso balzo in avanti”, ha detto secondo un servizio pubblicato il 22 Maggio dall’agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie.

Queste posizioni, a solamente due giorni dalle elezioni-farsa dei mullah, indicano che un cambiamento nel comportamento di questo regime medievale è un’illusione. Le esecuzioni di massa, sospese temporaneamente una settimana prima delle elezioni, sono riprese immediatamente.

Il 20 Maggio, dopo il prolungamento della presidenza di Rouhani ad un secondo mandato, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi ha detto che lui “non vuole, né è in grado di cambiare le fondamenta e il comportamento del regime”.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

Commissione Affari Esteri

23 Maggio 2017

 

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