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Iran: Riunione di informatori dell’ ADME al congresso degli Stati Uniti sull’Iran ed Iraq

di Daniel Zucker

ImageNEW YORK, 14 novembre – Martedì 14 novembre 2006, il gruppo "Americans for Democracy in the Middle-East" (ADME, sia americana per la democrazia in Medio Oriente), ha organizzato una riunione di informatori alla camera dei rappresentanti degli Stati Uniti sotto il patronato bipartito dei membri del congresso per sostenere gli sforzi della commissione degli Stati Uniti per i residenti del campo di Ashraf. Il gruppo del ADME è composto dal suo fondatore e presidente, il professor Rabbino Daniel Zucker di New York, padre John Gibbs di Houston, Deacon Shane Hornbuckle ed il rappresentante del consiglio dei membri del ADME, il reverendo dott. Lames Lee Collins di Atlanta.

Questa riunione è stata organizzata per esprimere il sostegno nazionale dei capi religiosi e comunali per il diritto degli abitanti della città di Ashraf a risiedere in Iraq come rifugiati politici del loro Iran indigeno, protetti dal diritto d’asilo garantito dalla quarta convenzione di Ginevra.

 I 3800 residenti di Ashraf, come membri del Mojahedin Khalq (MEK) della resistenza iraniana, sono stati minacciati di essere espulsi dall’ Iraq e di estradizione verso l’Iran dove rischiano l’esecuzione. Il regime teocratico di Teheran fa pressione sul primo ministro iracheno Nouri al-Maliki perché espella i residenti di Ashraf che vivono in Iraq da oltre venti anni.

Daniel Zucker ha presentato una serie di 570 petizioni di capi religiosi e comunali del paese intero a favore del diritto d’asilo dei residenti di Ashraf. I membri del congresso sono stati anche destinati ad offrire il loro sostegno agli sforzi umanitari intrapresi per il campo di Ashraf.

 I tre membri di questo panello  hanno richiamato l’attenzione a tutti sulla situazione disastrosa dei diritti umani violati dal regime iraniano e la minaccia alla sicurezza regionale ed alla pace mondiale che la sua ricerca di armi nucleari rappresenta.

 Padre Gibbs ha affermato: "Sono i residenti della città di Ashraf che lottano in prima linea contro l’estremismo islamico." Benché non abbiano armi, è la loro ideologia che offre un’antitesi alla visione bellicosa e terroristica del regime di Teheran… Gli uomini e donne della città di Ashraf hanno sviluppato una rete inter- popolo tra gli iraniani e gli iracheni per superare l’integralismo islamico "."

 La lettera del dott. Collins citava l’udienza al congresso del 26 luglio 2006 che parlava della dichiarazione firmata da 5,2 milioni di iracheni che qualificava l’opposizione iraniana ad Ashraf come rifugio culturale e politico più importante all’infiltrazione del regime iraniano in Iraq. Hanno chiamato infine all’ingerenza del regime iraniano in Iraq ed hanno richiamato l’attenzione sullo statuto di profughi politici dei residenti di Ashraf nel medesimo paese.

 Daniel Zucker ha chiamato il presidente Bush ed il segretario di Stato Rice ad ammettere che il problema dell’ Iraq non poteva essere risolto finché esiste il problema dell’Iran. L’intervento del regime di Teheran cesserà soltanto se si obbliga il regime a cambiare o se si sostituisce l’integralismo islamico con una democrazia laica. Il Parlamento in esilio dell’Iran, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana, che beneficia di 27 anni d’esperienza e di competenza nel combattimento contro l’integralismo islamico è pronto a compiere questi cambiamenti poiché sa che la legge religiosa è incompatibile con la vera democrazia.E’  venuto il momento di riconoscerlo e cooperare con la CNRI allo scopo di distruggere gli sforzi di Teheran che predica un islam estremista.

 La petizione della dichiarazione internazionale in sostegno alla città di Ashraf sottolinea i tre seguenti punti:

 1. Un’indagine immediata sulla situazione dei diritti umani in Iran, particolarmente i diritti delle minoranze religiose e delle donne, e l’ispettorato delle prigioni da parte del Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite;

 2. Una determinazione da parte della Comunità mondiale contro i progetti nucleari del regime terroristico iraniano ed il suo intervento in Iraq ed in Medio Oriente;

 3. L’impegno totale del governo iracheno ed il rispetto delle convenzioni internazionali fra cui la riaffermazione dei diritti dei residenti di Ashraf all’asilo politico in Iraq; la protezione ed il rispetto dei diritti di questi profughi politici ai sensi della quarta convenzione di Ginevra da parte della forza multinazionale-Iraq (MNF-I), il Comitato internazionale della Croce Rossa, l’Alto Commissariato per i profughi dell’ONU, il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’ONU e la Segreteria generale dell’ONU.

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