The Daily Telegraph (online), 15 novembre – di David Blair, corrispondente in Africa Secondo le Nazioni Unite l’Iran ha tentato di ottenere luranio dalla Somalia in cambio di armi destinate al movimento islamista di questo paese anarchico. Una relazione consegnata oggi al Consiglio di sicurezza rivela che l’Iran è uno dei sette paesi che hanno rotto l’embargo dell’ONU sulle armi fornendo munizioni agli estremisti islamici che controllano la parte principale del sud e del centro della Somalia, fra cui la capitale, Mogadisho.
Tre spedizioni illegali di armi che provengono da Teheran sono dettagliate in questa relazione di 86 pagine. Una spedizione arrivata in Somalia a luglio conteneva 1000 mitragliatrici, 45 missili terra-aria, dei lanciatori di razzi M-79 e delle miniere terrestri. Dopo l’arrivo di questo carico, l’ONU afferma che l’Iran ha promesso agli islamici altre armi, ma soltanto in cambio delluranio, probabilmente destinato al programma nucleare di Teheran. Due iraniani sono stati inviati a Mogadishu per negoziare questo accordo.
Le risorse dell uranio recuperate in Somalia sono modeste e ammontano a circa 6600 tonnellate, comparate con le 326.000 tonnellate che detiene il Canada, il più grande produttore mondiale. Ma la Somalia cadde nell’anarchia 15 anni fa quando il suo governo centrale fù invertito. Il movimento islamista, chiamato il Consiglio supremo dei tribunali islamici, controllerebbe probabilmente le zone dove l’uranio è presente.
L’Iran sembra tentato a guadagnare il diritto a sfruttare questi giacimenti, che potrebbero in seguito essere spediti a Teheran dal grande porto di Mogadishu. Gli islamici hanno occupato la città a giugno ed hanno esteso la loro influenza nel sud della Somalia.
La loro sola competizione è il governo ufficiale e fragile del paese, con le sue radici nella città in rovina di Baidoa
