sabato, Dicembre 10, 2022
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IRAN: Leder movimento studentesco, europa pensa troppo a propri interessi

ImageAki, 17 Nov – Nei rapporti con Teheran l’Europa ”pensa troppo ai propri interessi economici, ignorando le richieste di democrazia del popolo iraniano”: questo il grido d’allarme lanciato – in un’intervista ad AKI ADNKRONOS INTERNATIONAL – da Manouchehr Mohammadi, leader del movimento studentesco iraniano, fuggito tre mesi fa dall’Iran, che è apparso ieri sera a Washington, dove ha partecipato ad una conferenza stampa.

Mohammadi accusa l’Europa, e in particolare l’Italia, di ”pensare troppo ai propri interessi economici” e ammonisce che ”l’indifferenza europea alle continue violazioni dei più elementari diritti umani in Iran, e le relazioni troppo amichevoli di alcuni governi con il regime di Ahmadinejad non solo rafforzano ogni giorno di più il peso politico degli Stati Uniti, ma allontanano la nostra gente dall’Europa".
Mohammadi aveva lasciato la Repubblica Islamica dopo aver ottenuto un permesso per lasciare il carcere e partecipare, lo scorso agosto, ai funerali del fratello Akbar, morto in circostanze poco chiare durante la sua detenzione.

Akbar e Manouchehr Mohammadi erano stati arrestati nel luglio del 1999, in seguito alle violente manifestazioni di studenti delle università di Teheran. Akbar è morto in cella, domenica 30 luglio, in seguito a uno sciopero della fame iniziato nove giorni prima. Tuttavia per Bahram Khalilian, il difensore dei fratelli Mohammadi, ‘ci sono molti punti oscuri nella morte di Akbar’. Il più giovane dei fratelli Mohammadi era stato rimandato in cella, dopo un breve ricovero nell’infermeria del carcere di Evin.
Raggiunto al telefono a Washington, Manouchehr spiega di aver abbandonato il paese "per continuare la battaglia per la democrazia dall’estero". "Oggi più che in passato – dice Mohammadi – sono convinto dell’inutilità di un’azione o intervento armato per rovesciare l’attuale regime”. Per il leader del movimento studentesco ” la strada da seguire è quello di imporre con le pressioni internazionali un referendum, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in cui i cittadini potranno esprimersi liberamente sul futuro del paese e sul sistema politico che desiderano per l’Iran".

Dall’Iran Manouchehr Mohammadi è fuggito nel Kurdistan iracheno, da dove ha raggiunto la Turchia, dove ha presentato richiesta d’asilo politico agli Stati Uniti. Nonostante avesse ottenuto il visto per Washington Mohammadi è stato, però, arrestato dalla polizia turca, mentre si apprestava a salire su un volo diretto a New York. Rispedito in Iraq dalle autorità di Ankara, dal Kurdistan è partito per la Germania, da dove ha raggiunto nei giorni scorsi Washington.

 

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