mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran – Rajavi: L’IRGC prende il sopravvento sull’intelligence e sull’apparato di sicurezza

ImageCNRI – Durante una conferenza che si è tenuta a Bruxelles giovedì 12 novembre della scorsa settimana Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, ha dichiarato che il regime dei mullah sta profondendo innumerevoli energie nella creazione di un'organizzazione centralizzata per la repressione e il terrore, e nell’accelerazione della produzione dell’arma nucleare. Di seguito riportiamo il testo integrale del suo intervento alla conferenza stampa:

“La forte ribellione che ha visto partecipare milioni di persone a Teheran e in altre 20 città iraniane il 4 novembre simboleggia il progresso della lotta del popolo iraniano per rovesciare il regime dei mullah. Il significato di questo sviluppo si comprende appieno solo se si analizza il fenomeno in tutti i suoi molteplici aspetti.

In primo luogo è emerso che nonostante la brutale repressione del regime, la protesta ha unito persone di diverse estrazioni sociali.

Ancora più importante, gli slogan rivolti contro Khamenei, e gli atti di protesta come quello di calpestare i suoi ritratti lungo le strade del paese, dimostrano il bisogno pressante del popolo iraniano di rovesciare il regime nella sua interezza.
I video che ritraggono le manifestazioni rivelano anche come la società iraniana sia molto critica nei confronti della posizione morbida del Presidente Obama nei confronti della dittatura dei mullah.
Un altro aspetto molto importante è stata la partecipazione attiva delle donne, che in alcuni casi hanno assunto ruoli di leadership organizzando e dirigendo le manifestazioni.

Per superare tale crisi, Khamenei, da un lato ha intensificato la repressione all'interno del paese e ha inasprito i rapporti con l'opposizione organizzata, e dall'altro sta cercando di acquisire armi nucleari, ingerisce continuamente negli affari interni di altri paesi della regione e continua ad esportare il terrorismo.

Oggi, vorrei attirare la vostra attenzione sulla responsabilità dei mullah in merito a due questioni centrali: una è la creazione di un'organizzazione centralizzata per la repressione e il terrore, e l'altra è quella di accelerare la produzione di una bomba nucleare.

Nonostante i mullah abbiano rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito alla nuova organizzazione, hanno tuttavia nascosto la sua vera dimensione e la vera natura. Questa nuova organizzazione, denominata Organizzazione di Intelligence del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, da questo momento in poi agirà come la principale forza di sicurezza del regime. La sua struttura di comando è collegata direttamente a Khamenei, leader supremo del regime. La sua formazione segna una trasformazione senza precedenti per gli apparati repressivi e d’intelligence del regime.

Per quanto riguarda i progetti nucleari del regime, vi illustrerò la  tabella di marcia segreta dei mullah per la produzione di armi nucleari. Il volto pubblico di questa politica mira a mantenere i negoziati con il P5+1. Ma dietro le quinte, questa politica è destinata a facilitare il progresso incessante verso l'arricchimento dell'uranio al di sopra della soglia del 90 per cento e verso la produzione di testate nucleari e di missili balistici.

La politica di repressione interna dei mullah e la loro insistenza nella prosecuzione del progetto nucleare sono due facce della stessa medaglia.
L'obiettivo di centralizzare le forze repressive è quello di arginare la rivolta del popolo iraniano, e la finalità di impiegare ogni mezzo necessario per produrre armi nucleari è quello di ripristinare un equilibrio di potere che è stato stravolto.

I rapporti che provengono dall’interno del paese segnalano che la preoccupazione per la minaccia rappresentata da questa rivolta è stata così profonda che il regime ha incaricato il suo comandante più alto in grado, il capo  del CGR, Mohammad Ali Jafari, di sorvegliare le operazioni repressive nei confronti delle proteste del 4 novembre.

Il 3 novembre, il Brig. Gen. Jafari ha incontrato tutti i comandanti dell'IRGC a Teheran e ha dichiarato che le guardie avrebbero avuto carta bianca (cioè senza limitazioni) in merito alla repressione dei manifestanti.

I comandanti dell'IRGC erano preoccupati che la rivolta potesse portare alla caduta dei principali centri di potere a Teheran. Di conseguenza, un certo numero di unità sono state inviate per proteggere la residenza di Khamenei. Nonostante tutte queste misure il regime non è riuscito a contenere la rivolta.

Le profonde modifiche apportate all’IRCG, al sistema d’intelligence e alle forze di sicurezza introdotte da Khamenei, e concretizzatesi nella creazione dell’Oganizzazione d’Intelligence dell’IRCG, sono pensati per far fronte a queste circostanze.

Nel mese di ottobre, il comandante dell'IRGC, Jafari, ha annunciato che la direzione dell’ Intelligence dell’ IRGC sarebbe stata assunta da un’organizzazione presieduta da Hossein Taeb. Le relazioni provenienti dall’interno del paese indicano in questa decisione un cambiamento importante nella strategia di protezione del regime contro le rivolte.
 
Secondo le stesse relazioni, finora sette principali forze sono state accorpate in questa nuova organizzazione, e comprendono:
I quartier generali di Sarollah, che è il centro principale per dirigere le operazioni repressive a Teheran, e tutti i comandi di polizia, IRGC e unità paramilitari;
La Direzione dei servizi segreti dell’IRGC, composta da unità per l’addestramento e la sorveglianza;
Alcune sezioni della sicurezza interna, la direzione del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza;
La Direzione della forza paramilitare dei Bassij facente capo all’ICGR, che ha il compito di creare reti di spionaggio, inserite in tutti gli strati della società;
L'ufficio speciale dei servizi segreti di Khamenei chiamato Dipartimento 101;
Gli agenti in borghese, le forze speciali per la repressione delle proteste di strada;
E, in ultimo il Centro di controllo delle attività Internet.
Questa organizzazione ha sede a Ghasreh Firouzeh
(Palazzo Firouzeh) del distretto in cui l'IRGC ha il suo centro di comando, in una borgata chiamata Kamali, che solo poche persone conoscono.

Permettetemi di sottolineare l'obiettivo e la natura di questa nuova organizzazione:
L'obiettivo è quello di centralizzare i servizi segreti e gli organi di sicurezza, questa organizzazione ha così un ruolo dominante tanto che anche il Ministero dei Servizi Segreti e della Sicurezza (MOIS) è sottoposto ad essa in materia di sicurezza. Per quanto riguarda la sua struttura di comando, questa nuova organizzazione sarà direttamente controllata da Khamenei e dal suo segretario particolare, Mullah Hejazi. A questo proposito, occorre sottolineare che il presidente del Majlis (Parlamento) non avrà poteri di alcun tipo su di essa.
Hossein Taeb, che Khamenei ha nominato a capo dell’organizzazione, è un caro amico del figlio di Khamenei, Mojtaba.
Per quanto riguarda la natura del suo ruolo, la nuova organizzazione della sicurezza ha un mandato d’intelligence, da un lato, e un carattere militare e operativo, dall'altro, grazie al quale sono forniti di armi segrete e paramilitari.

Questi cambiamenti avvengono all’interno di un regime indebolito e  sopraffatto dalla crisi. Pertanto, essi saranno accompagnati da gravi tensioni. In particolare, il regime ha intrapreso purghe segrete all'interno del ministero delle informazioni, che riunisce centinaia di agenti segreti e veterani. Quindi, questi cambiamenti renderanno il regime ancora più militarizzato sotto l'egemonia di Khamenei.

Il prossimo argomento riguarda tabella di marcia del regime per ottenere un'arma nucleare. Insieme con l’accorpamento delle forze repressive, questa politica è un ulteriore sforzo di un regime in piena crisi per evitare la caduta.
La misura è stata adottata dal Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale (SNSC) del regime e approvato da Khamenei.

Esso si concentra sui seguenti punti principali:
1. Il regime non fermerà i negoziati con i P5+1 perché, secondo le direttive di Khamenei, i negoziati consentono un progresso graduale nella produzione di armi nucleari.
2. Khamenei ha sottolineato che prolungare i negoziati sarebbe vantaggioso sia perché impedirebbero agli Stati Uniti di sostenere la rivolta popolare sia perchè creerebbero spaccature all'interno della comunità internazionale sull’imposizione delle sanzioni.
3. Se le riserve di uranio arricchito del regime non saranno inviate in Russia o in qualsiasi altro paese, continueranno ad aumentare.

4. Come obiettivo iniziale, il regime intende avviare l'arricchimento dell’ uranio fino al 20 per cento in Iran. La richiesta del regime di acquistare il 20 per cento di uranio arricchito da altri paesi è in realtà un pretesto per aumentare il livello del suo arricchimento in Iran. L'obiettivo del regime è quello di raggiungere l'arricchimento del 90 per cento, che è necessario per produrre armi nucleari.

5. Il regime sta inoltre intensificando i propri sforzi per fabbricare testate nucleari. La fabbricazione di testate è stata effettuata nell'ambito del progetto P111. Attualmente, sono in corso nuovi piani nelle industrie aerospaziali presso la regione Khojir.

Vorrei inoltre sottolineare un altro aspetto degli sforzi del regime per far fronte alle rivolte interne e alla resistenza del popolo iraniano. Sto parlando degli attacchi contro Ashraf in Iraq, che ospita 3.400 membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano(PMOI / MEK).

Il leader supremo del regime dei mullah, Khamenei, ha concluso che la condizione necessaria per sanare la spaccatura all'interno del suo regime, nonché per contenere le rivolte è quella di sopprimere Ashraf. Nel mese di febbraio, quando aveva già in programma le purghe all'interno del suo regime e si preparava a garantire il secondo mandato presidenziale ad Ahmadinejad, Khamenei ha annunciato un accordo bilaterale tra il suo regime e l'Iraq per l’espulsione dell'OMPI.

Il 28 luglio, quando ha cercato di reprimere la rivolta interna, ha coordinato l'attacco ad Ashraf. L'attacco, naturalmente, è stato respinto. Anche così, i complotti contro Ashraf continuano. I mullah ed i loro delegati in Iraq cercano di disperdere con la forza gli abitanti di Ashraf, di ucciderli e reprimerli su scala più ampia.

Pertanto, invito gli Stati Uniti, l'Unione europea e le Nazioni Unite a fornire garanzie sufficienti per proteggere i residenti di Ashraf contro una il reiterarsi di omicidi, violenze e trasferimenti forzati.

Signore e Signori,
L'attuale situazione critica insieme con l'instabilità del regime ci pongono di fronte ad un interrogativo: Dove porterà tutto questo?
Khamenei ha dichiarato recentemente, in merito al programma nucleare che questo non verrà sospeso e che non sarà mostrata alcuna flessibilità.

Inoltre, le tensioni del regime con l'Occidente aumenteranno. Il regime continuerà a serrare i ranghi, ad accelerare l’esportazione del terrorismo e l'ingerenza in altri paesi della regione.
Nonostante tutto questo, le insurrezioni del popolo iraniano per la libertà persistono e anticipano il rivolgimento del regime.

In tali circostanze, l'Unione europea ha un ruolo speciale da svolgere. Oggi, l'UE ha fatto un grande salto e si appresta a eleggere un presidente e un ministro degli Esteri. Questo rafforzerà lo status politico dell'Unione europea.

L’UE avrà quindi una responsabilità molto più grande sulle spalle nel momento in cui si dovrà confrontare con la minaccia globale immediata e più urgente di tutte le altre rappresentata dal regime iraniano e dal suo programma nucleare.
Questo problema ha assunto una rilevanza ancora maggiore in quanto il più grande degli Stati membri dell'UE ha confermato la natura militare delle attività nucleari del regime, e ha affermato che, adesso, i missili del regime possono raggiungere l’Europa.

La mia speranza è che l'Unione europea prenderà una posizione ferma nei confronti del regime iraniano e sosterrà la rivolta del popolo iraniano e la resistenza.
Vi ringrazio tutti.

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