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Iran: Preoccupazioni per la situazione di un attivista dei diritti umani

ImageCNRI – In una dichiarazione pubblica, Amnesty International ha annunciato la sua preoccupazione quanto alla situazione di un avvocato azéri turco, difensore dei diritti umani, Saleh Kamrani, prigioniero nella prigione famosa di Evin.

AMNESTY INTERNAZIONALE

indice: MDE 13/071/2006 il 23 giugno 2006

Ecco il testo della dichiarazione dell’organizzazione:

AMNESTY INTERNAZIONALE PUBBLICO HA indice: MDE 13/071/2006 il 23 giugno 2006 più informazioni in UA 171/06 (MDE 13/067/2006, 16 June 2006 Fear foro safety/Health concern/Possible prisoner of coscienza IRAN Saleh Kamrani (m),
avvocato e difensore dei diritti umani, 34 anni L’avvocato azéri Saleh Kamrani sarebbe detenuto senza alcuna ragione alla prigione di Evin a Teheran. In un’intervista il 19 giugno 2006 su Araz Radio, diffusa dalla Svezia, la donna di Saleh Kamrani, estrasse Esgeri, ha dichiarato che era stata autorizzata a vedere il suo marito detenuto il 18 giugno. Avrebbe bisogno di una cura medica per problemi cardiaci.

Può darsi che sia detenuto per il suo lavoro come avvocato e che difensore dei diritti umani, nel qual caso Amnesty International lo considera come un prigioniero di coscienza. Saleh Kamrani avrebbe telefonato a sua moglie al loro domicilio a Teheran verso le 15h il 14 giugno per dirgli che era sul cammino della casa. Avrebbe dovuto arrivare verso le 16h30 o 1.h. come non aveva ancora rientrato, essa ha provato a chiamarla ma il suo telefonino era estinto, fatto insolito per lui. Ha chiamato tutti gli ospedali e commissariati di Teheran ma non ha trovato alcuna traccia di lui.

Nella sera, ha telefonato al ministero delle informazioni che questo giorno ha rifiutato di confermare se il suo marito fosse detenuto qui o no. Saleh Kamrani esercita la professione d’avvocato dal 1999 ed ha difeso molti Turchi azéri iraniani (che si fanno spesso chiamare Azerbaijana iraniani) detenuti per le loro attività politiche e culturali. Uno dei suoi clienti, l’attivista Saleh Malla Abbasi, è stato fermato il 17 aprile (Cf A 115/06, MDE 13/045/2006, 3 maggio 2006). Saleh Kamrani rappresenta anche membri di altri gruppi etnici. Sarebbe stato vittima di molestia della parte delle forze di sicurezza iraniane, le cui telefonate che lo minacciano di fermarlo e sono state detenute nel 2005 durante tre giorni con il suo fratello nella città di Orumieh.

Avrebbe anche scritto articoli sui diritti umani ed avrebbe partecipato all’organizzazione di formazioni sui diritti umani per avvocati e studenti. Il fratello di Saleh Kamrani, Maharam Kamrani, è stato fermato il 30 marzo e sarebbe stato torturato durante la sua detenzione che è durato 19 giorni (Cf UA 86/06, MDE 13/039/2006, 12 aprile 2006). CONTESTO Nel maggio 2006, manifestazioni massicce hanno avuto luogo in città e villaggi del Nord-ovest dell’Iran, dove la maggioranza della popolazione è turco azéri, in protesta contro un disegno pubblicato il 12 maggio nel quotidiano di Stato Iran che molti Turchi azéri hanno giudicato offensivo. Centinaia di persone sono state stabilite durante o dopo queste manifestazioni (Cf UA 151/06, MDE 13/055/2006, 26 maggio 2006 ed UA 163/06, MDE 13/063/2006, 8 giugno 2006).

Alcuni di questi prigionieri sarebbero stati torturati ed alcuni avrebbero bisogno di farsi ospedalizzare. La pubblicazione del giornale è stata sospesa il 23 maggio ed il redattore principale ed il disegnatore sono stati fermati. Fonti azérie affermano che decine di persone sono state uccise e centinaia sono state ferite con le forze di sicurezza. Queste negano generalmente che chiunque è stato ucciso, benché il 29 maggio un responsabile della polizia abbia riconosciuto che quattro persone erano morte e 43 sono state ferite nella città di Naqada.

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