giovedì, Dicembre 1, 2022
HomeComunicati StampaGeneraleIran - Rajavi: 30.000 Iraniani al parco di esposizioni dell'Bourget a Parigi

Iran – Rajavi: 30.000 Iraniani al parco di esposizioni dell’Bourget a Parigi

sabato, 01 luglio 2006 30.000 iraniani al parco di esposizioni dell’Bourget a Parigi sostengono il cambiamento democratico in Iran con Maryam Rajavi

Rajavi: la resistenza organizzata, con la sua vasta base popolare, è capace di mettere in marcia il potenziale enorme del cambiamento

ImageCNRI, 1 Luglio – Aujourd’oggi dopo mezzogiorno, 30.000 iraniani al parco di esposizioni dell’Bourget, hanno partecipato alla più grande raccolta degli iraniani all’estero. Hanno espresso la loro opposizione all’acquisizione della bomba atomica con il regime dei mullah e ad un intervento militare straniero in Iran e contro la politica di condiscendenza verso i mullah. Hanno difeso il cambiamento democratico con Maryam Rajavi la presidente della repubblica eletta della resistenza.

Gli iraniani residenti in Francia ma anche numerosi rappresentanti della diaspora iraniana in vari paesi dell’Europa e dell’America settentrionale hanno sottolineato unanimemente: non alla guerra, non alla condiscendenza, sì al cambiamento democratico con Maryam Rajavi.
 La Sig.ra Maryam Rajavi ha dichiarato nel suo discorso che i dirigenti occidentali pensavano che offrendo concessioni ai mullah e sacrificando la resistenza, avrebbero conservato gli interessi dell’occidente. Ma il risultato di questa politica è l’arrivo al potere di Ahmadinejad, il ravvicinamento dei mullah alla bomba atomica che mettono il mondo dinanzi alla minaccia della guerra. Oggi c’è soltanto una sola via per neutralizzare questo pericolo. Il rispetto della volontà del popolo e della resistenza iraniana per un cambiamento democratico in Iran. La presidente della repubblica eletta della resistenza iraniana, di cui il discorso è durato 90 minuti si è costantemente interrotto da applausi nutriti.

La Sig.ra Rajavi ha aggiunto: "Dotata di un ideale legittimo, di una forza organizzata, di una vasta base popolare, la resistenza iraniana può fare muovere il potenziale enorme popolare contro il regime dei mullah particolarmente presso le donne." È per questo che ha chiamato a varie riprese ad un referendum libero sotto l’egida dell’ONU. "La signora Rajavi ha proseguito:" Non vogliamo né denaro, né armi all’occidente, ma vogliamo soltanto egli resta neutrale nella lotta del popolo iraniano per il cambiamento e che elimina l’etichetta terroristica del Mojahedin del popolo iraniano e riconosca il diritto del popolo iraniano alla resistenza. Parlando del pacchetto di misure incintivi ed i negoziati dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza con il regime, la signora Rajavi ha sottolineato: Se con i negoziati potete costringere questo regime selvaggio ad arretrare della repressione, del terrorismo e della bomba atomica, allora se ne rallegreremo. Ma i 25 anni scorsi hanno dimostrato che i negoziati con questo regime non si sono realizzati e non si realizzeranno.

 La presidente della repubblica eletta della resistenza iraniana ha sviluppato in questa riunione storica il suo programma per l’Iran di domani in quattordici punti ed ha detto: Vogliamo una repubblica pluralistica, fondata sulla separazione della religione e dello Stato, nella quale tutte le libertà individuali, politiche e sociali e l’uguaglianza tra gli uomini e le donne siano garantite in tutti i settori. Difendiamo l’abolizione della pena di morte e desideriamo la pace, la coesistenza pacifica, ed il ristabilimento delle relazioni diplomatiche con tutti i paesi. Vogliamo un Iran non nucleare e sprovvisto delle armi di distruzione massiccio. Personalità di tutta l’Europa sono intervenute all’tribuna per difendere la terza via proposta dalla signora Rajavi. La Sig.ra Edith Cresson ex primo ministro francese, dei sindaci di molte città della Francia e numerosi parlamentari, Sid Ahmed Ghozali ex Premier ministro algerino, lord Slynn of Hadley ex giudice della corte europee di giustizia, lord Russel Johnston ex presidente riunito del parlamentare del Consiglio d’Europa, e delle delegazioni parlamentari della Gran Bretagna, della Germania, dell’Italia, della Svezia, della Norvegia, della Danimarca, del Parlamento europeo, del Canada, dell’Australia ha preso la parola. Numerosi membri del congresso americano hanno inviato messaggi di solidarietà a questa grande riunione di iraniani per un cambiamento democratico in Iran come la sola soluzione per impedire ai mullah di ottenere la bomba atomica ed impedire una guerra.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
il 1 luglio 2006

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,407FollowersFollow