giovedì, Dicembre 1, 2022
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Iran – Per la Gran Bretagna la resistenza iraniana non è terrorismo

di Dimitri Buffa

Contro Teheran

ImageL´opinione.it, 25 giugno – Nonostante le perplessità di Gordon Brown che è rimasto fino all’ultimo orientato ad appoggiare le rimostranze di Taheran in proposito, da ieri Londra ha cancellato formalmente i Mujaheddin del popolo iraniano o “Esercito di liberazione nazionale dell’Iran” (“The People’s Mujahedin of Iran”, di solito indicati con la sigla Pmoi) dalla lista dei gruppi terroristi messi al bando nel Regno Unito. I deputati britannici, disattendendo il parere negativo del governo (ampiamente criticato due giorni fa in un articolo su “The Times”) hanno ratificato la decisione dopo che la Corte d’Appello britannica a maggio scorso aveva deciso che la Pmoi non andava più inserita nelle liste delle organizzazioni bandite.

La Pmoi era stata vietata per la prima volta in Gran Bretagna nel 2001. Il governo ha perso il ricorso contro la sentenza della Corte. Il ministro aggiunto Tony McNulty, responsabile per la sicurezza e l’anti-terrorismo, ha dichiarato all’Assemblea parlamentare che il gruppo è stato responsabile di atti di terrorismo in passato.

Ma l’affermazione suona ingenerosa verso un’organizzazione che negli ultimi anni ha sempre dimostrato una sana lealtà verso l’occidente. E in realtà è proprio grazie al sacrificio di tanti militanti di questa organizzazione, che operano clandestinamente anche in Iran a proprio rischio e pericolo, che negli scorsi mesi è stata smantellata una potente rete di spie iraniane che agiva indisturbata in tutta Europa da più di un quinquennio. Inoltre gli uomini del Pmoi hanno individuato da soli più siti nucleari di Ahmdinejad di quanti ne abbia mai scoperti l’Aiea di El Baradei o quella del suo predecessore Hans Blix. Tutte queste circostanze, unitamente a una discreta pressione degli Usa (che in caso di attacco all’Iran potrebbero giovarsi delle informazioni degli uomini del Pmoi), hanno convinto il parlamento britannico a fregarsene del business delle forniture petrolifere, protetto invece da Gordon Brown, rompendo un altro ponte diplomatico con Teheran. Probabilmente l’ultimo rimasto con uno degli alleati più importanti di George W Bush.

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