domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: oppositore impiccato come ‘nemico di Dio’ dopo 12 anni di detenzione e torture

COMUNICATO STAMPA

Roma, 1° giugno 2014 – È stato impiccato questa mattina nel carcere iraniano di Gohardasht l’oppositore politico Gholamreza Khosravi, di 49 anni. Era stato condannato come ‘moharebeh’ (nemico di Dio), in quanto simpatizzante dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano.

Fra le accuse, avere contribuito a finanziare la televisione satellitare della resistenza contro il regime degli ayatollah. Per la sua vita Amnesty International aveva lanciato ieri un appello 

Khosravi, un esperto di installazioni industriali, aveva trascorso in carcere complessivamente 12 anni, prima dal 1981 al 1987 e quindi dal 2008 fino all’esecuzione, già più volte annunciata in passato e fermata finora anche per le pressioni di organizzazioni internazionali. L’ultima accusa contro di lui è stata di avere guidato la protesta dei detenuti nel braccio 350 del carcere di Evin in aprile. Fra i trattamenti disumani cui è stato sottoposto, lunghi periodi in isolamento con mani e piedi incatenati.

Gholamreza Khosravi era nato ad Abadan, nell’Iran meridionale. Lascia un figlio di 17 anni. 

Come ha confermato il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, in Iran le esecuzioni sono aumentate da quando è divenuto presidente l’ayatollah Rouhani. L’Iran è il Paese al mondo con il maggior numero di esecuzioni all’anno in relazione al numero degli abitanti.

Il Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini per un Iran Libero condanna questa ennesima esecuzione e rivolge un appello al governo italiano e alle istituzioni comunitarie perché chiedano con forza al regime iraniano il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, base indispensabile per qualsiasi politica di dialogo. 

 

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