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Iran: Gholamreza Khossravi in un’intervista in prigione a Settembre 2013

●Il presupposto della mia condanna a morte è che ho rivelato i metodi selvaggi del Ministero dell’Intelligence e di essermi rifiutato di collaborare fornendo informazioni o rilasciare interviste in TV contro il PMOI

●Fatemi andare al patibolo per aver appoggiato il PMOI. Noi teniamo fede alle nostre responsabilità patriottiche e ideologiche

Il tenace Gholamreza Khossravi è stato impiccato nella prigione di Gohardasht domenica 1° Giugno, dopo aver patito 12 anni di torture e prigionia nelle mani degli aguzzini del regime teocratico.

Negli ultimi anni, i suoi aguzzini hanno imposto le più tremende pressioni e terribili torture a Gholamreza per spezzare la sua volontà e costringerlo a rinunciare al suo appoggio all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), ma egli ha sconfitto i suoi torturatori rifiutando di arrendersi fino all’ultimo momento passato in isolamento con le mani e i piedi in catene.

Il 12 Settembre, in un’intervista contrabbandata segretamente fuori dalla prigione, aveva detto di essere stato condannato a morte perché si era rifiutato di collaborare con il Ministero dell’Intelligence e si era rifiutato di rilasciare qualunque intervista televisiva contro il PMOI, nonché per aver rivelato i metodi barbari dell’intelligence dei mullah. Nella sua intervista aveva detto: 

“Dal mio nuovo arresto, dal 24 Febbraio 2008 al 16 Luglio 2011, ho passato 40 mesi in isolamento in diversi centri di detenzione, senza nessuna struttura umanitaria, con solo due visite all’anno e senza il diritto di fare telefonate… il terrible Alawi (l’aguzzino-capo Reza Seraj, noto con lo pseudonimo di Alawi, primo inquisitore del PMOI) aveva detto a mio fratello che era stato lui a cambiare la mia condanna da tre anni di prigione alla pena di morte. Le motivazioni della sentenza dimostrano l’astio e l’odio che il  regime nutre verso di noi sin dagli anni ’80, perché hanno incluso delle questioni relative a quel periodo nella mia sentenza. L’altra ragione sono state le mie rivelazioni nella iniqua corte di Rafsanjan, contro i metodi barbari e disumani del Ministero dell’Intelligence, il mio rifiuto a collaborare dando informazioni sul PMOI o di rilasciare interviste televisive contro il PMOI…

“Avevo svolto alcune attività con Simaye Azadi (Iran National Television – INTV) per rivelare la natura criminale, guerrafondaia e anti-patriottica del regime e su come diffonde la povertà, la corruzione e la distruzione. Avevo inviato informazioni a questo riguardo e contributi in denaro a questo network TV”.

Parlando del suo passato, Gholamreza aveva detto: “Sin dal 1979, mentre la rivoluzione anti-monarchica acquistava velocità, venni a conoscenza del PMOI. Dopo la vittoria della rivoluzione, questa conoscenza divenne una relazione stabile ed io ero attivo nella sezione studentesca dell’organizzazione. Alla fine venni arrestato nell’Agosto 1981 per questa ragione. Ero attivo nelle città di Abadan, Nourabad Mamasani e Kazeroun. Nell’Agosto 1981, avevo 16 anni, venni arrestato per il mio supporto attivo al PMOI. Passai quattro anni nella prigione delle guardie rivoluzionarie a Kazeroun e un altro anno in esilio nella prigione di Adelabad a Shiraz. Questo periodo fu molto duro, pieno di tormenti e torture. Fui rilasciato nell’Agosto 1986. Dopo essere stato rilasciato di prigione, nonostante avessi superato il test d’ingresso all’università, mi impedirono di continuare i miei studi e subordinarono la mia ammissione all’università alla mia accettazione di collaborare con il Ministero dell’Intelligence e svolgere attività di spionaggio, cosa che non accettai mai.”

Parlando delle sue convinzioni politiche aveva affermato: “Non ho né timore né terrore a dichiarare il mio supporto al PMOI. Lasciate che mi mandino al patibolo per questo supporto e per la cattiveria disumana e l’odio di questo regime per questa organizzazione e i suoi sostenitori. Lasciatemi essere la bandiera dell’onore e della liberazione per il popolo eroico dell’Iran e lasciate che il nostro martirio sia l’infamia di questo regime disumano e che provochi la sua veloce caduta.”.

Parlando della situazione del tribunale iniquo che lo aveva processato affermò: “Questo regime sanguinario si rifiutò di permettermi persino di parlare per un minuto con i miei avvocati prima del processo. Agenti dell’intelligence e della sicurezza  e membri dello staff dell’ufficio del procuratore erano impazienti di impedirmi di parlare o di stabilire qualunque contatto con i miei avvocati. C’era un avvocato (durante il processo) ma non c’era giuria. Inoltre, i verdetti sono predeterminati e vengono consegnati direttamente ai giudici”.

Commentando le promesse di Rouhani di rivedere i casi e rilasciare i prigionieri politici, Gholamreza disse: “Secondo me, se Hassan Rouhani ha fatto certe promesse, queste sono solo dichiarazioni ingannevoli a scopi propagandistici. Hanno il solo scopo di ingannare il popolo in Iran e nel mondo per ridurre la pressione dell’opinione pubblica dentro e fuori il paese, per prevenire ulteriori condanne internazionali e conseguenti sanzioni. Dal punto di vista del regime, prigionieri di coscienza e prigionieri politici sono termini usati per le persone legate a fazioni interne al regime e non agli altri. Questi sono gli stessi criminali chde da decenni continuano a ripetere, negli interrogatori e nei processi, che a loro dispiace cambiare la situazione, altrimenti non ci avrebbero messo neanche un minuto ad ucciderci. Se c’è qualche cambiamento, questo è dovuto solo alle pressioni e alla situazione vacillante del regime, e mira solo a salvarlo”.

L’altro punto che vorrei chiarire è questo: Io sono assolutamente pronto a morire per il popolo e per gli ideali di libertà dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Considero la mia condanna a morte la volontà di Dio e qualunque cosa accadrà sarà in bene, io l’accetto con tutto il cuore e ne sono onorato. Io non cerco o spero ciò che Hassan Rouhani può fare o che tipo di slogan può usare. Noi stiamo facendo il nostro dovere patriottico e nazionalista per i nostri ideali e siamo assolutamente pronti ad essere sacrificati e a pagarne il prezzo a qualunque livello. Chi diavolo è Rouhani? La nostra visione del mondo si estende molto al di là di queste cose. Io chiedo a tutti di stare pronti e prepararsi per la caduta di questo regime criminale e disumano e di fare ogni sforzo  per sbarazzarsi di questo regime con tutte le sue fazioni e poi ristabilire il governo del popolo, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e la giustizia per tutti in questo paese.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

1° Giugno 2014

 

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