venerdì, Febbraio 3, 2023
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Iran – On. Giovanna Tealdi: Anche nel 2015 il regime di Rouhani ha continuato con l’esecuzione di minorenni


Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri

Il regime teocratico iraniano viola costantemente quei diritti fondamentali dell’Uomo su cui è fondata la nostra civiltà.

La violazione dei diritti umani in Iran è in gran parte istituzionalizzata ed è parte integrante delle “leggi” dello Stato. Il regime iraniano – il cui  presidente della Repubblica, Hassan Rouhani, Lei riceverà – ha dimostrato in passato che non ha molto rispetto per le leggi internazionali. Nell’ Iran di Rouhani sono una prassi consolidata le esecuzioni di condannati che al momento del reato erano minorenni; nel 2014 ne sono stati impiccati almeno 17, il doppio  rispetto all’anno precedente. Anche nel 2015 il regime di Rouhani  ha continuato con l’esecuzione di minorenni e i dati ufficiali parlano di almeno 4 casi. Con questo l’Iran viola la Convenzione sui Diritti del Fanciullo e il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici che ha persino ratificato. Nelle carceri iraniane si trovano molti giornalisti, appartenenti alle minoranze etiche e religiose.

La verità è che il regime religioso iraniano non ha la legittimità popolare e la sua politica è in netto contrasto con gli interessi nazionali. Il rito delle elezioni nella repubblica islamica non deve far pensare che si tratti di un regime democratico, in quanto non solo la sua Costituzione è antidemocratica ma in Iran è proibita e severamente punita ogni sorta di dissidenza. Il nostro Paese ha una formidabile tradizione nella lotta contro la pena di morte, perciò è difficile accettare la visita del presidente di un regime che da molti anni è campione nelle esecuzioni capitali. Almeno il Governo italiano, il nostro Presidente del Consiglio metta in cima al suo protocollo dell’incontro con Rouhani la materia dei diritti umani con riferimento alla macabra pratica delle esecuzioni in pubblico. Dal primo gennaio fino al primo ottobre in Iran sono state impiccate secondo le nostre  fonti almeno  835 persone. Il nostro Paese e il nostro Governo hanno l’obbligo morale di porre la questione e di chiederne conto. 

Non è molto difficile capire che l’integralismo islamico nasce con l’arrivo di Khomeini in Iran che ha deviato la rivoluzione democratica degli iraniani. Hassan Rouhani sin dall’inizio della nascita della Repubblica islamica ha avuto ruoli di vertice e negli apparati di Sicurezza che, nel caso del regime iraniano, si traduce in apparati di repressione. Le ingerenze del regime iraniano in Iraq, Siria, Libano e nello Yemen sono  solo un tentativo per sottrarsi alla pressione popolare interna che chiede democrazia che il regime al potere non ha nelle sue corde. Perciò il regime iraniano è parte intrinseca del problema mediorientale e non della sua soluzione. 

Non ricevere il presidente di un regime che è stato condannato 62 volte dai vari organismi dell’ONU dovrebbe  essere una regola scontata;  ma almeno il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi chieda conto al presidente del regime iraniano dei Diritti Umani. Applicare una Politica rispettosa dei Nostri valori è giusto ed è conveniente. 

Con osservanza

Giovanna Tealdi

 

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