mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Iran: Oggi ono stati impiccati dieci detenuti

Erano tutti uomini secondo quanto riferisce l’agenzia Fars

ImageFormiche.net, 20 febbraio – Sei di queste condanne sono state eseguite nel carcere di Zanjan, nel nord ovest iraniano. I sei uomini erano stati giudicati colpevoli per aver commesso diverse rapine nelle gioiellerie del bazar locale. Gli altri quattro uomini, invece, hanno trovato la morte nel carcere di Evin a Teheran, perché condannati per omicidio.

Con le pene di oggi sale a 48 il numero ufficiale delle esecuzionicapitali dall’inizio del 2008. Solo il 29 gennaio aveva subito la stessa sorte un impiegato doganale dell’aeroporto internazionale della capitale, perché ritenuto colpevole di corruzione insieme ad altri suoi tre colleghi.

Amnesty International lancia l’allarme. Secondo il rapporto pubblicato dall’organizzazione internazionale è preoccupante il significativo aumento del ricorso alla pena capitale. Se nel 2006 si erano registrate "solamente" 177 esecuzioni, nel 2007 il numero sarebbe cresciuto a 298.

Mentre l’Onu ha da poco approvato la moratoria sulla pena di morte, proposta dall’Italia, in Iran si rischia ancora la vita per reati come l’omicidio, la rapina a mano armata, il traffico di droga, la violenza carnale, l’apostasia, l’adulterio e la "sodomia" (per sodomia non si intende altro che "omosessualità").

L’opinione pubblica mondiale inizia ad infastidire molto Teheran che lo scorso 30 gennaio, con una decisione presa dal capo dell’apparato giudiziario, l’ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, ha imposto di eseguire le impiccagioni all’interno delle mura carcerarie, riservando quelle "su pubblica piazza" a casi specifici, e comunque espressamente autorizzati da lui stesso.

Cosa sta succedendo nella Repubblica islamica dell’Iran? La sensazione che si ha è di un enorme passo indietro rispetto alla tutela dei diritti umani, prima ancora che civili.

Sempre oggi, infatti, arrivano da qui altre due notizie che destano preoccupazione. La prima (che potrebbe sembrar frivola, ma frivola non è affatto) riguarda il divieto, espresso dalla società che gestisce la metropolitana di Teheran, di comunicare con il telefonino attraverso bluetooth. Questo protocollo tecnologico, infatti, consente di scambiare messaggi con altri cellulari posti nelle vicinanze, pur senza conoscere il numero del cellulare della persona con cui si vuole comunicare. Il rischio in questo caso sarebbe "il toothing": la possibilità di "rimorchio" di ragazze o ragazzi, ovviando alla divisione fisica all’interno dei vagoni metropolitani, che maschi e femmine sono costretti ad osservare durante il viaggio. Con bluetooth, invece, ci si puó scambiare appuntamenti in segreto. Il divieto si trasformerà in una misura ancora piú rigida quando a breve saranno installati nel tratto metropolitano speciali apparechi per impedire l’uso di bluetooth.

L’altra notizia, invece, riguarda gli epiteti "una belva sanguinaria" e "un microbo infetto" che oggi il pesidente Mahmoud Ahmadinejad ha utilizzato per definire Israele. "Le potenze internazionali con un microbo infetto hanno creato Israele e lo hanno scatenato – alludendo alla questione degli Hezbollah in Libano – come una belva sanguinaria contro i popoli della regione".

Se non una dura reazione formale ed ufficiale, quel che una Cassandra del 2008 potrebbe predire, non potrebbe esser altro che un prossimo ennesimo spargimento di sangue.
 

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