sabato, Novembre 26, 2022
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L’UE dovrebbe ritenere il regime iraniano responsabile delle sue atrocità – Townhall

In un articolo pubblicato il 14 dicembre su Townhall, Hanif Jazayeri, un giornalista e attivista di opposizione iraniano che vive a Londra, ha scritto che i leader dell’Unione Europea, invece di organizzare eventi per promuovere affari con il regime terroristico iraniano, dovrebbero unirsi agli esperti delle Nazioni Unite, all’Amministrazione statunitense e ai gruppi internazionali per i diritti umani nel sostenere un’indagine internazionale sul massacro del 1988 e fare buon uso della loro nuova “Legislazione Magnitsky “ per imporre sanzioni contro i dirigenti di quel regime responsabili di crimini l’umanità.

Di seguito il testo completo dell’articolo.

Sull’Iran, l’UE colta a contravvenire al proprio ultimo impegno di colpire chi viola i diritti umani
La scorsa settimana sembrava quasi che i leader dell’UE si fossero finalmente presi la responsabilità di intraprendere azioni concrete contro i violatori dei diritti umani come i leader iraniani.
Ma nel giro di una sola settimana dall’adozione del “regime globale di sanzioni sui diritti umani” da parte dei ministri degli Esteri dell’UE, che prende di mira i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, il capo della politica estera dell’UE Josep Borrell era pronto a tenere lo Europe-Iran Business Forum – un evento che è stato rinviato all’ultimo minuto dopo che il regime ha impiccato un altro ex residente europeo durante il fine settimana.
Borrell avrebbe tenuto un discorso programmatico congiunto lunedì 14 dicembre insieme al ministro degli Esteri del regime iraniano Mohammad Javad Zarif, nonostante un coro di proteste da parte di gruppi per i diritti e di legislatori europei.
Nell’annunciare il rinvio dell’evento, gli organizzatori hanno dichiarato di essere ansiosi di tenere la conferenza nel prossimo futuro, aggiungendo: “I responsabili politici europei e iraniani continuano a impegnarsi nel dialogo necessario per stabilire le condizioni appropriate per un’efficace diplomazia economica”.

Ecco alcuni fatti interessanti per mettere in prospettiva l’evento
Il “diplomatico-terrorista” di Zarif, Assadollah Assadi, è attualmente in una prigione belga in attesa del verdetto per il suo ruolo in un complotto che prevedeva l’esplosione di una bomba contro il raduno dell’opposizione iraniana del 2018 in Francia. Assadi, terzo segretario dell’ambasciata iraniana in Austria, fu sorpreso dalla polizia europea mentre consegnava una libra di esplosivo TATP a due aspiranti attentatori per attaccare il raduno annuale “Iran Libero” organizzato dal Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) con la presenza di decine di migliaia di oppositori del regime. I pubblici ministeri belgi hanno dichiarato al processo ad Assadi il mese scorso che la presidente-eletta del CNRI Maryam Rajavi era l’obiettivo principale del complotto terroristico. Ma fra gli altri oratori c’erano l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, l’ex presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Newt Gingrich, l’ex primo ministro canadese Stephen Harper e l’ex ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. I pubblici ministeri hanno chiesto ai giudici di condannare Assadi alla pena massima di 20 anni, affermando anche che egli aveva agito non a titolo personale, ma seguendo le istruzioni dei suoi superiori, in altre parole Zarif e il presidente Hassan Rouhani.
Durante il fine settimana il regime ha giustiziato Ruhollah Zam, un ex residente in Francia, ufficialmente per avere svolto un ruolo nelle proteste anti-regime del 2018. Sebbene sia la Francia che l’UE abbiano condannato la sua esecuzione, nei mesi precedenti avevano fatto poco per esercitare pressioni sul regime affinché sospendesse la sentenza. Invece, erano state impegnate a incoraggiare le imprese europee ad aprire attività in Iran.
E poi c’è il massacro commesso in Iran nel 1988. A seguito di una fatwa dell’ayatollah Khomeini, migliaia di prigionieri politici, principalmente membri del movimento di opposizione dei Mojahedin del Popolo (OMPI o MEK), furono giustiziati senza processo a cura delle Commissioni della Morte delle quali alcuni membri oggi occupano posizioni di vertice, come il capo della magistratura iraniana e il ministro della Giustizia. La scorsa settimana un gruppo di sette relatori speciali ed esperti delle Nazioni Unite ha annunciato pubblicamente che il massacro potrebbe equivalere a “crimini contro l’umanità”. Essi hanno comunicato il proprio sostegno a un’indagine internazionale, aggiungendo che l’inazione internazionale riguardo alle uccisioni di massa ha incoraggiato il regime iraniano a continuare a nascondere la sorte delle vittime e a mantenere una strategia di deviazione e diniego. La posizione degli esperti delle Nazioni Unite è stata resa pubblica appena due giorni dopo che Borrell aveva annunciato l’“accordo storico” dell’UE per ritenere responsabili i violatori dei diritti umani.
Proprio quando sembrava che l’UE stesse per imporre sanzioni ai violatori dei diritti umani iraniani, i leader dell’UE hanno voltato le spalle e stanno invece incoraggiando gli affari con un regime che massacra i suoi oppositori in patria e usa i suoi “diplomatici” per trasferire bombe in Europa per ucciderne altri all’estero. Perché Borrell stava anche solo pensando di parlare a fianco del ministro degli Esteri di un regime che uccide dissidenti e invia bombe in Europa? Perché l’UE non sta ritirando i propri diplomatici da Teheran e declassando le relazioni con il regime terroristico?
Se c’è anche solo un briciolo di decenza al Servizio Europeo per l’Azione Esterna, questo dovrebbe unirsi agli esperti delle Nazioni Unite, all’Amministrazione statunitense e ai gruppi internazionali per i diritti umani nel sostenere un’indagine internazionale sul massacro del 1988 e rispettare la propria nuova “Legislazione Magnitsky” per imporre sanzioni contro i dirigenti del regime iraniano responsabili di crimini contro l’umanità.

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