giovedì, Dicembre 8, 2022
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L’aereo di Teheran fatto atterrare in Argentina porta alla luce la sua sinistra agenda per l’America Latina

Pochi giorni dopo che l’Argentina aveva costretto all’atterraggio un aereo iraniano e sequestrato i passaporti dei membri dell’equipaggio, le autorità paraguaiane hanno annunciato che il pilota era un membro della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC). Queste informazioni hanno evidenziato ancora una volta la minacciosa presenza di Teheran in America Latina.
Sebbene a Teheran piaccia proiettarsi come un pilastro antiamericano nel nuovo ordine mondiale unipolare, acquisire influenza e rafforzare il suo punto d’appoggio nelle Americhe è qualcosa di più che una semplice esibizione muscolare politica.
Si ritiene che l’individuo, identificato come Gholamreza Ghasemi, sia un membro della Forza Quds extraterritoriale e un parente dell’attuale ministro degli Interni del regime Ahmad Vahidi, ricercato dall’Interpol per il suo ruolo nel sanguinoso attacco terroristico all’AMIA (Associazione Mutualistica Israelita Argentina) di Buenos Aires del 18 luglio 1994.
Finora, le autorità argentine si sono rifiutate di affrontare la questione, sollevando così preoccupazione circa l’impunità del regime iraniano per il terrorismo e altre attività maligne in America Latina.
L’8 giugno, le autorità argentine hanno costretto un volo Mahan Air ad atterrare a Buenos Aires e hanno sequestrato l’aereo, un cargo 747. Come riferisce la Reuters, questo cargo Emtrasur è stato “venduto in Venezuela dalla Mahan Air iraniana un anno fa secondo la compagnia aerea iraniana”.
Sebbene il governo argentino non abbia confermato ufficialmente il sequestro, il regime iraniano ha subito riconosciuto l’incidente, ma ha cercato di prenderne le distanze.
Il portavoce del ministero degli Esteri del regime iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha affermato che l’aereo costretto ad atterrare operava per la divisione cargo della compagnia di bandiera venezuelana Conviasa e non appartiene alla Mahan Airlines iraniana. Tuttavia, ha riconosciuto che alcuni membri dell’equipaggio erano iraniani.
La Mahan Air appartiene all’IRGC. Gli Stati Uniti hanno sanzionato la compagnia aerea nel 2011 per il suo ruolo nella diffusione del terrorismo e del caos nel mondo e per il suo “supporto finanziario, materiale e tecnologico all’IRGC”.
Secondo un approfondito studio della Resistenza iraniana nel 2011, “figure chiave di questa compagnia sono alti ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie e in particolare comandanti della Forza Quds”. “Oltre a svolgere il trasporto passeggeri, le compagnie aeree iraniane svolgono un ruolo importante nell’interferenza dell’Iran nei Paesi della regione. L’uso del termine ‘privato’ per queste società è essenzialmente una copertura per consentire al regime iraniano di usarle per i propri scopi, incluso il trasferimento di attrezzature, supporto logistico, personale ecc.”, aggiunge il rapporto.
Il fatto che un membro della Quds Force sia pilota di un volo Mahan Air non è una novità. Nel giugno 2020, Amir Assadolahi, un altro cosiddetto ‘pilota’, ha ammesso di aver trasferito in Siria Qassem Soleimani, il comandante in seguito eliminato della Forza Quds dell’IRGC, con “sette tonnellate” di “carico vietato”, cosa che significa armi, insieme a 200 passeggeri a bordo nel giugno 2013. Si è dichiarato con orgoglio membro dell’IRGC e seguace di Soleimani.
“Durante il sorvolo di Baghdad, le forze statunitensi ci hanno costretto ad atterrare all’aeroporto di Baghdad. Durante le ispezioni irachene e americane, ho chiesto ad Haji Qassem di indossare l’uniforme del nostro ingegnere di volo [in modo che nessuno lo riconoscesse]. Lo stavano cercando” – ha detto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semiufficiale del Club dei Giovani Giornalisti. “Quando gli americani non sono riusciti a trovarlo e se ne sono andati, gli iracheni hanno chiesto di controllare il nostro carico. È stato un momento molto difficile. Siamo andati a vedere il carico; ho aperto il portafogli e ho mostrato i dollari all’ispettore iracheno; mi ha fatto l’occhiolino, ha preso i dollari e se n’è andato.”
La minaccia dell’Iran in Sud America dovrebbe essere presa sul serio. Poiché il regime di Teheran affronta più crisi interne, tende ad esportarle all’esterno e l’America Latina è una destinazione perfetta. Negli ultimi anni, l’America Latina è diventata una “zona operativa” del regime.
L’esplosione mortale di un’autobomba nel 1994 presso l’Associazione Mutualistica Israelita Argentina non avvenne senza una lunga preparazione. Il regime aveva aperto la strada inviando il suo agente Mohsen Rabbani a Buenos Aires il 27 agosto 1983, quasi undici anni prima dell’attacco dell’AMIA.
Come documenta un esclusivo rapporto della Resistenza iraniana del febbraio 2022, “in qualità di leader della moschea at-Tauhid, Rabbani iniziò a cercare potenziali bersagli per attacchi terroristici sostenuti dall’Iran. Durante una successiva testimonianza, tre degli studenti di Rabbani alla moschea at-Tauhid hanno osservato che nel 1990 aveva detto loro di “esportare la rivoluzione” e che erano “tutti Hezbollah”. Questo piano portò all’esplosione del 1994, che provocò 85 morti.
Purtroppo, le autorità argentine hanno deciso di nascondere le prove di questo attacco terroristico sotto il tappeto, in particolare evitando qualsiasi conflitto con Teheran per l’assassinio del dottor Alberto Nisman, il pubblico ministero degli attentati dell’AMIA, che, secondo il Wall Street Journal, “aveva indagato su un presunto insabbiamento argentino del ruolo dell’Iran nell’attentato dell’AMIA”.
La costrizione all’atterraggio dell’aereo del regime che trasportava i suoi terroristi offre all’Argentina l’opportunità di inviare un chiaro messaggio di resilienza a Teheran. Qualsiasi ‘considerazione politica’ e resa alla politica di ricatto del regime lo incoraggerà a continuare ad essere il maggiore promotore statale del terrorismo e di conseguenza altre persone innocenti dovranno pagare con la loro vita.

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