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Iran – Messaggio di Maryam Rajavi alla conferenza al Senato U.S.A.

Washington, D.C. – Durante un briefing tenutosi alla Kennedy Caucus Room del Senato, illustri senatori ed ex-funzionari della sicurezza nazionale hanno condannato le palesi violazioni dei diritti umani in Iran e l’ingerenza del regime teocratico nella regione.

Tutti hanno sottolineato la necessità di adottare una politica decisa nei confronti della dittatura religiosa al potere in Iran.

La conferenza, dal titolo “La nuova Amministrazione e le opzioni della politica sull’Iran”, è stata sponsorizzata dall’Organizzazione delle Comunità Irano-Americane, OIAC. All’incontro hanno partecipato il Senatore John McCain (R-AZ) e presidente del Comitato dei Servizi Armati del Senato, il Senatore Robert Menendez (D-NJ), ranking member del Comitato Relazioni Estere del Senato, l’ex-Senatore Joseph Lieberman, il primo Segretario americano per la Sicurezza Interna e Governatore della Pennsylvania Tom Ridge e l’Ambasciatore Mitchell Reiss, ex-direttore della programmazione politica al Dipartimento di Stato.

Hanno partecipato inoltre al briefing membri delle missioni diplomatiche con base a Washington e rappresentanti dei mass media americani ed internazionali.

In un video-messaggio alla conferenza Maryam Rajavi ha detto:

Cari amici,

Questo Natale, celebrando la nascita di Gesù Cristo, messaggero di pace e solidarietà, auguro a tutti voi che partecipate all’incontro di oggi, salute e prosperità.

Prima di tutto lasciatemi esprimere la mia più calorosa gratitudine ai senatori americani e alle illustri personalità per il loro appoggio alla causa e alla lotta del popolo iraniano per la libertà, la democrazia e lo stato di diritto.

Vorrei anche ringraziare sinceramente i rappresentanti eletti del popolo americano per il loro sostegno ai combattenti per la libertà di Ashraf e Liberty, per averli difesi dal pericolo e  trasferiti in Europa.

I 37 anni di esperienza del distruttivo e omicida regime dei mullah nel mio paese, hanno dimostrato che nessun tipo di concessioni politiche ed economiche, fatte peraltro a spese del popolo iraniano, ha portato ad un cambiamento nel comportamento o nelle politiche del regime iraniano, né dentro, né fuori dall’Iran.

Al contrario la situazione è peggiorata sotto ogni aspetto.

Durante la presidenza cosiddetta “moderata” di Rouhani, più di 2600 persone sono state giustiziate.

Secondo le Nazioni Unite questo è il maggior numero di esecuzioni degli ultimi 25 anni.

Allo scopo di creare un’atmosfera di repressione e paura nella società, il regime teocratico giustizia moltissime vittime nelle pubbliche piazze.

Almeno 70 donne sono state impiccate durante la presidenza di Rouhani.

Nonostante un alleggerimento delle sanzioni e il trasferimento di una quantità considerevole di contanti nelle tasche dei mullah, l’economia iraniana sta subendo una recessione.

La corruzione a livello governativo e burocratico e gli astronomici furti dei funzionari del regime sembrano non aver fine.

L’economia iraniana è sotto il controllo del leader supremo del regime Ali Khamenei e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

Sono loro gli unici che beneficiano dei commerci con l’Iran e non il popolo iraniano.

Il regime teocratico sta proseguendo i test sui suoi missili balistici in violazione della risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Nella regione il regime ha usato tutto il suo potere per salvare il criminale dittatore della Siria.

Attualmente oltre 70.000 uomini, tra cui l’IRGC e i suoi agenti, sono coinvolti nel massacro di gente innocente in Siria, in particolare ad Aleppo.

In questi giorni il regime sta parlando di creare basi navali nello Yemen e di proseguire le sue politiche settarie in Iraq.

In una tale situazione non c’è alcun dubbio che combattere il fondamentalismo e l’estremismo praticato in nome dell’Islam, sia sciita che sunnita, potrà essere possibile solo attraverso la lotta al regime iraniano che è il padrino del fondamentalismo e del terrorismo.

In altre parole, la lotta contro l’ISIS non può essere separata da quella contro questo regime.

Quando il regime teocratico verrà cacciato dalla regione, il mondo arriverà sempre più vicino a distruggere l’ISIS.

L’unica via al cambiamento democratico in Iran è contare sul popolo iraniano e la sua resistenza organizzata.

La resistenza iraniana sta lottando con tutte le sue forze per raggiungere questo obbiettivo e noi speriamo che il Congresso degli Stati Uniti continuerà a sostenere il popolo iraniano nella sua lotta per un Iran libero.

Il dossier sulle palesi violazioni dei diritti umani in Iran, soprattutto il caso del massacro dei 30.000 prigionieri politici del 1988, deve essere presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per l’adozione di provvedimenti vincolanti.

Il programma missilistico e nucleare è contrario agli interessi del popolo iraniano e deve essere fermato.

Il regime teocratico deve essere cacciato dalla Siria e dell’Iraq e l’IRGC deve essere inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Il popolo iraniano, con oltre un secolo di lotta per la democrazia e la libertà, merita un governo che rispetti i suoi diritti fondamentali.

Tra questi diritti ci sono la libertà di espressione, libere elezioni, parità tra i sessi e pari diritti per le minoranze etniche e religiose.

Un simile paese sarebbe il simbolo della pace e della tranquillità in Medio Oriente .

Questa è la nostra visione per l’Iran di domani.

Grazie.