mercoledì, Novembre 30, 2022
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I parlamentari americani appoggiano la risoluzione per assicurare alla giustizia i responsabili del massacro dei prigionieri politici dei Mojahedin del Popolo Iraniano avvenuto nel 1988

Sta crescendo l’appoggio bi-partisan per una risoluzione della Camera dei Rappresentanti americana, presentata da Michael McCaul (R-TX), Presidente del Comitato per la Sicurezza Interna, da Eliot Engel (D-NY), ranking member del Comitato Affari Esteri della camera e da Ed Royce (R-CA), Presidente del Comitato Affari Esteri della Camera. La risoluzione condanna il peggioramento della situazione dei diritti umani in Iran e il regime iraniano “per il massacro del 1988 e per aver negato l’evidenza di questa manifesta serie di crimini contro l’umanità”.

La H.Con.Res.159, co-sponsorizzata da circa 50 membri della Camera, esorta le Nazioni Unite “a creare una commissione d’inchiesta per indagare in maniera esaustiva sul massacro, per raccogliere prove e identificare nomi e ruoli dei singoli responsabili in vista di una loro incriminazione”.

Il provvedimento precisa che “il massacro venne compiuto a seguito di una fatwa, o decreto religioso, emesso dall’allora leader supremo ayatollah Ruhollah Khomeini, che aveva come obbiettivo … i Mujahedeen-e-Khalq (MEK)”. Citando Amnesty International dice: “tra il 27 Luglio 1988 e la fine di quell’anno, migliaia di prigionieri politici (in Iran), compresi i prigionieri di coscienza, furono giustiziati nelle carceri di tutta la nazione”.

Nel sottolineare che “la maggior parte dei giustiziati erano sostenitori del PMOI (MEK)”, la risoluzione ribadisce che “in una registrazione audio rivelata di recente, il defunto Hussein Ali Montazeri, un grand ayatollah che aveva funzioni di vice di Khomeini, parla degli sforzi del regime per colpire il MEK e afferma che le uccisioni di massa del 1988 furono ‘il più grosso crimine commesso durante la Repubblica Islamica, per il quale la storia ci condannerà”.

Il 27 Novembre 2016, un tribunale del regime iraniano ha condannato Ahmad Montazeri, il religioso sessantenne figlio dell’Ayatollah Montazeri, a 21 anni di reclusione per aver rivelato l’esistenza della registrazione.

I rappresentanti di entrambi gli schieramenti hanno appoggiato la risoluzione che afferma “tra coloro che sono personalmente responsabili di queste esecuzioni di massa ci sono anche alti funzionari dell’attuale governo iraniano”. Il ministro della giustizia di Hassan Rouhani, Mostafa Pour-Mohammadi, che all’inizio aveva negato che il massacro fosse mai avvenuto, si è vantato di essere “orgoglioso” di aver eseguito “il comandamento di Dio” di giustiziare i membri del MEK.

“Questa è una legge importante cui devono seguire passi politici dell’Amministrazione U.S.A. per difendere le vittime della repressione e coloro che vogliono ristabilire la democrazia in Iran”, ha detto Soona Samsami, Rappresentante negli Stati Uniti del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. 

La risoluzione sollecita “l’Amministrazione e gli alleati degli Stati Uniti, a condannare pubblicamente questo massacro e ad esercitare pressioni sul Governo dell’Iran perché fornisca informazioni dettagliate alle famiglie delle vittime sui loro cari e il luogo della loro sepoltura”.

 

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