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Iran: Messaggio dall’Arcivescovo di Canterbury ai sostenitori dei residenti del Campo di Ashraf

Messaggio dall'Arcivescovo di Canterbury alle famiglie, i parenti ed i sostenitori dei residenti del Campo di Ashraf nella Gran Bretagna

ImageComunicato stampa

Domenica 20 Settembre 2009

L'Arcivescovo di Canterbury, attualmente in visita alla Chiesa Anglicana in Giappone, oggi ha rilasciato un comunicato sottolineando le preoccupazioni dei residenti del Campo di Ashraf in Iraq.

All'inizio della settimana l'Arcivescovo ha incontrato un gruppo dei sostenitori di Ashraf, incluso alcuni di loro in sciopero della fame, per ascoltare le loro preoccupazioni. Era chiaro all'Arcivescovo l'importanza della situazione umanitaria e pastorale che richiede un attenzione immediata.

''La continuazione della situazione nel Campo di Ashraf, insieme al fatto che le 36 persone prelevate dal campo a luglio non sono ancora state liberate, evidenziano un problema umanitario e di diritti umani di grande magnitudine e di urgenza. Esiste un argomento fondamentale in termini di legge internazionale dato che i residenti godono dello stato di ''persone protette''. Sia il governo iracheno che il governo degli Stati Uniti- come entità responsabile per il trasferimento dei residenti in un altra giuristizione- hanno l'obbligo di assicurare i diritti dei residenti e di difenderli da violenze ed abusi.

Sono in contatto con il nostro governo oltre ai rappresentanti di altri stati per richiedere urgentemente la soluzione di questo problema. Un passo significativo verso la stabilizzazione a lungo termine della sicurezza dei residenti sarà la realizzazione di un monitoraggio da parte dell' ONU per visitare il campo. Nel frattempo spero che tutti coloro che sono coinvolti nel conflitto ascoltino la voce delle persone che sono fortemente preoccupate per le violazioni dei diritti umani e che rispondino urgentemente.

Con lo stesso spirito umanitario, vorrei richiedere a coloro che stanno manifestando  le loro preoccupazioni, facendo uno sciopero della fame, di terminare il loro digiuno. Ulteriore perdita di vite umane aumenterebbe la gravità di questi eventi tragici.

   http://www.archbishopofcanterbury.org/2533

 

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