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Iran – Maryam Rajavi: “Salvare la regione dalla malvagità del fondamentalismo islamico è una missione delle donne”

CNRI – Domenica 8 Marzo, in una conferenza svoltasi in occasione della Giornata Internazionale della Donna Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha detto: “L’attuale scontro storico, in particolare le grandi sfide degli ultimi anni alla vita e al destino delle donne arabe e musulmane, specialmente in Siria e in Iraq, hanno creato una situazione in cui la responsabilità delle donne è andata ben oltre la lotta per la loro stessa libertà e uguaglianza. Oggi, l’enorme responsabilità di salvare le nazioni del Medio Oriente dalla malvagità del fondamentalismo pesa sulle spalle delle donne”.

Questa conferenza si è svolta nell’ufficio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana di Berlino con la partecipazione di personaggi politici e attivisti per i diritti delle donne provenienti da vari paesi come Stati Uniti,  Canada, Francia, Spagna, Italia, Finlandia, Argentina, Portogallo, Romania, Albania, Moldavia, Palestina, Algeria, Siria, Egitto, Marocco, Giordania, Tunisia, Bahrein, Kurdistan iracheno, Tajikistan, India e Pakistan.

Nel suo discorso a questa conferenza Maryam Rajavi ha definito il regime iraniano “il padrino e l’epicentro del fondamentalismo nel mondo, con la misoginia come suo principale attributo”. E ha aggiunto: “In tutta l’era del governo dei mullah, le donne iraniane sono state vittime della più crudele repressione, della più criminale umiliazione e discriminazione. Queste prevedono la tortura e l’esecuzione di decine di migliaia di donne combattive e di Mojahedin, la violazione delle libertà civili e dei diritti individuali e sociali delle donne, la violazione delle convenzioni internazionali, in particolare della Convenzione sull’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione Verso le Donne, le umiliazioni, l’arresto e la fustigazione per imporre l’hijab obbligatorio alle donne, le limitazioni all’istruzione e all’impiego ecc.

I mullah vorrebbero far credere che l’obbiettivo di questa misoginia sia la salvaguardia della castità nella società o delle fondamenta della famiglia, ma la misoginia è il fulcro della repressione dell’intera società su cui si basa la conservazione della teocrazia al potere. La misoginia praticata sotto le spoglie della religione e divenuta sistematica e persistente perché serve a preservare il dominio monopolistico del velayat-e faqih.

Essa giustifica la continue operazioni di sorveglianza sulle persone nelle strade ed è il lavoro di decine di pattuglie stradali e di istituzioni incaricate della repressione. Allo stesso modo, opprimere le donne con la scusa di essere ‘mal-velate’, è uno dei mezzi più efficaci utilizzati dal regime per opprimere la società e zittire qualunque voce di dissenso”.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha evidenziato la barbarità del regime teocratico negli episodi di aggressioni con l’acido gettato sul volto di donne iraniane indifese: “Incatenare le donne ai cosiddetti ‘fondamenti religiosi’ ha tolto ai mullah ogni scrupolo nelle loro azioni, nell’ambito dell’istruzione, delle disposizioni amministrative e produttive, nell’assunzione o nel licenziamento degli impiegati, nel controllo costante delle donne e dei giovani in giro per le strade, nelle irruzioni arbitrarie nelle case della gente, nella censura dei libri, dei films, dei giochi e della musica, nel filtraggio dei siti web e dei social media, nel creare falsi casi giudiziari e nelle irruzioni alle feste.”

Maryam Rajavi ha aggiunto: “I mullah al potere sono pienamente consapevoli che se dimostrassero qualunque indulgenza sul velo obbligatorio o modificassero una qualunque delle loro leggi e delle loro politiche per opprimere le donne, il potere di queste ultime progredirebbe velocemente e mobiliterebbe l’intera società. Come ha ammesso Hassan Rouhani, il presidente dei mullah: ‘L’hijab è necessario per la sicurezza’”.

Maryam Rajavi ha ulteriormente chiarito le ragioni della misoginia del governo fondamentalista in Iran: “La richiesta impellente delle donne è principalmente quella di cambiare lo status quo, cioè di abbattere il sistema del velayat-e faqih. Perciò il regime dei mullah vede questa forza per la libertà e l’uguaglianza come la sua principale minaccia sociale e, di conseguenza, il fascismo religioso al potere in Iran detiene il record indiscusso delle esecuzioni di attiviste politiche in tutta la storia contemporanea mondiale.

Ciononostante i mullah hanno miseramente fallito nell’imporre il loro ordine reazionario alle donne iraniane. Trovandosi faccia a faccia con questo regime, l’avanguardia femminile ha assunto un ruolo-chiave per la perseveranza e il progresso del movimento di resistenza. Il ruolo delle donne all’interno del movimento di resistenza, in particolare ad Ashraf e Liberty, è stato decisivo nella lotta delle donne iraniane contro questo regime disumano e misogino.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

8 Marzo 2015 

 

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