sabato, Dicembre 3, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaIran: Berlino – Gran raduno in occasione della Giornata Internazionale della Donna

Iran: Berlino – Gran raduno in occasione della Giornata Internazionale della Donna

Berlino – Gran raduno in occasione della Giornata Internazionale della Donna con la partecipazione di oltre un centinaio di personalità femminili provenienti da cinque continenti

L’appello di Maryam Rajavi per il sostegno ad un movimento contro il fondamentalismo, il nemico principale dell’uguaglianza, della pace e della sicurezza mondiale

CNRI – Sabato 7 Marzo i partecipanti al gran raduno di Berlino, tenutosi in occasione della Giornata Internazionale della Donna e intitolato “Per la tolleranza e l’uguaglianza, contro il fondamentalismo e la misoginia”, hanno sottolineato che il progresso dell’ideale di uguaglianza nel mondo oggi si è ritrovato faccia a faccia con una formidabile barriera: il fondamentalismo islamico.

Questo fenomeno sta minacciando tutto il Medio Oriente e il mondo attraverso la discriminazione, il terrorismo e il genocidio e più di qualunque altra cosa è ostile alle donne.

I partecipanti hanno affermato che l’unica soluzione a questa crisi è ricorrere al potere delle donne e ad un movimento di resistenza che crede nel potere delle donne e nella loro leadership. Hanno anche chiesto una strategia globale focalizzata sul regime iraniano in quanto epicentro del fondamentalismo islamico, sul supporto ai musulmani democratici e sulla volontà di impedire al regime iraniano di acquisire la bomba atomica.

Questo raduno, tenutosi alla presenza di Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha visto la partecipazione di un gran numero di illustri personalità politiche, pubbliche, artistiche, attivisti per i diritti umani e delle donne giunti da cinque continenti. Tra questi Kim Campbell, Rita Süssmuth, Linda Chavez, Frances Townsend, Ingrid Betancourt e una delegazione di giuriste come Maria Candida Almeida (Procuratore Generale portoghese), una delegazione dell’opposizione siriana, una delegazione di illustri donne dell’Asia, un’ampia delegazione di parlamentari, sindaci ed altri politici tedeschi, una delegazione di donne parlamentari dei paesi arabi, delegazioni in rappresentanza di decine di associazioni ed istituti di donne iraniane di tutta Europa e Stati Uniti, migliaia di donne di paesi diversi e seguaci di varie religioni.

A questa conferenza Maryam Rajavi ha dichiarato che il fattore-chiave nella crescita dei fondamentalisti, è stata l’ascesa al potere dei mullah reazionari in Iran, i quali per la prima volta hanno presentato un modello di governo retto da gruppi fondamentalisti. Ed ha aggiunto: “Il fondamentalismo non è uno scontro tra l’Islam e l’Occidente, né tra l’Islam e il Cristianesimo e l’Ebraismo, o un conflitto tra sciiti e sunniti. Il fulcro del conflitto è libertà contro sottomissione e dittatura, tra uguaglianza da una parte e tirannia e misoginia dall’altra. Il fondamentalismo ha fatto della misoginia la sua essenza e attraverso la repressione delle donne vuole minacciare e reprimere la società intera”.

Per salvare il mondo dall’incubo del fondamentalismo e per emancipare le nazioni del Medo Oriente da questo odioso fenomeno, Maryam Rajavi ha chiamato le donne coraggiose di tutto il mondo a formare e ad espandere un fronte potente contro il fondamentalismo islamico e contro il terrorismo e la barbarie perpetrati in nome dell’Islam. E ha detto: “Per frenare questo odioso fenomeno del fondamentalismo islamico, si deve inevitabilmente scontrarsi con la dittatura religiosa al potere in Iran.

Questo regime è il cuore del problema e il suo appoggio alle dittature di Assad e di Maliki, in Siria e in Iraq, ha portato all’ascesa delle milizie fondamentaliste e all’ISIS. Pertanto, restare in silenzio di fronte all’ingerenza di questo regime nei paesi della regione, per non  parlare di collaborare con esso con la scusa di combattere l’ISIS, è un terribile errore strategico”.

Ed ha avvertito: “E’ assurdo chiedere al piromane di spegnere l’incendio. Esattamente all’opposto c’è la politica corretta, che è quella di cacciare il regime dei mullah da Iraq e Siria. Abbattere questo regime è una necessità impellente non solo per il popolo iraniano, ma per tutta la regione e per il mondo. Il crimine del compiacimento, commesso dai governi occidentali, è quello di aver scelto la via della conciliazione con uno stato che è il maggiore sponsor del fondamentalismo, il regime iraniano e di aver contribuito a reprimere l’alternativa al fondamentalismo. Fare concessioni a questo regime nei negoziati sul nucleare, va contro i più alti interessi dei popoli dell’Iran e della regione e minaccia la pace e la sicurezza mondiali. E sta anche mettendo i diritti umani del popolo iraniano sull’altare sacrificale”.

Maryam Rajavi ha anche parlato della crescita incessante delle esecuzioni in Iran, tra cui l’impiccagione di almeno 21 detenuti avvenuta il 4 Marzo, sei dei quali erano prigionieri politici sunniti ed ha affermato: “Per impedire le proteste popolari, specialmente durante i negoziati sul nucleare, il regime iraniano ha terribilmente bisogno di questa ondata di esecuzioni e di repressione. Il silenzio e l’inerzia di fronte a queste gravi violazioni dei diritti umani in Iran, non solo incoraggia questo regime a proseguire le sue atrocità, ma lo incoraggia anche a portare avanti il programma nucleare e a continuare l’esportazione del terrorismo.”.

Maryam Rajavi ha chiesto sostegno per la Resistenza Iraniana, l’alternativa democratica creata contro il regime teocratico in oltre tre decenni, come un passo fondamentale per combattere il fondamentalismo. Questa alternativa segue la via del vero Islam democratico e persegue la separazione tra religione e stato, l’uguaglianza tra i sessi ed un Iran non nuclearizzato.

Nella sua dichiarazione finale, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha detto: “Il più vasto movimento di avanguardia femminile a Camp Liberty, dona speranza e ispirazione alle donne iraniane ed è un patrimonio prezioso per i movimenti di uguaglianza del mondo”. Ha chiesto poi alla comunità internazionale, al Governo degli Stati Uniti, all’Unione Europea e alle Nazioni Unite di garantire loro protezione e sicurezza.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Marzo 2015

Integrazione:

A questo grande evento hanno partecipato moltissime illustri personalità pubbliche, politici e artisti, nonché attivisti per i diritti umani e delle donne provenienti da cinque continenti, oltre a delegazioni in rappresentanza di decine di organizzazioni e associazioni femminili iraniane di tutta Europa e Stati Uniti. Gli oratori a questa conferenza, inaugurata da Sarvnaz Chitsaz, Presidente del Comitato delle Donne del CNRI, e moderata da Linda Chavez, ex-Direttore delle Relazioni Pubbliche della Casa Bianca, sono stati: 

Rudy Giuliani, ex-Sindaco di New York City e candidato alle presidenziali americane (2008) e Frances Townsend, Assistente del Presidente americano per la Sicurezza interna e l’anti-terrorismo (2004-2008), dagli Stati Uniti; Kim Campbell e Iveta Radicova, ex-primi ministri di Canada e Slovacchia; Rita Süssmuth, ex-Presidente del Bundestag; Günter Verhuegen, Commissario Europeo (1999-2009); Horst Teltschik, Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Cancelliere Helmut Kohl ed ex-Leader della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco; il vescovo Wolfgang Huber, ex-Presidente del Consiglio Protestante tedesco; Otto Bernhardt, Presidente della Fondazione Konrad-Adenauer e Presidente del Comitato tedesco in solidarietà con un Iran Libero; Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ex-Ministro della Giustizia; Matthias Köhne e Angelika Schöttler a nome della delegazione dei sindaci, Fritz Felgentreu, Klas Dieter Graohler, Rudolf Hencke e Stefan Evers di diversi partiti e correnti politiche a nome dei parlamentari tedeschi presenti alla conferenza e Susanne Kahl-Pasoth, Vice-Presidente del Consiglio delle donne tedesche, dalla Germania; Ryszard Czarnecki, Vice-Presidente del Parlamento Europeo dalla Polonia; Alejo Vidal-Quadras, ex-Vice-Presidente del Parlamento Europeo e Presidente del Comitato Internazionale In Search of Justice (ISJ) dalla Spagna; Struan Stevenson, ex-Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq e Presidente dell’Associazione Europea Iraqi Freedom (EIFA) dalla Gran Bretagna; Bernard Kouchner, Giulio Maria Terzi e Maia Panjikidze ex-ministri degli Esteri di Francia, Italia e Georgia; Ingrid Betancourt, ex-candidata alle presidenziali della Colombia e María Elena Elverdin, Procuratore Generale del Portogallo; Khawala Dunia a nome della delegazione femminile della Coalizione Siriana; Najimeh Taytay dal Marocco a nome della delegazione femminile di parlamentari dei paesi arabi; Valentina Leskaj, parlamentare dell’Albania e vice al Consiglio d’Europa; il Senatore Gari Durán Vadell e Beatriz Becerra dalla Spagna e Nele Lijnen dal Belgio a nome di una nutrita delegazione femminile del Parlamento Europeo; Ranjana Kumari dall’India  a nome di una delegazione di donne illustri dell’Asia e dei suoi movimenti femminili.

Hanno partecipato alla conferenza anche una delegazione di donne proveniente da tutto il mondo e delegazioni dalla Polonia, dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia.

Inoltre durante i lavori della conferenza, un gruppo di personalità femminili hanno espresso la loro solidarietà al Fronte Internazionale contro il Fondamentalismo annunciato dal Maryam Rajavi. Vida Nik Talean, Presidente dell’Associazione per la Democrazia in Iran, ha parlato a nome degli istituti e delle associazioni femminili di tutto il mondo che hanno preso parte alla conferenza.

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,410FollowersFollow