giovedì, Dicembre 8, 2022
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Iran – Maryam Rajavi: Gli estremisti stanno abusando del nome dell’Islam

Maryam Rajavi, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, all’inizio della settimana scorsa ha scritto un editoriale per Forbes denunciando la natura anti-islamica dei fondamentalisti islamici, che massacrano gente innocente in nome della religione.

Maryam Rajavi la scorsa settimana ha precisato che miliardi di musulmani in tutto il mondo hanno celebrato l’Eid al-Fitr, che segna la fine gioiosa del mese sacro del Ramadan.

Per i musulmani praticanti di ogni paese, il Ramadan è una stagione di compassione, di arricchimento personale e della comunità, valori totalmente denigrati dall’esistenza del terrorismo e della tirannia praticati in nome dell’Islam.

Maryam Rajavi ha poi aggiunto che questi  spasmi di violenza, come ad Orlando, Istanbul, nel Bangladesh e persino in Arabia Saudita, sono il risultato deliberato di una visione del mondo aggressiva e spaventosa che offre un’immagine distorta dell’Islam. I suoi soldati spogliano i versetti del Corano e le tradizioni del Profeta di tutto il suo contesto, nel vano, ed illegittimo, tentativo di giustificare l’omicidio, la conquista e la sottomissione.

Nell’articolo, pubblicato il 10 Luglio Maryam Rajavi ha scritto:

Questo non è Islam.

Sin dal principio, quando il Profeta Maometto invitò tutti ad accettare un unico Dio, egli disse alla gente che questo avrebbe portato loro la salvezza. Dio dice nel sacro Corano, che il Profeta era venuto per togliere le catene dalle mani e dai piedi della gente. Prima di questo Gesù aveva detto: “Amatevi gli uni gli altri, come Dio vi ama”. Prima di lui Mosè aveva invitato il popolo ad abbracciare una religione che considera gli esseri umani parte di un’unica famiglia, definendo i vari popoli, etnie e tribù come gli affluenti che riconducono ad un’unica fonte. 

Perciò tutti noi, in quanto figli di Abramo, siamo fratelli e sorelle. Ciò che è fondamentale nelle relazioni tra esseri umani non è la vendetta, la tirannia e lo sfruttamento, ma la libertà, la compassione e l’unità.

Purtroppo, governanti e forze repressive hanno interpretato, nel corso degli anni, i versetti del Corano in base alle più reazionarie scuole di pensiero. Nel corso di questo conflitto, sono emerse due versioni dell’Islam, diametralmente opposte. Una è basata sulla tirannia. L’altra è basata sulla libertà.

Dai mullah al potere a Teheran, agli hezbollah libanesi, a Boko Haram e al Daesh, tutti esibiscono una devozione distorta verso l’interpretazione tirannica e oppressiva. Ma bisogna guardare al Corano per rendersi conto che questi si trovano in netto contrasto con la verità dell’Islam.

La verità dell’Islam

Ciò che gli estremisti di oggi presentano come “Jihad” non è altro che puro e semplice terrorismo e brutalità. Nel Corano jihad vuol dire: ribellione contro l’ingiustizia, qualcosa che è stato persino incluso nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il Corano permette la jihad solo a coloro che subiscono ingiustizie, che vengono uccisi o costretti a lasciare il loro paese. Paradossalmente i musulmani che si oppongono ai religiosi o ai califfi, anche se non musulmani, che si rifiutano di arrendersi a loro, sono i primi obbiettivi di questa falsa “jihad.

Gli estremisti sposano anche brutale disparità e la violenza nei confronti delle donne, privandole dei diritti fondamentali, vietando loro i ruoli di leadership e opprimendole come cittadini di seconda classe. Ma l’Islam ha avuto un ruolo pionieristico nell’aprire la via alla libertà e all’uguaglianza per le donne. Sin dal principio, centinaia di donne si sono contraddistinte per aver giurato fedeltà al Profeta e assumendosi grosse responsabilità in campo politico, sociale e militare.

Un’altra terribile caratteristica degli estremisti è il loro tentativo di screditare i principi morali, umanitari ed islamici nella loro lotta per il potere. Prima di divenire il leader dell’Iran Khomeini, nel suo libro dal titolo “Lo stato islamico”, riteneva giustificabili i massacri per garantire la sopravvivenza dello stato o, come diceva lui, “per sradicare molte razze corrotte dannose per la società”.

Non è forse vero che le religioni monoteiste furono rivelate per impregnare gli esseri umani di codici morali e principi umanitari? I Dieci Comandamenti di Mosè o tutto quello che hanno detto Gesù e Maometto, non intendevano forse contenere le tendenze aggressive, avide ed oppressive degli esseri umani, per inaugurare una via verso la libertà?

Mi fa male che estremisti di ogni sorta si presentino come i difensori degli standards morali ed islamici. Per praticare una violenza ingiustificata, che definiscono in maniera falsa “pene islamiche”, hanno amputato arti, cavato occhi e lapidato a morte le donne con una barbarie indescrivibile.

Nessuno ha calpestato la legge islamica più di questa marmaglia. Come dice il Corano: “Ed egli è uno di quegli uomini i cui discorsi sulla vita di questo mondo ti allietano ed egli chiama Allah a testimoniare di quanto è nel suo cuore, ma egli è il più violento degli avversari. E quando detiene l’autorità, fa di tutto per causare danni nel paese e per distruggere il raccolto e i germogli. E Allah non ama i danni” (Corano 2:204-205).

Lo spirito di buona volontà

E’ essenziale che i veri seguaci dell’Islam combattano contro la perversione della nostra fede e ci sono molti gruppi cercano di farlo. Uno di questi è quello dei Mujahedin-e Khalq (MEK), il principale componente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. Sin dalla sua fondazione, nel 1965, questo gruppo ha intrapreso uno sforzo teoretico per comprendere la verità dell’Islam, spazzando via le letture dogmatiche e statiche del Corano. Il CNRI è riuscito a promuovere nella società iraniana, opinioni credibili dell’Islam sulla libertà, i diritti umani, la giustizia sociale, la parità tra i sessi, i diritti delle minoranze etniche e religiose e su altre questioni.

I musulmani di tutto il mondo devono unirsi per rifiutare i settarismo e i conflitti religiosi. Noi dobbiamo dichiarare che la lotta non è tra sciiti e sunniti, o tra musulmani e cristiani, o tra i popoli e la cultura del Medio Oriente e i popoli e la cultura dell’Occidente. Ma che invece la lotta è tra tirannia ed estremismo da una parte e democrazia e libertà dall’altra. E mentre questo mese del Ramadan giunge alla fine, non dobbiamo permettere che lo spirito della buona volontà se ne vada con esso.

Maryam Rajavi è la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).

 

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