giovedì, Gennaio 26, 2023
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Iran – Maryam Rajavi: “Chiediamo ai governi occidentali di subordinare le loro relazioni con il regime dei mullah alla questione dei diritti umani

Alla conferenza sull’Iran: Cambio di Regime e Sicurezza per i Residenti di Camp Liberty

In questi 10 mesi di attività, Rouhani ha dimostrato di essere parte integrante del regime e di non avere altra missione se non quella di preservare il regime

Appello per un’azione urgente della comunità internazionale per assicurare il rilascio degli ostaggi di Ashraf, garantire sicurezza a Camp Liberty e trasferire i rifugiati in Europa e U.S.A.

Sabato 12 Aprile, Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha chiesto alla comunità internazionale, ed in particolare ai governi occidentali, di subordinare le loro relazioni con il regime dei mullah alla situazione dei diritti umani in Iran, con particolare riferimento all’abolizione della pena di morte, alla cessazione della repressione e della tortura ed al rispetto per la libertà di espressione da parte di questo regime.

 

Maryam Rajavi è stata l’oratore-chiave della conferenza che si è tenuta a Parigi alla presenza delle associazioni giovanili iraniane di tutto il mondo. Nel suo discorso ha affermato: “Basta con la politica di accondiscendenza e con le concessioni a questo regime. Con la scusa dei negoziati sul nucleare, non chiudete gli occhi di fronte ai crimini commessi da questo regime contro il popolo iraniano, sul ruolo del regime nel genocidio in Siria e la sua funesta occupazione dell’Iraq”.

Parlando della reazione del regime alla recente risoluzione del Parlamento Europeo sulle violazioni dei diritti umani in Iran, Maryam Rajavi ha detto: “La loro tremenda paura della questione dei diritti umani non è infondata, dato che la più piccola apertura a questo riguardo aprirebbe la via ad un fiume di proteste e la catena della repressione si sfalderebbe”.

A questo raduno hanno partecipato i rappresentanti  di circa 50 associazioni giovanili iraniane di varie nazioni.

Maryam Rajavi ha definito la massiccia presenza dei rappresentanti delle associazioni giovanili iraniane a questa conferenza, un chiaro messaggio agli iraniani e alla comunità internazionale, e ha detto: “Il messaggio è che la gioventù iraniana è decisa ad abbattere la dittatura religiosa e a ristabilire la libertà e la democrazia”. Rivolgendosi ai giovani ha detto: “Voi giovani, che vi siete sollevati a protestare e che lottate per la resistenza, siete il futuro dell’Iran.”

Nei loro discorsi e con l’approvazione di una risoluzione, i rappresentanti delle associazioni giovanili democratiche iraniane hanno ricordato: “Come Maryam Rajavi ha precisato al Parlamento Europeo la scorsa settimana, la questione dei diritti umani è il tallone di Achille di questo regime”. Hanno anche affermato che a dieci mesi dalla farsa delle elezioni presidenziali del regime dei mullah, Rouhani ha dimostrato di essere parte integrante del fascismo religioso al potere e di non avere nessuna altra missione se non quella di preservare il regime. In questo periodo, il numero delle esecuzioni ha superato 700 e sono aumentate anche le esecuzioni di persone minorenni al momento del loro arresto. La discriminazione istituzionalizzata nei confronti delle donne e delle minoranze etniche e religiose si è inasprita e ampliata. La censura e le limitazioni su internet sono aumentate e, ora più che mai, i giovani vengono privati della libertà di scambiarsi informazioni e di esercitare la loro libertà di espressione su internet.

Secondo questa risoluzione: “Sebbene il regime iraniano sia stato costretto a fare un passo indietro dalle sanzioni e dalla crisi in cui è invischiato, è tuttavia deciso a realizzare il suo nefasto progetto. Il solo rimedio è quello di obbligare questo regime ad accettare il Protocollo Integrativo e a dare attuazione alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”.

Ed hanno sottolineato: “Noi consideriamo il cambiamento di regime l’unica via per l’Iran di sconfiggere l’attuale crisi e perciò noi dichiariamo il nostro appoggio alla piattaforma in 10 punti di Maryam Rajavi”.

Con riferimento agli effetti distruttivi dell’attività guerrafondaia del regime e alla sua esportazione del terrorismo in Medio Oriente, nella risoluzione si afferma: “Questo regime deve essere bandito dalla comunità internazionale e il posto dell’Iran alle Nazioni Unite deve essere dato alla Resistenza Iraniana che è l’alternativa democratica a questo regime disumano. Il dovere della comunità internazionale è quello di sostenere il popolo iraniano e la sua legittima richiesta di rovesciare questo regime e non quello di rimanere in silenzio e in disparte nei riguardi di questo regime medievale”.

Moderatore della conferenza è stato MC Jean-Pierre Spitzer. Oltre ai rappresentanti delle associazioni giovanili iraniane e delle associazioni giovanili di Francia e Norvegia, hanno presentato i loro discorsi al meeting molti illustri personaggi politici statunitensi come Rudy Giuliani, Sindaco della Città di New York (1994-2001); Howard Dean, ex-Presidente del Comitato Nazionale Democratico; Michael Mukasey, Procuratore Generale U.S.A. (2007-2009); Louis Freeh, Direttore dell’FBI (1993-2001); Alan Dershowitz, illustre avvocato americano esperto di diritto penale; Robert Torricelli, Senatore U.S.A. (1997-2003) e i parlamentari Erick Skutle e Charlotte Spurkeland dalla Norvegia.

Questo meeting si è tenuto nel 3° anniversario del massacro dei residenti di Campo Ashraf avvenuto l’8 Aprile 2011, nel quale 36 membri del PMOI persero la vita.

Nel suo discorso Maryam Rajavi, ha ricordato i molteplici massacri avvenuti ad Ashraf e i ripetuti attacchi a Camp Liberty affermando: “Noi vogliamo che il Segretario Generale dell’ONU ponga fine chiaramente e decisamente ai casi di collusione ed ignoranza di questi crimini contro l’umanità ed ordini una indagine imparziale sull’esecuzione di massa e il sequestro degli ostaggi ad Ashraf secondo un programma specifico”.

Maryam Rajavi ha anche criticato le Nazioni Unite e gli Stati Uniti per la loro “terribile inerzia” verso i ripetuti attacchi missilistici contro i residenti di Camp Liberty ed ha chiesto loro di obbligare il governo iracheno a rispettare i suoi impegni e a garantire la sicurezza e l’incolumità dei residenti, di provvedere all’installazione dei muri a T e alla sospensione del disumano blocco sanitario. “Noi chiediamo il rilascio degli ostaggi di Ashraf ed il trasferimento di tutti i membri del PMOI a Camp Liberty, specialmente dei malati e dei feriti, in Europa e negli Stati Uniti”, ha aggiunto.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

12 Aprile 2014

 

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