martedì, Novembre 29, 2022
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Iran: Le proteste si diffondono in diverse città del paese

In contemporanea con le manifestazioni della popolazione furiosa di Baneh (nella provincia del Kurdistan), si sono svolte le proteste di varie fasce della società a Teheran e in altre città del paese.

A Teheran, centinaia di sindacalisti, autisti di aziende di trasporto e altri gruppi di lavoratori, insegnanti e studenti, si sono riuniti di fronte al parlamento del regime chiedendo il rilascio di  Reza Shahabi e di altri prigionieri politici. Reza Shahabi, membro del consiglio direttivo del Sindacato degli Autotrasportatori, ha iniziato lo sciopero della fame il 18 Agosto per protestare contro la nuova trappola predisposta dalla magistratura contro di lui e il suo nuovo arresto. Ora si trova in condizioni gravissime dopo un mese di sciopero della fame.

I partecipanti alla manifestazione hanno mostrato le foto degli operai, degli educatori e degli altri prigionieri politici in carcere. Avevano anche cartelli con su scritto: “Reza Shahabi deve essere rilasciato”, “Gli operai in carcere devono essere liberati”, “I prigionieri politici devono essere liberati”, “Gli insegnanti in carcere devono essere liberati”, “Operai, Studenti, Insegnanti, Unitevi! Unitevi!”. Gli agenti delle forze repressive del regime hanno impedito ai dimostranti di avvicinarsi al parlamento. La manifestazione è proseguita nella stazione della metropolitana di Baharestan. La gente gridava: “Viva Shahabi. Viva Gohardasht”, “I lavoratori muoiono, ma non accettano mai le umiliazioni!”.

Intanto, migliaia di di pensionati, civili e delle forze armate, docenti, operai, personale militare e altri, si sono riuniti per protestare contro l’Organizzazione per la Programmazione e il Budget del regime, a Teheran. Hanno chiesto la rigida applicazione della legge sull’equiparazione delle pensioni, dei servizi previsti dalla legge e dell’estensione dei loro servizi assicurativi. I manifestanti hanno gridato: “Non ci arrenderemo fino a che non avremo ottenuto i nostri diritti”, “Basta oppressione! Le nostre tavole sono vuote!”, “La soglia di povertà è di quattro milioni di toman, le nostre pensioni sono di un milione di toman”. Poi hanno anche gridato contro Rouhani: “Vogliamo giustizia! Vergognati! Vergognati!”. Gli agenti delle forze repressive hanno chiuso la zona per impedire ai manifestanti di unirsi alla protesta dei lavoratori nei pressi del parlamento del regime. Nello stesso momento, centinaia di pensionati si sono riuniti fuori dell’ufficio di Rouhani, presidente del regime, per ottenere il rispetto dei loro diritti calpestati.

Anche a Mashhad i pensionati si sono riuniti fuori dell’ufficio del governatore per protestare contro mesi di mancato pagamento delle pensioni e dei benefits.

Le altre manifestazioni di protesta svoltesi il 5 Settembre sono: quella degli operai della Raffineria Setareh Sorkh di Bandar Abbas di fronte al parlamento del regime a Teheran, quella degli operai della ricostruzione della Old Arg di Bam, quella degli operai di Saveh, quella degli operai della Iran-Poplin di Rasht, quella degli insegnanti della scuola materna con 10 anni di esperienza di Kermanshah, quella dei venditori ambulanti di Firoozabad,  quella degli impiegati della Ard Ashayer Iran Company, quella degli operai della Parsilon di Khorramabad e quella degli insegnanti della scuola materna della provincia del Golestan.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

6 Settembre 2017

 

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