domenica, Novembre 27, 2022
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Iran – Le famiglie di Enfield aderiscono alla protesta Iraniana

ImageDi Rebecca Lowe
Enfield Indipendent –
Le famiglie di Enfield sono oggi pomeriggio(15 gennaio) tra coloro che protestano contro il regime iraniano fuori di Downing Street. Circa una dozzina di residenti hanno aderito alla manifestazione, che mira a convincere il governo a adottare forti misure contro l’Iran. Centinaia di persone sono state arrestate nel paese dalla controversa rielezione di giugno del presidente Mahmoud Ahmadinejad.Ora è diventata la più grande sfida al governo iraniano fin dalla rivoluzione islamica del 1979.

Reza Rahmanfard, 50 anni, da Southgate, ha perso il fratello nel 1982 quando fu giustiziato all’età di 19 anni per il sostegno ai Mujahedin del Popolo Iraniano (PMOI), il principale gruppo d’opposizione.

l signor Rahmandfard è stato imprigionato per la stessa ragione tra il 1982 e il 1987. Parlando oggi all’Enfield Independent ha detto: ”Stiamo protestando per sostenere la rivolta iraniana e per condannare il regime iraniano. “La questione principale è quella di costringere il governo Britannico a adottare provvedimenti molto fermi nei confronti del regime iraniano. “Noi vogliamo che loro applichino sanzioni sul petrolio all’Iran e di interrompere le relazioni diplomatiche. “Noi sconfiggeremo il regime, ma la Gran Bretagna deve essere molto, molto più decisa sulla sua politica.”

Il PMOI è una delle varie organizzazioni accusate dal governo iraniano di essere responsabili delle manifestazioni contro le sue regole. Fin dal giugno del 2009, Amnesty International ha documentato un aumento nel numero di esecuzioni capitali in Iran, compresi quelli contro i PMOI.

Ali Saremi, 62 anni, è stato condannato a morte quale “moharebeh”, o nemico di Dio, il 29 dicembre del 2009, dopo essere stato accusato di essere un membro dei Mojahedin del Popolo. Egli ha già trascorso 23 anni in prigione. Il figlio del signor Salemi vive nel Campo di Ashraf, in Iraq – un campo di rifugiati contenente amici e parenti dei cittadini di Enfield, che è stato perquisito dal governo iracheno nel luglio del 2009. L’attacco ha portato di 11 morti e centinaia di feriti, anche se il governo iracheno ha smentito l’uso della violenza.
 

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