sabato, Dicembre 3, 2022
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IRAN: Le dichiarazioni del Dr. Mohammad Maleki al funerale della sostenitrice del PMOI (MEK) Mehri Jannatpour

CNRI – Giovedì 3 Dicembre 2015 Mehri Jannatpour, da lungo tempo sostenitrice del gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI – Mujahedin-e Khalq – MEK) è deceduta in Iran.

Aveva sostenuto attivamente il MEK per oltre quattro decenni, sopportando severe condanne nel carcere di Evin in tre occasioni, dopo la rivoluzione del 1979, per le sue opinioni politiche. Sebbene avesse subito le brutali torture del regime teocratico, Mehri Jannatpour aveva continuato a sostenere questa organizzazione e non si era mai sottomessa alle pressioni del regime. Due suoi figli sono nel MEK, uno di loro è a Camp Liberty, in Iraq.

La cerimonia funebre di Mehri Jannatpour si è svolta sabato 4 Dicembre a Tehran. Il Dr. Mohammad Maleki, primo rettore dell’Università di Tehran dopo la rivoluzione, ha parlato all’evento elogiando la defunta per il suo sostegno al MEK.

Di seguito alcuni estratti del discorso del Dr. Maleki

…. Che posso dire di questa donna, un essere umano che ha vissuto la sua vita come Zeynab (la sorella dell’Imam sciita Hussein, morta nel 680 d.C.). Ha vissuto come Zeynab, crescendo i suoi figli e rendendoli membri attivi della società. Ma lei non aveva solo i suoi figli, aveva anche dei figli tra quelli oltre confine (a Camp Liberty in Iraq) che hanno subito attacchi missilistici e affrontato migliaia di sfide e di problemi. Ma essi perseverano e sono solidi come una montagna. Sono i figli di questa madre. Quanto è stata fortunata!

Ci sono molti che entrano in questo mondo, si “godono” la vita e muoiono. Ma la pienezza provata da queste madri è diversa.

Madre, che posso dire della tua compassione, delle tue parole quando potevi ancora parlare, della tua conoscenza, dei tuoi talenti, della sua saggezza e della tua mente rimasta lucida fino all’ultimo secondo.

Io posso solo dire che molti ora sono rimasti orfani dopo la tua morte. Si dice che le persone sono orfane quando muore la loro madre. Ora noi siamo davvero orfani.

Hai vissuto come Zeynab. Hai vissuto come lei ed eri tra le Zeynab di tutto il mondo. Gli agenti (del regime) dovrebbero registrare la mia voce e le mie parole. Sì, io dichiaro ad alta voce che tu hai vissuto come Zeynab e che eri la Zeynab del tuo tempo. Ce ne sono state migliaia come te, come madre Dashti, che ci ha lasciato pochi giorni fa. Lei è andata in Paradiso a prepararlo per te.

A nome dei familiari della defunta, voglio ringraziare tutti voi che vi siete ritrovati qui nonostante tutti i pericoli, per partecipare al funerale di questa Zeynab del nostro tempo. Anche l’altra sera, ho detto al funerale di madre Dashti che non dovete preoccuparvi. Nonostante tutti i suoi problemi, la corruzione e il regime al potere che alimenta la corruzione, la nostra società continua a dare alla luce molte Zeynab ed Hussein.

Continuano ad esserci Zeynab ed Hussein. Per oltre 50 anni sia lo Scià che il regime teocratico hanno cercato di interrompere questa discendenza (MEK). Ma come possono riuscirci?

Mi viene in mente una frase del defunto Grand Ayatollah Montazeri che scrisse a Khomeini in una lettera: “Siate certo che un’idea non può essere uccisa con l’omicidio. Voi ne avete uccisi così tanti, ne avete picchiati così tanti, ne avete distrutti così tanti”.

(Recitando i versi di una canzone del MEK): “Avete sparato, brandito asce e colpito corpi innocenti”. Quando non avevate nulla oltre questo, avete lanciato 80 missili (a Camp Liberty il 29 Ottobre 2015) credendo di poterli distruggere tutti. Ma siate certi che solo tra pochi mesi Camp Liberty diventerà persino più bello, migliore e meraviglioso di quanto non sia mai stato. E così sarà finché ci saranno persone che hanno a cuore la loro gente e fino a che ci saranno persone che dicono “noi vogliamo la libertà dalla culla alla tomba”. Essi tolgono la parola “conoscenza” (dall’espressione originale persiana) e la sostituiscono con “libertà”, perché la conoscenza senza la libertà non è conoscenza.

In una università in cui ci sono molti cosiddetti professori e scienziati, non si presta attenzione allo stato vergognoso e deprimente della società, neanche una parola viene detta sui furti e la corruzione, solo silenzio. Sì, in questa società noi dobbiamo ancora una volta gridare:

“Vogliamo la libertà dalla culla alla tomba”.

Perché senza la libertà in una società può solo esserci quello a cui stiamo assistendo ora: ruberie, corruzione e prostituzione.

L’Imam Hussein e Zeynab hanno dedicato tutto ciò che avevano alla libertà, dichiarando  “non ci arrenderemo mai”.

E ora vediamo che gli Hussein e le Zeynab svettano fieri attraverso la storia.

Vi ringrazio nuovamente tutti a nome della famiglia e vi chiedo di avviarvi cortesemente verso il luogo della cerimonia.

Ci sarà un’altra cerimonia funebre per questa fiera madre lunedì alle ore 15:00.

 

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