venerdì, Gennaio 27, 2023
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Il rapporto dell’AIEA indica una mancanza di collaborazione del regime iraniano e una chiara violazione del JCPOA

L’agenzia conferma che il programma sulle armi nucleari del regime è andato avanti almeno fino al 2009

Il rapporto indica che le rivelazioni del 2003 della Resistenza sono state un colpo decisivo al progetto del regime per l’acquisizione della bomba atomica

Il rapporto-chiave dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sui “possibili aspetti militari” del programma nucleare iraniano, indica chiaramente una mancanza di collaborazione da parte del regime nei confronti dell’Agenzia, il che rappresenta una palese violazione del JCPOA.

Le 16 pagine del rapporto dell’Agenzia hanno esaminato ciascuna delle 12 questioni pendenti concludendo che: “L’Agenzia valuta che, prima della fine del 2003, esisteva in Iran una struttura organizzativa in grado di coordinare una serie di attività riguardanti lo sviluppo di un ordigno esplosivo nucleare. Sebbene alcune attività siano avvenute dopo il 2003, queste non facevano parte di uno sforzo coordinato” e che le attività del regime sono continuate almeno fino al 2009.

L’anno 2003, a cui si fa riferimento come un punto di svolta nei tentativi del regime di ottenere la bomba atomica, in realtà si riferisce alla rivelazione dell’esistenza del sito di Lavizan-Shian da parte della Resistenza Iraniana, avvenuta a Maggio 2003. Questo sito, come “Centro di Ricerche Fisiche”, era sede e centro nevralgico del regime per l’acquisizione della bomba atomica. Dopo  la sua rivelazione, il regime è stato costretto a smantellare e a distruggere questo sito e, ora più che mai, la portata di questo colpo ai tentativi sistematici del regime di ottenere la bomba atomica, sta divenendo evidente.

Nonostante tutti gli ostacoli, la mancanza di collaborazione del regime e la sua violazione degli impegni concordati nella roadmap con l’AIEA a Luglio 2015, questo rapporto ha spazzato via gli inganni del regime, comprese le sue falsità sui detonatori esplosivi EBW o sul multipoint initiator (MPI). Secondo questo rapporto, le spiegazioni fornite dal regime a questo riguardo sono state spesso contraddittorie e inconsistenti. Il rapporto sottolinea che “I detonatori EBW sviluppati dall’Iran hanno caratteristiche attinenti ad un congegno esplosivo nucleare” e che “la tecnologia MPI sviluppata dall’Iran ha caratteristiche attinenti ad un congegno esplosivo nucleare”.

Il rapporto rifiuta le spiegazioni del regime secondo cui Parchin è stato utilizzato “per la conservazione di materiali chimici per la produzione di esplosivi”, evidenziando invece il fatto che “Informazioni a disposizioni dell’Agenzia relative alle prove idrodinamiche, hanno indicato che l’Iran ha costruito ed installato un grosso cilindro nel complesso militare di Parchin nel 2000. Altre informazioni indicano che questo cilindro corrisponde ai parametri di una camera esplosiva presentata nelle pubblicazioni di esperti stranieri. Informazioni a disposizione dell’Agenzia, che comprendono i risultati delle analisi dei campioni e delle immagini satellitari, non avallano le dichiarazioni dell’Iran sullo scopo di questa costruzione”.

Questo rapporto spazza via le affermazioni del regime sulla natura pacifica del suo programma nucleare e la falsa fatwa di Khamenei secondo cui le armi nucleari sono haram (proibite dalla legge islamica).

Il rapporto dell’Agenzia sui tentativi sistematici del regime iraniano di ottenere la bomba atomica, esiste nonostante negli anni il regime abbia incessantemente lavorato per distruggere qualunque documento o prova delle sue attività clandestine per costruire la bomba atomica. Se le parti internazionali coinvolte avessero adottato una posizione decisa riguardo gli atti illegali di questo regime, sicuramente altri aspetti di questo programma sarebbero stati denunciati e l’Agenzia avrebbe potuto scoprire molti altri casi di tentativi del regime di ottenere la bomba atomica.

Secondo informazioni attendibili ottenute dalla rete dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) nel paese, rivelate il 1° Dicembre in concomitanza con le indagini dell’AIEA in preparazione di questo rapporto, il regime iraniano ha formato un comitato top-secret per redigere le risposte alle richieste e agli interrogativi dell’AIEA. Gli elementi principali di questo comitato sono alti esponenti delle guardie rivoluzionarie e del Ministero della Difesa. Negli anni passati questi individui sono stati costantemente coinvolti nei progetti nucleari del regime. Vista la sua familiarità con gli aspetti militari del programma nucleare, il comitato è stato incaricato di creare lo scenario necessario sull’utilizzo non-militare del programma, per nascondere l’obbiettivo del regime di ottenere la bomba atomica. Mohsen Fakhrizadeh, elemento-chiave del programma sulle armi nucleari del regime, membro di questo comitato, finalizza le risposte e le passa alla Safeguards  Section dell’Organizzazione per l’Energia Atomica Iraniana (AEOI), l’ente che presenta le risposte ufficiali dell’Iran agli ispettori dell’Agenzia perché le consegnino all’AIEA.

Il recente rapporto dell’AIEA dimostra chiaramente che il fascismo religioso al potere in Iran non ha la benché minima intenzione di abbandonare il suo progetto sulle armi nucleari, altrimenti avrebbe chiuso il caso già diversi anni fa presentando tutti i relativi documenti e prove. Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, ex-presidente di questo regime e capo del Consiglio per il Discernimento,da sempre numero 2 di questo regime, in un’intervista pubblicata dall’agenzia di stampa ufficiale del regime IRNA il 26 Ottobre 2015, ha ammesso esplicitamente che sin dal principio l’obbiettivo del programma nucleare del regime è stato quello di acquisire la bomba atomica e che il regime non ha mai abbandonato questo proposito.

Visto l’atteggiamento attuale del regime iraniano, qualunque reale verifica e garanzia sul fatto che il regime abbia cessato le sue attività per l’acquisizione della bomba atomica, che è il fulcro dell’accordo tra i P5+1 e il regime, è una pura illusione. In tali circostanze, alleggerire le sanzioni e dargli mano libera, offrirà al regime iraniano solo ulteriori mezzi per portare avanti il suo programma nucleare.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

3 Dicembre 2015 

 

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