giovedì, Dicembre 1, 2022
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Iran: L’aumento del terrore ha intenzione di estendersi, e di solidificare i suoi profitti in iraq

Di: Alireza Jafarzadeh

Fonte: Fox News, 14 febbraio 
ImageLa scorsa settimana ho reso pubbliche nuove informazioni riguardanti un’ulteriore aumento dell’interferenza terroristica del regime degli ayatollah in Iraq.
Ho ottenuto queste informazioni grazie alle mie fonti interne al regime iraniano.
Queste fonti dei servizi segreti sono associate ad un gruppo che fa parte della principale opposizione iraniana, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano (anche conosciuto come MEK), con sede ad Ashraf, in Iraq.

L’impeto degli ayatollah è stato principalmente portato avanti per mezzo del noto Qods Force e dei suoi affiliati iracheni.
Da un lato ci sono notizie preoccupanti: l’aumento del terrore a Tehran ha intenzione di espandersi strategicamente e di rendere più solidi i suoi profitti in Iraq.
Dall’altra parte , tuttavia, ci sono buone notizie: chiaramente gli ayatollah sono preoccupati per la crescita e la consolidazione di una forza d’opposizione irachena.

Che cosa riguarda questo aumento e che cosa significa? I fatti mostrano che Tehran ha perso parecchio terreno, sia politicamente che militarmente, negli ultimi mesi nei confronti delle forze di indipendenza irachene. Queste forze , in coppia con una più robusta campagna delle Forze Multinazionali americane, hanno avuto un importante successo nel respingere i terroristi di Al Qaeda e di Tehran.
Questo è stato particolarmente vero nelle province che confinano con l’Iran, come la Provincia di Diyala.

Secondo i nuovi servizi segreti, Tehran sta cercando di opporsi con un ampio progetto che mira ad estendere la sua rete terroristica in Iraq. A questo scopo, il Qods Force ha creato un nuovo quartier generale di comando nella città occidentale dell’Iran chiamata Kermanshah , da dove dirige tre assi operazionali- nord-centro e sud.
Ad ogni settore sono stati assegnati dei confini da attraversare e consegnate delle armi di contrabbando.

Il comandante dell’HQ è un veterano di altro rango del Qods Force , Haj Amiri.
Molti dei principali comandanti di questo nuovo HQ sono nazionalisti iracheni che hanno lavorato con i Corpi del Badr prima di servire il Qods Force , come Ali-Hosseini e Ali Haydari.

L’Asse Nord , responsabile di Baghdad, delle province di Diyala e del Kurdistan, è forse l’organizzazione più vitale della nuova rete terroristica irachena.
Così tanto che Amiri, il comandante dell’HQ , è responsabile anche di questa asse.
L’Asse Nord è connesso a Baghdad con Abu-Jafar Al-Boka, precedentemente nei Corpi Badr  e nell’unità navale.
Attualmente ha guidato molti gruppi terroristici a Baghdad.

L’Asse Centrale è capeggiata da un ufficiale del Qods Force di nome Andami. Le città confinanti di Mehran e Ali –Gharbi sono i principali accessi alle armi di contrabbando di questo asse.

Il comandante del Qods Force , Jafar Ansari, guida l’Asse Sud. Introduce armi in Iraq attraverso i passaggi di Hoor- Abdullah e Faw.
Un iracheno di nome Khalib Arab fa parte del Qods Force come comandante di un gruppo affiliato all’Asse Sud.
Le sue forze sono state molto attive nel combattere contro le truppe americane e inglesi nelle province meridionali dell’Iraq.

Per allenare chi vuole diventare un terrorista, il nuovo comando dell’HQ a Kermanshah utilizza delle basi ben equipaggiate e organizzate. Due basi si trovano nella valle Kenesht di Kermanshah, e sono la Base Jalil-Abad Hozbollah a Veramin vicino a Tehran, e la Base d’Allenamento Isfahan in Iran: questi sono attualmente i siti principali.

Poco meno di un giorno dopo che ho rivelato queste informazioni sulla nuova campagna di terrore portata avanti dal Qods Force , il settore Nord ha comandato l’attacco a una stazione di pompaggio nella Provincia di Diyala.
Utilizzando circa 600-lbs di TNT , i terroristi hanno completamente distrutto l’impianto e tagliato i rifornimenti d’acqua.

L’impianto riforniva d’acqua Ashraf – residenza dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano , riconosciuti come “Persone Protette” dalla Quarta Convenzione di Ginevra- e circa 20.000 iracheni che vivono nelle vicinanze.

Questo atroce atto è avvenuto appena pochi giorni dopo l’assassinio di un capo tribale iracheno che si occupava della sicurezza dell’impianto d’acqua.
Secondo gli esperti di diritto internazionale, l’attacco del Qods Force costituisce un crimine di guerra contro le “Persone Protette” e contro i civili.

Questo atroce atto è stato duramente denunciato.
Questi nazionalisti iracheni lavorano con le forze di coalizione USA come protettori di Ashraf.
Come iracheni indipendenti, sono fortemente contrari agli ayatollah e al Qods Force.

Il supporto di Ashraf riguarda gruppi etnici e religiosi.
Le idee anti-fondamentaliste di Ashraf e la contribuzione pratica del MEK portano a una alleanza tra iracheni di background diversi tra loro , che costituiscono l’elemento chiave per creare un fronte unico tra gli iracheni.
Questo fronte , sia nelle parole che nei fatti, ha trovato in Tehran la principale minaccia all’Iraq.

Come ho sottolineato nel mio nuovo libro, intitolato:” La minaccia dell’Iran: il Presidente Ahmadinejad e la Crisi Nucleare”(Palgrave, febbraio 2008), l’evidenza conferma che c’è una sola via percorribile per portare sicurezza e stabilità durature in Iraq: fermare l’attacco ideologico, politico e di intelligence portato avanti da Tehran.
Siamo ancora in tempo per raggiungere questo obiettivo, se verranno compiuti i seguenti passi:

1- La formazione di un governo nazionale unitario, che consista in un fedele spaccato della popolazione irachena,  liberata dai militanti iraniani;

2- Totale e immediato disarmo e allontanamento delle milizie , compreso il Badr e L’Esercito Mahdi , e l’allontanamento di miliziani iraniani dalle forze di sicurezza e da quelle militari:

3- Autorizzazione delle voci più moderate dell’Iraq. I membri dell’opposizione iraniana con sede ad Ashraf sono  elementi strategici nella lotta contro il fondamentalismo islamico e l’ingerenza del regime iraniano in Iraq: chiaramente potrebbero essere catalizzatori per realizzare questo progetto.
Alireza Jafarzadeh  è l’autore del libro “La minaccia di Tehran: il Presidente Ahmadinejad e la crisi nucleare”( Palgrave, Febbraio 2008).
 

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