lunedì, Gennaio 30, 2023
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Iran: La terza settimana di sciopero e proteste dei lavoratori dell’acciaieria di Ahvaz e l’arresto di 60 lavoratori

Rivolta in Iran – n° 173

Appello per il sostegno ai lavoratori e per rilascio immediato e senza condizioni degli arrestati

Mentre lo sciopero dell’acciaieria di Ahvaz entra nella terza settimana, il 12 giugno i lavoratori con slogan “Devono essere liberati i lavoratori arrestati!” hanno dato luogo ad una manifestazione di protesta. La protesta dei lavoratori è contro l’arresto dei loro colleghi e per non aver ricevuto da mesi lo stipendi e dal 2011 il tredicesimo. 

I lavoratori che si trovano in una straziante condizione, lanciavano slogan: “Il lavoratore morirà, ma non sopporterà l’abiezione; Lascia perdere la Siria, pensa a noi; Il nostro nemico è qui, i menzogneri dicono ch’è l’America; Cittadini con onore, sostegno sostegno; Marte all’oppressore, viva il lavoratore. I lavoratori protestavano anche per l’ignota situazione della proprietà della loro fabbrica e la problematica della produzione.
Molti cittadini della città di Ahvaz hanno sostenuto i lavoratori e nei giorni scorsi bloccato la ferrovia che giunge la città a Teheran e manifestato di fronte agli uffici dei deputati del majlès e rotto i vetri delle finestre.

Le forze oppressori anti-sommossa, agenti in abito borghese e dell’Intelligence con lo scopo di contenere i manifestanti li hanno accerchiati e con la violenza arrestato almeno 10 lavoratori. I lavoratori che il 12 giugno dopo del digiuno del Ramadan davano luogo alla protesta sono stati oggetto dei violenti attacchi e arresti. Il numero degli arrestati si ammonta a 60.
L’acciaieria di Ahvaz in funzione da 54 anni è tra le più grandi ed ha 3000 dipendenti, che nel 2009, sotto mentite spoglie di privatizzazione è stata concessa alle persone molto vicine al regime. Dopo due anni e la rivelazione di una corruzione di oltre 4 miliardi di dollari, e in seguito agli ingenti debiti è stata concessa alla Banca Melli, che l’ha messo fallimento, dopo aver incassato e speculato mezzo miliardo di dollari. Il saccheggio degli uomini del regime e la fallimentare politica economica hanno bloccato la produzione dell’acciaio e messo sul lastrico i lavoratori.

La Resistenza Iraniana salutando calorosamente i lavoratori in sciopero e condannando fermamente gli arbitrai arresti dei lavoratori, si appella a tutta la popolazione della regione Khuzestan, in particolare ai valorosi giovani e lavoratori a sostenere i lavoratori e chiede a tutte le organizzazioni delle difesa dei Diritti umani e Diritti dei lavoratori di condannare senza se e senza ma la politica repressiva e anti lavoratore del regime teocratico iraniano e intraprenda le iniziative adeguate per il rilascio dei lavoratori.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
12 giugno 2018

 

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