martedì, Febbraio 7, 2023
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Iran: La protesta nazionale degli insegnanti

La protesta nazionale degli insegnanti svoltasi il 16 Aprile in circa 70 città di tutto l’Iran, ha terrorizzato i mullah al potere. La protesta del movimento degli insegnanti contro l’oppressione nelle scuole e nelle università, le discriminazioni e le ingiustizie, rivolta contro i mullah al potere, va avanti dal 2014.

La mattina del 16 Aprile decine di migliaia di insegnanti di circa 70 città di 27 province, hanno tenuto tutti contemporaneamente manifestazioni di protesta contro l’oppressione e l’ingiustizia della tirannia di Khamenei. Questa enorme protesta si è sviluppata dopo l’arresto di centinaia di insegnanti da parte del ministero dell’intelligence e dopo che gli insegnanti che hanno partecipato alle manifestazioni sono stati minacciati di espulsione dal Ministero dell’Istruzione.

Nonostante le minacce, i coraggiosi insegnanti di Tehran hanno inscenato una manifestazione di protesta di fronte al Ministero dell’Istruzione. Le forze di polizia hanno bloccato le strade di accesso al luogo della protesta ed hanno tentato di impedire agli insegnanti di unirsi alla manifestazione. Ma moltissimi di loro si sono radunati di fronte al parlamento gridando slogans contro la discriminazione e l’oppressione degli insegnanti iraniani, come : “Gli insegnanti incarcerati devono essere liberati”, “Criticare è proibito, corrompere è permesso” e “L’ordine è solo un inganno”.

Gli insegnanti a Kerman hanno indossato il sudario (a simboleggiare che sono disposti a dare le loro vite per ottenere risposte alle loro richieste) ed hanno invaso le strade gridando slogans contro le promesse fraudolente del governo di Rouhani. Lo stesso giorno gli insegnanti di Shiraz, capitale della provincia di Fars, hanno gridato slogans contro il regime del velayat-e faqih: “Dovete pagarci in nostri stipendi. E’ vero che siamo tanti, ma non siamo troppi”.

Durante la protesta a Mashhad gli insegnanti avevano cartelli con su scritto: “Chiediamo un miglioramento dell’ambiente scolastico adatto ai figli della Persia”.

Nelle città di Boroujerd, Kermanshah, Esfahan, Ahwaz e nella provincia del Kurdistan gli insegnanti si sono riuniti di fronte agli uffici scolastici delle loro città per protestare contro la discriminazione, la corruzione e le misure repressive del regime teocratico. Hanno anche chiesto le dimissioni del Ministro dell’Istruzione del governo Rouhani.

In altre città gli insegnanti hanno gridato slogans contro il regime del velayat-e faqih, come: “La soglia di povertà è di 3 milioni, il nostro stipendio è di 1 milione”. “Migliorare la nostra vita è un nostro assoluto diritto”. “Gli insegnati sono coscienti e rifiutano il pregiudizio”, “Insegnanti! Sollevatevi per abolire la discriminazione!”

Maryam Rajavi, leader dell’opposizione iraniana, ha inviato un messaggio in appoggio alla protesta degli insegnanti ed ha chiesto al popolo iraniano, in particolare ai giovani e agli studenti, di espandere le proteste e di esprimere la loro solidarietà agli insegnanti.

Maryam Rajavi ha detto: “Solo il rovesciamento del regime teocratico per mano del popolo e della resistenza metterà fine alla povertà, alla disoccupazione e all’inflazione”.

Ed ha aggiunto: “Mentre il popolo iraniano soffre per la povertà, le ricchezze del popolo vengono spese per progetti anti-patriottici come l’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo, la produzione della bomba atomica, per rafforzare la macchina per la repressione, le guardie rivoluzionarie e la forza terroristica Qods, oppure vengono saccheggiate dai leaders del regime e dalle loro famiglie.

La leader della Resistenza Iraniana nel suo messaggio agli insegnanti iraniani ha detto inoltre: “Il budget ufficiale per l’esercito, gli organi repressivi e per l’esportazione del terrorismo, è tre volte il budget per l’istruzione, che conta circa un milione di insegnanti e 13 milioni di studenti. Oltre al budget ufficiale, miliardi di dollari vengono messi a disposizione delle guardie rivoluzionarie e dell’intelligence dei mullah da Khamenei, o attraverso le enormi risorse economiche gestite da questi organi senza nessun controllo”.

In contemporanea alla protesta nazionale contro la dittatura del velayat-e faqih, Maryam Rajavi ha detto: “Fino a che il regime teocratico resterà al potere in Iran la povertà, la disoccupazione, l’inflazione e l’ascesa dei prezzi che colpiscono tutto il popolo in generale e gli insegnanti e gli operai in particolare, potranno solo peggiorare. Solo il rovesciamento di questo regime disumano da parte del popolo e della Resistenza Iraniana e il ristabilimento della democrazia porranno fine a questa enorme catastrofe”.

 

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