mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Iran: La LIDU protesta contro le restrizioni fatte alla città di Ashraf

ImageCNRI, La Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo, la LIDU, protesta contro le restrizioni imposte ai residenti della città di AShraf in Iraq e gli ostacoli fatti alle famiglie venute a vedere i loro parenti alla città della resistenza iraniana. Ashraf ripara i membri dell'organizzazione del Mojahedin del Popolo Iraniano, la principale forza d'opposizione al regime dei mullah.

Caro Primo Ministro, Mr. Nouri Mohammed Hassan al- Maliki – Baghdad
Noi, le sottoscritte rappresentazioni delle ONG sui Diritti Umani, internazionali ed Italiane, siamo venuti a conoscenza, con profonda preoccupazione, degli ultimi sviluppi riguardanti la situazione del Campo di Ashraf, dove circa 3500 rifugiati Iraniani risiedono sotto la protezione della legge umanitaria internazionale e della Quarta Convenzione di Ginevra.

Più di un mese è passato da quando la protezione di Ashraf è stata trasferita dal governo USA a quello iraqueno. In principio, l'azione è stata di iniziare con il Ministro iraqueno per i Diritti Umani essendo incaricato del trasferiemnto della protezione del Campo.
Difatti, il Ministro ha visitato Ashraf due volte ed ha preso alcune posizioni per rispettare il diritto dei residenti di Ashraf.
In seguito, comunque, i residenti di Ashraf si sono trovati a dover fronteggiare la situazione istituita da una Commissione che, sotto il controllo di Mowaffak al- Rubaie (notoriamente vicino al regime Iraniano), ha stabilito di “mettere fine ad Ashraf”.

Mowaffak al- Rubaie, Consigliere della Sicurezza Nazionale Iraquena, ha pubblicamente promesso al Regime Iraniano di vietare la vendita di cibo, medicinali e carburante ai residenti di Ashraf.
La graduale riduzione di dottori, apparecchiature mediche e medicinali vari sta attualmente creando numerosi e gravi problemi di salute agli abitanti del campo.
Siamo rimasti sconcertati anche nel leggere che, il 2 Gennaio scorso, durante la cerimonia per segnare il passaggio della Zona Verde dagli USA all'Iraq, Sua Eccellenza ha stabilitoche i membri del PMOI non potevano restare in Iraq, da quando è stato riconosciuto universalmente che sono sotto la protezione umanitaria.

Abbiamo inoltre appreso che, nel corso di un'intervista alla televisione araba del Regime Iraniano, Sua Eccellenza ha detto: “Noi non li costringeremo a prendere alcuna decisione contro la loro volontà, ad eccezione di una cosa. Noi li forzeremo… a non restare in Iraq.”.
Inoltre, abbiamo avuto notizia che un ufficio di propaganda del Consigliere della Sicurezza Nazionale Iraquena ha dichiarato che il PMOI avrebbe ordinato ad una persona di “commettere un attacco suicida contro il quartiere generale delle forze di sicurezza iraquene”.
E certamente, Sua Eccellenza è consapevole che questa dichiarazione altro non è che una palese manipolazione della verità.
E' tuttavia evidente che questi tipi di manovre non facilitano la situazione in atto.
Infine, abbiamo appreso con enorme disappunto che Mouwaffak al- Rubaie ha ordinato alle forze iraquene di impedire l'accesso al Campo alle famiglie dei residenti di Ashraf.
Dal 9 Febbraio, ben quindici parenti di questi ultimi sono costretti a restare fuori dal Campo, nonostante le dure condizioni invernali.
Questo incidente fornisce un'immagine della Città di Ashraf simile a quella di una prigione.
Impedire alle famiglie di entrare nel campo rappresenta una violazione dei diritti fondamentali dei residenti di Ashraf, in accordo con la legge umanitaria internazionale.
In aggiunta a questi problemi, il Governo iraqueno non ha ancora dato alcuna risposta positiva alle molte richieste da parte delle delegazioni Europee e delle ONG sui Diritti Umani di visitare Ashraf.
Per tutte queste ragioni, noi vorremmo richiedere a Sua Eccellenza di ammettere una delegazione composta da esperti delle nostre ONG sia all'interno del Campo di Ashraf, sia al Governo di Baghdad, per incontrare anche il Ministro per i Diritti Umani, al fine di poter parlare direttamente ai residenti di Ashraf e di discutere questo delicato problema all'appropriato livello politico.
Nella speranza di stabilire un fruttuoso dialogo nella cornice di una cooperazione umanitaria,
Vi assicuriamo, Sig. Primo Ministro, i nostri migliori saluti.
Il Segretario Generale di “Nessuno tocchi Caino”, Sergio D'Elia,
Il Presidente della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo, On. Alfredo Arpaia,
Il Segretario Generale della Commissione Italiana per i Diritti Umani, Antonio Stango

 

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