sabato, Dicembre 3, 2022
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Iran – L’ex-rettore dell’Università di Tehran: “Il regime iraniano è il padrino di gruppi come lo Stato Islamico”

CNRI – Il rettore della prima Università di Tehran dopo la caduta della monarchia in Iran ed ex-detenuto politico, ha parlato delle torture a cui ha assistito mentre si trovava rinchiuso in varie prigioni dell’Iran, definendo il regime iraniano “il padrino di gruppi come lo Stato Islamico (ISIS)”.

 

Il Dr. Mohammad Maleki, 80 anni, a cui è stato vietato di lasciare il paese, ha accomunato lo Stato Islamico alla “Repubblica Islamica dell’Iran”, cioè a dire il regime iraniano.

In un articolo intitolato “Il regime del Velayat-e faqih: il padrino del fondamentalismo islamico” descrive le orribili torture cui ha assistito negli anni ’80 mentre era imprigionato nella famigerata prigione di Evin, nella zona nord di Tehran e nella prigione di Ghezel Hesar, nella città di Karaj.

Ha detto di voler raccontare alcuni dei suoi ricordi “per far conoscere meglio alla gente le radici degli attuali gruppi fondamentalisti come lo Stato Islamico (ISIS)”.

“Vi racconto alcuni atti compiuti dal regime del Velayat-e faqih, la versione iraniana di Abu Bakr al-Baghdadi, in più di trent’anni nel nostro amato paese. Rivelando tutto ciò sarò in grado di rivelare solo una goccia nell’oceano dei crimini commessi contro il popolo iraniano”.

Il Dr. Maleki ha precisato di nutrire la speranza che raccontando questi crimini “potrà svelare di più della vera natura di questi individui, cioè dei leaders del regime iraniano, che ora stanno assumendo delle posizioni anti-ISIS”.

Il Dr. Maleki ha detto che in uno di questi episodi, nel 1983, quando si trovava detenuto nella Sezione 3 della prigione di Ghezel Hesar adiacente alla Sezione 4 dove erano rinchiuse le donne, sentì degli strani rumori, grida fortissime, voci di persone che venivano insultate e di nuovo grida fortissime. Quando si meravigliò di quello che stava accadendo nella sezione vicina, l’allora direttore della prigione appena nominato rispose: “Ho un enorme ed orribile problema. Ad esempio, nella stanza N°1 della sezione abbiamo circa 400 ragazze e donne con problemi psichiatrici e non sappiamo cosa farne. Non le possiamo rilasciare e non possiamo nemmeno tenerle ancora qui”.

Il Dr. Maleki afferma: “In quegli anni la prigione di Ghezel Hesar era il posto dove venivano mandati i prigionieri a scontare la loro condanna dopo che avevano subito processi durati solo pochi minuti e senza la presenza di un avvocato”.

“La maggior parte di queste donne soffrivano delle conseguenze delle torture che avevano subito con l’utilizzo di vari strumenti di tortura che avevano nomi come ‘la gabbia’, ‘la tomba’, ‘il giorno del giudizio’ e ‘gli appartamenti’”.

“Questi detenuti non si trovavano nel braccio della morte ma erano stati condannati all’ergastolo o a lunghe pene carcerarie. Molti di quelli che erano stati arrestati e rinchiusi nella prigione di Evin venivano uccisi sotto tortura o giustiziati. Decine di migliaia di persone vennero giustiziate negli anni ’80 ed in particolare nella prigione di Evin nel 1998”.

“I detenuti nella prigione di Ghezel Hesar erano quelli a cui era stata risparmiata la vita ad Evin, ma che vennero torturati a Ghezel Hessar”.

Il Dr. Maleki scrive: “Purtroppo i fondamentalisti al potere in Iran hanno causato insicurezza, caos e guerre in quattro paesi della regione: Iraq, Siria, Libano e Yemen. Mentre i popoli dell’Iran e delle altre nazioni della regione si stanno consumando per la povertà e la corruzione, Abu Bakr al-Baghdadi ed Ali Khamenei asseriscono entrambi il loro predominio sul mondo islamico. Qual’è davvero la differenza tra lo Stato Islamico e la Repubblica Islamica?”

Il Dr. Maleki ha anche criticato la politica americana nella regione ed ha sollevato questa questione: “Perché in quei giorni, quando gli americani in Iraq hanno consegnato quel paese sul piatto d’oro al regime iraniano, il padrino dei fondamentalisti, non hanno pensato a questi giorni?”

Il Dr. Maleki ha detto inoltre che il risultato della loro politica nella regione è stato che Iran e Iraq hanno commesso questi crimini in entrambi i paesi, grazie a Nouri al-Maliki e ai suoi collaboratori incaricati di portare a termine gli attacchi contro il popolo dell’Iraq e gli iraniani rifugiati in Iraq. 

I membri e i sostenitori del principale movimento di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) che si trovavano prima a Campo Ashraf e ora a Camp Liberty, sono stati massacrati dalla forze irachene di Nouri al-Maliki per conto del regime iraniano, nonostante il Governo degli Stati Uniti li avesse riconosciuti Persone Protette secondo la Quarta Convenzione di Ginevra e avesse preso impegno scritto con ciascuno di loro, di provvedere alla loro sicurezza ed incolumità.

 

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