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Iran – Iraq – Camp Liberty: Morto in Albania Abdul Ali Ghanbari, membro del PMOI, E’ il 27° martire del blocco sanitario a Camp

I numerosi avvertimenti dei medici e dei rappresentanti di Liberty sugli ostacoli posti dalle forze irachene alle cure di Abdul Ali Ghanbari e sulla necessità di un suo sollecito trasferimento in Europa sono stati vani

L’appello di Maryam Rajavi perché venga posta fine alle condizioni carcerarie e al disumano blocco sanitario imposti ai residenti di Liberty

Mercoledì mattina 2 Settembre 2015, il membro del PMOI Abdul Ali Ghanbari, dopo essersi dedicato alla lotta contro lo Scià ed il regime teocratico, è morto in un ospedale in Albania a causa del cancro e del ritardo con cui è stato sottoposto alle cure, ritardo provocato dal disumano assedio a Liberty. E’ il 27° martire del blocco sanitario imposto ad Ashraf e a Liberty.

Abdul Ali Ghanbari, era nato nel 1958, era divenuto un sostenitore del PMOI negli anni ’70 subendo l’arresto, le torture e passando più di sei mesi in prigione. Dopo la rivoluzione anti-monarchica era entrato nelle fila dei Mojahedin e fino all’ultimo giorno di vita, nonostante la gravità della sua malattia, non ha mani rinunciato alla lotta.

In una lettera congiunta al vice-capo dell’UNAMI del 21 Dicembre 2012, riferendosi alle pressioni e ai sabotaggi delle forze irachene nel trattare i malati a Liberty, quattro medici del PMOI a Camp Liberty avevano espresso la loro preoccupazione per i rischi che correvano alcuni malati gravi, come Abdul Ali Ghanbari, a causa di questo blocco.

Il consulente legale di Liberty in due lettere del 21 e del 24 Giugno 2014, all’UNHCR a Baghdad, aveva elencato i nomi di molti malati gravi a cui era stato negato l’accesso in ospedale per più di due settimane e chiedeva un intervento per ricoverare questi pazienti in ospedale. Abdul Ali Ghanbari era il terzo nome della lista in entrambe le lettere e per lui si chiedeva che fosse visitato da uno specialista e che fosse sottoposto a chemioterapia.

I rappresentanti dei residenti avevano menzionato il nome di Abdul Ali Ghanbari in diverse liste perché venisse intrapresa un’azione urgente che gli consentisse di essere curato, in diverse liste indirizzate all’UNAMI, all’UNHCR e a Jane Lute, SRSG, nonché direttamente ai paesi europei sottolineando la necessità del suo trasferimento immediato. Ma Ghanbari era stato trasferito in Albania solo ad Ottobre 2014, dopo un lungo ritardo. Era stato immediatamente curato ma, a causa del ritardo e dell’avanzamento della malattia, gli sforzi dei medici non hanno sortito effetto.

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha porto le sue condoglianze a tutti i membri del PMOI. Ha elogiato Abdul Ali Ghanbari definendo il suo coraggio, la sua devozione e la sua fedeltà nelle situazioni più difficili, un esempio della volontà del popolo iraniano di rovesciare la dittatura in Iran. Ha chiesto poi al Governo degli Stati Uniti, all’UNAMI, all’UNHCR e al Governo dell’Iraq, di prendere provvedimenti immediati per porre fine al disumano assedio a Camp Liberty e per impedire che altri malati vengano tormentati a morte, cosa che costituisce un crimine contro l’umanità.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Settembre 2015

 

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