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Iran: impiccagione di gruppo di 20 detenuti nelle prigioni di Kerman e Karaj, Il record senza precedenti delle esecuzioni registrate dal 21 Aprile è arrivato a 113

Con un altro crimine disumano questa mattina, 19 Maggio, il fascismo religioso al potere in Iran ha impiccato 10 prigionieri nella prigione di Gohardasht a Karaj. I detenuti sono stati fatti uscire dalle loro sezioni il giorno prima con la scusa di dover essere portati in ospedale o in tribunale e sono stati invece portati in isolamento.

Il giorno prima, altri 10 prigionieri erano stati giustiziati nella prigione di Kerman. Perciò, il numero delle esecuzioni registrate solo dal 21 Aprile ad oggi è arrivato a 113.

In una situazione così catastrofica, il criminale presidente di questo regime, Rouhani, ha espresso preoccupazione per “la bassa soglia di sopportazione della popolazione” (agenzia di stampa Fars – 6 Maggio) e ha definito la barbara pena di morte “legge di Dio” e “legge del parlamento che appartiene al popolo” (agenzia di stampa Tasnim, affiliata alla forza terroristica Qods – 19 Aprile). Allo stesso modo anche altri funzionari o importanti esponenti di questo regime hanno invocato “durezza e misure impietose contro i colpevoli”.

Il silenzio e l’inerzia della comunità internazionale, in particolare degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU verso le esecuzioni incessantemente in crescita in Iran, esprimono un record di indifferenza senza precedenti  nei riguardi del crimine e della barbarie nel 21° secolo che, qualunque ne sia la scusa, alla fine metterà in pericolo la pace e la sicurezza di tutta la regione e del mondo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

19 Maggio 2014

 

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