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Iran: Il sindaco di Sassari lancia un appello per Ashraf, dove vivono i membri della resistenza

ANCHE IL SINDACO DI SASSARI ACCOGLIE FAVOREVOLMENTE LA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
IN SOSTEGNO DI ASHARAF

ImageCOMUNICATO STAMPA

Sassari, lì 29 maggio 2009

Nel 2004 gli abitanti di Asharaf sono state definiti “persone tutelate” dalla IV Convenzione di Ginevra e lo scorso 24 aprile il Parlamento Europeo ha approvato un’importante risoluzione per garantire la tutela del campo, per evitare che i residenti possano essere trasferiti contro la loro volontà e che tutti i loro diritti debbano essere rispettati.

 

Anche il primo cittadino si Sassari  dopo i sindaci di Cuneo, Torino e Genova e numerosi deputati italiani lancia un appello per Asharaf sottoscrivendo tutti i punti della risoluzione approvata dal parlamento europeo che:
1. esorta il primo ministro iracheno ad assicurare che le autorità irachene non adottino alcuna azione in violazione dei diritti umani dei residenti di Camp Ashraf e a chiarire le intenzioni del governo iracheno nei loro confronti; invita le autorità irachene a proteggere la vita e l'integrità fisica e morale dei residenti di Camp Ashraf e a trattarli conformemente agli obblighi nel quadro delle Convenzioni di Ginevra, in particolare a non dislocarli, deportarli, espellerli o rimpatriarli con la forza in violazione del principio di non respingimento;

2. nel rispetto dei desideri individuali di ogni persona che vive a Camp Ashraf per quanto attiene al proprio futuro, ritiene che coloro che vivono a Camp Ashraf e altri cittadini iraniani che attualmente risiedono in Iraq e che hanno lasciato l'Iran per ragioni politiche potrebbero essere a rischio di gravi violazioni dei diritti umani se venissero rimpatriati contro la loro volontà in Iran, e insiste che nessuna persona dovrebbe essere rimpatriata, direttamente o attraverso un paese terzo, in una situazione in cui si troverebbe a rischio di tortura o di altri gravi abusi dei diritti umani;

3. invita il governo iracheno a porre fine al blocco del campo e a rispettare lo status giuridico dei residenti di Camp Ashraf quali "persone protette" ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, e ad astenersi da qualsiasi azione che potrebbe mettere a rischio la loro vita o sicurezza e pertanto ad accordare pieno accesso al cibo, all'acqua, all'assistenza e alle forniture mediche, al carburante, ai familiari e alle organizzazioni umanitarie internazionali;

4.  invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri congiuntamente con i governi iracheno e statunitense, l'Alto commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite e il Comitato internazionale della Croce rossa a lavorare insieme per trovare uno status giuridico soddisfacente a lungo termine per i residenti di Camp Ashraf;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'Alto commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite, al Comitato internazionale della Croce rossa, al governo degli Stati Uniti e al governo e al parlamento dell'Iraq.

 

 

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