L’obbiettivo dei mullah nell’inviare le guardie rivoluzionarie e nel rafforzare le milizie, non è quello combattere l’ISIS ma di compensare il colpo decisivo della cacciata di Maliki e di consolidare il dominio del califfato del velayat-e faqih sull’Iraq
La Resistenza Iraniana avverte della massiccia presenza delle criminali guardie rivoluzionarie della forza terroristica Qods (FQ) in Iraq, che rappresenta una palese violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e sottolinea che il loro obbiettivo non è quello di combattere l’ISIS, ma di compensare il grave colpo provocato dalla cacciata di Maliki e di consolidare il califfato del velayat-e faqih in Iraq.
I massacri e le migrazioni coatte, insieme alle aggressioni contro il popolo iracheno, in particolare contro i sunniti costretti ad abbandonare le loro proprietà dalle guardie rivoluzionarie e dalle milizie loro affiliate con il pretesto di combattere l’ISIS, sta minacciando la pace e la sicurezza di tutta la regione, alimentando la macchina dell’estremismo e del terrorismo.
1. Secondo informazioni della Resistenza ottenute da fonti interne al regime, il numero delle guardie rivoluzionarie della FQ è arrivato in Iraq a 7000 elementi. Un gran numero di questi sono stati dispiegati nelle province di Baghdad, Diyala e Salah ad-Din e nelle città di Samarra, Karbala, Najaf, Khaneqain, Sa’adiyah e Jaloula. Un gran numero di comandanti ed esperti delle guardie rivoluzionarie accompagnano le milizie terroriste in diverse zone dell’Iraq. I jet da combattimento del regime volano in Iraq dall’inizio di Novembre ed attualmente stanno compiendo missioni militari nelle province di Diyala e Salah ad-Din.
2. La portata di questa ingerenza è tale che il ministro della difesa dei mullah, Dehqan, il 20 Dicembre ha dichiarato: “Per quanto riguarda le armi e l’equipaggiamento di solito i loro governi (Iraq e Siria) li comprano da noi e per ciò che riguarda l’addestramento e la consulenza, stiamo collaborando con gli eserciti e le forze di resistenza di Siria, Libano e Iraq”. Ed ha aggiunto: La presenza di Qasem Soleimani in Iraq “serve ad offrire consiglio, guida e addestramento… le persone che sono andate laggiù devono consigliare ed offrire addestramento, collaborare con l’organizzazione e l’addestramento ed offrire consigli sui piani operativi”.
3. Il regime teocratico e la FQ, portata in Iraq con incarichi segreti, un poco alla volta già da 12 anni, avevano il controllo di ogni aspetto del paese attraverso il primo ministro loro complice. In seguito allo scoppio della rivolta popolare contro Maliki, a Gennaio 2013, hanno ampliato la loro ingerenza per reprimere la rivolta e per rafforzare il loro controllo in Iraq.
4. Da quando a Gennaio 2014 Maliki ha innescato il conflitto ad Anbar, subendo una grave sconfitta ad opera della popolazione e delle tribù della regione, il regime iraniano si è sentito in pericolo e perciò la presenza della FQ in Iraq ha assunto nuove dimensioni. Mohammad Hejazi, vice responsabile della Logistica al Quartier Generale del Comando delle Forze Armate, ha annunciato che il regime teocratico è pronto ad offrire all’Iraq equipaggiamento e consulenza (agenzia di stampa IRNA – 5 Gennaio 2014).
5. A Febbraio 2014 molti comandanti della FQ che avevano partecipato al massacro del popolo siriano, si sono recati in Iraq per trasmettere le loro esperienze di addestramento alle forze irachene. Hanno trasmesso personalmente e direttamente le loro esperienze fatte in Iran e Siria, ad Ali Qaidan, l’allora comandante dell’esercito, e a Fadhil Barwari, Comandante della Divisione Oro (o Sporca). Per prima cosa hanno ordinato a Maliki di creare una forza tipo quella Basij, precisando che loro avevano dato vita ad una difesa civile in Siria, in grado di salvare il regime di Assad: l’esercito classico è progettato per combattere una guerra esterna ed è inutile in caso di guerriglia.
6.Durante questo periodo la FQ ha potenziato i gruppi della milizia terrorista sotto il suo comando come Asa’ib Ahl al-Haq, Kata’ib Hezbollah e l’Organizzazione Badr, inviandoli nella provincia di Anbar ed in particolare nelle regioni di Ramadi e Garmeh. Il loro primo compito era quello di risollevare il morale dell’esercito di Maliki. Da Marzo 2014, sono stati organizzati dei corsi di addestramento di 15 giorni per queste milizie in Iran. La stessa cosa che aveva fatto il regime due anni prima per i mercenari inviati poi in Siria.
7. A Marzo 2014, la FQ ha inviato alcuni istruttori degli Hezbollah libanesi in Iraq, per organizzare ed addestrare le milizie e, contemporaneamente, ha inviato ogni tipo di arma ed equipaggiamento nel tentativo di organizzare una forza potente in grado di conservare il potere nelle mani di Maliki e degli elementi appartenenti al regime iraniano.
8. Dalla fine di Marzo 2014 le milizie che erano state equipaggiate e organizzate in unità ordinate, accompagnate dai comandanti della FQ, sono state dispiegate sui campi di battaglie e gli sono state affidate delle specifiche linee difensive. La regione di Garmeh fino a Zaidan e la zona della tangenziale di Baghdad da Taramiyah ad Abu Ghoraib è stata data alle milizie Asa’ib; Falluja e la zona della tangenziale di Baghdad dalla parte a sud dell’aeroporto fino a Yousefiyah è stata data al gruppo terrorista Kata’ib e le truppe dell’organizzazione Badr sono state dispiegate ad ovest di Falluja e Ramadi. Una divisione composta dalle milizie è stata organizzata per essere piazzata nella zona della tangenziale di Baghdad da Taramiyah fino a Madaen, ad ovest di Baghdad. Maliki e la FQ insieme, hanno fornito il loro equipaggiamento. Attrezzature speciali, bombe e missili sono stati trasferiti da Najaf a Baghdad con trasporto aereo coordinato da Hadi Ameri, l’allora ministro dei trasporti iracheno, per essere poi consegnate a queste truppe.
9. Durante questo periodo i comandanti della FQ sono stati posti in contatto attivo e in diretto coordinamento con l’esercito e i comandanti della polizia di Maliki ed è stato creato un Centro Tattico Operativo (TOC) ad Anbar. Il brigadiere generale dell’IRGC Iraj Masjedi, “consigliere supremo” di Qsem Soleimani, e molti altri comandanti della FQ sono stati inviati in Iraq. Inoltre Esmail Qa’ani Akbarnejad, vice di Qasem Soleimani, si è recato regolarmente in Iraq per controllare la situazione.
10. Dopo lo sgretolamento dell’esercito di Maliki il 10 Giugno, mentre Ninawa e Salah ad-Din gli sfuggivano dalle mani, la FQ ha inviato il suo sistema di comando in Iraq nel giro di poche ore. Nel primi giorni di questi avvenimenti, più di 2000 guardie rivoluzionarie esperte sono arrivate in Iraq e sono state incaricate per prima cosa di occuparsi della tangenziale di Baghdad. Altri sono stati inviati a Diyala. Contemporaneamente, personale dell’aviazione dell’IRGC è stato inviato a Diyala, Salah ad-Din e Kurdistan per raccogliere informazioni e dirigere i droni. Il numero delle guardie rivoluzionarie continua a crescere ed è arrivato ora a 7000.
11. In questa fase Soleimani ha usato Abu Mehdi Mohandess, noto terrorista, come suo vice delle operazioni in Iraq e comandante delle milizie ed ha formato uno speciale TOC per coordinare le milizie a Baghdad. La responsabilità militare e della sicurezza a Diyala è stata data ad Hadi Ameri, ministro dei trasporti di Maliki. Tutti e due sono nella lista dei 32.000 impiegati dell’IRGC in Iraq. La stessa lista che la Resistenza Iraniana ha rivelato nel 2006.
12. Per compensare l’estromissione di Maliki e riconquistare il suo status precedente, il regime iraniano ad Agosto ha aumentato la presenza della FQ e quella di Qasem Soleimani, in particolare sui campi di battaglia di Amerli, Jarf al-Sakhar, Sa’adiyah e Jaloula. Per risollevare il morale dei suoi mercenari sconfitti, i media del regime in lingua farsi e araba, hanno inscenato una chiassosa campagna di propaganda sulla presenza di Soleimani e dell’IRGC in Iraq.
13. In questo periodo l’organizzazione delle “forze popolari Basij” è stata lasciata alle milizie e alla FQ. In un intervista alla TV di stato “al-Iraqiya” il 22 Dicembre il consigliere per la sicurezza nazionale di Maliki. Faleh Fayad, ha affermato che vi sono molti “consulenti iraniani” all’interno delle “forze popolari Basij”.
14. L’obbiettivo dell’IRGC e delle milizie non è quello di combattere l’ISIS, ma di sfruttare l’attuale situazione e consolidare il loro controllo sull’Iraq. Ecco perché le aggressioni, i massacri, la migrazione forzata delle popolazioni, in particolare di quella sunnita, costrette a sbarazzarsi delle loro proprietà, compiuti da queste truppe sin dal 2003, hanno assunto dimensioni senza precedenti negli ultimi mesi. In un’intervista del 1° Dicembre al sito web ufficiale del Partito Democratico Curdo (KDP), lo Sceicco Jafar, esponente del KDP a Khaneqain, ha detto: “Le azioni delle milizie sciite sono come quelle dell’ISIS o persino peggiori. Sono esperti nell’uccidere, incendiare e saccheggiare. Hanno distrutto il 90% di Sa’adiyah, saccheggiando e incendiando dappertutto…. Il loro scopo è quello di accrescere il loro potere e la loro influenza… Raramente usano la bandiera irachena, ma innalzano perlopiù una bandiera che porta l’emblema della Repubblica Islamica dell’Iran… Hanno avviato un’epurazione di tutti i sunniti e uccidono la gente ovunque possono… Queste truppe hanno fatto esplodere le case della gente con la scusa di far brillare mine ed esplosivi”.
15. Con un servizio scioccante il 15 Dicembre la TV “Al-Jazeera” ha rivelato il bombardamento delle zone sunnite e il trasferimento coatto dei sunniti in Iraq avvenuto a Diyala, Salah ad-Din ed in particolare a Samarra, in vari quartieri di Baghdad e nei suoi sobborghi: Mahmoudiyah, Arab Jabour, Jarf-al-Sakhar, Yousefiyah, Latifiyah, Abu Ghraib, Taji e Moshahedeh per mano delle milizie legate alla FQ. Il numero delle persone scacciate a Baghdad è arrivato a un milione. Un abitante di Jarf-al-Sakhar ha raccontato: “Le milizie hanno bruciato le case, hanno arrestato i giovani e li hanno uccisi in luoghi nascosti… Non è rimasta nessuna famiglia sunnita a Jarf-al-Sakhar. Arrestano i giovani e i vecchi, scacciano le famiglie e li uccidono… Stiamo assistendo all’inizio di un califfato iraniano proprio come quando l’ISIS ha annunciato il suo califfato”.
16. Il 14 Ottobre 2014 in un rapporto dettagliato dal titolo “Impunità assoluta: il potere della milizia in Iraq”, Amnesty International ha evidenziato il legame tra le milizie e il regime iraniano scrivendo:
• Il potere crescente delle milizie sciite ha contribuito ad un generale peggioramento della sicurezza e ad un’atmosfera di illegalità.
•Le milizie sciite stanno crudelmente colpendo i civili sunniti con motivazioni settarie e con la scusa di combattere il terrorismo, nel tentativo apparente di punire i sunniti per l’ascesa dello SI e per i suoi orribili crimini.
• Moltissimi corpi non identificati sono stati scoperti in tutto il paese ammanettati e con ferite da arma da fuoco nella testa, il che indica uno schema di omicidi in deliberato stile esecuzione.
• I membri della milizia, che ammontano a decine di migliaia, indossano uniformi militari, ma operano al di fuori di qualunque ambito legale e senza nessun controllo ufficiale.
• Concedendo il suo benestare alle milizie che quotidianamente commettono questi abusi vergognosi, il governo iracheno sta istituzionalizzando dei crimini di guerra e alimentando una pericolosa spirale di violenza settaria che sta dividendo il paese.
• I governi iracheni che si sono succeduti hanno dimostrato un incallito disprezzo per i fondamentali principi dei diritti umani. Il nuovo governo deve ora cambiare corso e mettere in opera meccanismi efficaci per indagare sulle violenze delle milizie sciite e delle forze irachene e perseguire i responsabili.
17. Il 18 Settembre 2014 il sito web “Politica Estera” in un articolo intitolato “Le milizie sciite irachene stanno diventando un pericolo grande quanto lo Stato Islamico”, ha scritto: “Questi gruppi, molti dei quali hanno profondi legami ideologici e organizzativi con l’Iran… stanno reclutando attivamente, attirando potenziali soldati via dall’esercito e dalla polizia irachena e inserendo combattenti in organizzazioni altamente ideologiche, anti-americane e rabbiosamente settarie. Molti di questi apprendisti non vengono impiegati semplicemente per respingere i jihadisti sunniti, ma in molti casi formano una retroguardia utilizzata per controllare i distretti ritenuti sotto il controllo di Baghdad…. All’inizio di Giugno, le milizie sciite, insieme alle forze di sicurezza irachene, pare abbiano giustiziato circa 255 prigionieri, tra cui dei bambini…. La crescita di queste milizie sciite pro-iraniane e di molte altre simili, aiuta a rivelare gli obbiettivi dell’Iran per la dominazione dell’Iraq sciita. Questi gruppi non solo beneficiano della protezione e delle capacità organizzative dell’Iran, ma marciano tutti dietro al motivo ideologico di Tehran. Sono fedeli al leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Khamenei e all’ideologia dell’Iran dell’assoluto velayat-e faqih”.
18. Il 16 Settembre il New York Times ha scritto: “’Siamo penetrati in una zona uccidendo quelli che stanno minacciando la gente’, ha detto un combattente di 18 anni di Asaib Ahl al-Haq… affermando che i loro comandanti della milizia hanno ricevuto l’autorità dagli ufficiali della sicurezza iracheni… Questa milizia una volta era il principale killer delle truppe americane… Alla Maki, un parlamentare sunnita ha detto che con l’ex-primo ministro Nuri Kamal al-Maliki, Asaib Ahl al-Haq è stata ‘incoraggiata a fare il lavoro sporco, come uccidere i sunniti, e che gli era stato concesso di operare liberamente. Ora la comunità internazionale è tutta profondamente felice della rimozione di Maliki, ma questa politica prosegue ancora….’ Finora però, non c’è traccia di nessun tentativo ufficiale di indagare neppure sulle più note accuse di omicidi extragiudiziali di sunniti commessi da Asaib Ahl al-Haq”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
26 Dicembre 2014
