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Iran: Il messaggio di Maryam Rajavi in occasione della Giornata Internazionale dei Lavorotori

Maryam Rajavi: “La lotta dei lavoratori è la parte principale della resistenza del popolo iraniano per abbattere la dittatura religiosa al potere”

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi, ha salutato tutti i lavoratori dell’Iran nella Giornata Internazionale dei Lavoratori. Ha espresso il suo desiderio che quest’anno sia l’anno del ristabilimento dei diritti di milioni di onorevoli lavoratori, uomini e donne, che sono stati licenziati, cacciati o costretti a vivere nella paura, nella povertà e nell’insicurezza perché i loro salari non vengono pagati o perché lavorano con contratti temporanei o in nero. 

Maryam Rajavi ha elogiato i lavoratori in carcere dicendo: “La resistenza e le proteste in tutta la nazione indicano che essi considerano, giustamente, la dittatura religiosa al potere come la prima fonte di oppressione e di violazione dei diritti dei lavoratori. Perciò i poveri lavoratori dell’Iran non riconquisteranno i loro diritti a meno che il regime teocratico non venga rovesciato”.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha discusso delle politiche del regime contrarie agli interessi dei lavoratori iraniani ed ha precisato: “I lavoratori hanno perso il loro lavoro e la loro fonte di sostentamento nel corso di un trend costante di fabbriche che hanno dichiarato bancarotta e per la chiusura del 60% dei complessi industriali. La vendita e le aste fraudolente delle fabbriche, la corruzione economica e l’espansione del mercato nero, la bancarotta delle banche e l’aumento delle importazioni di beni esteri, colpiscono i lavoratori iraniani che ne sono le prime vittime. Nel frattempo la pericolosa politica di destinare il grosso degli introiti del paese alla guerra e ai massacri nella regione, in particolare in Siria, ha reso i lavoratori iraniani persino più poveri e miseri”.

Ed ha aggiunto: “Per anni il salario minimo dei lavoratori iraniani è rimasto fermo ad un dollaro l’ora. Secondo gli esponenti del regime, il 60% dei lavoratori non riceve neanche il salario minimo. Il loro potere di acquisto è diminuito del 187% dal 2009. I licenziamenti sono aumentati con il governo Rouhani e quei lavoratori che non hanno perso il lavoro non ricevono il salario da mesi e non godono di nessuna garanzia contributiva dato che hanno contratti temporanei o lavorano in nero. La stragrande maggioranza della forza-lavoro iraniana lavora con questo tipo di contratti che sono stati ideati per soggiogare i lavoratori e costringerli ad accettare paghe più basse”.

Rivolgendosi ai lavoratori iraniani di tutto il paese, Maryam Rajavi ha ribadito: “Il regime teocratico, e le sue varie fazioni, hanno costruito la loro sussistenza sul furto della vostra energia e dei vostri mezzi di sostentamento. Ciononostante la crisi che lo attanaglia rende questo regime vulnerabile alla vostra solidarietà e alla vostra unità di azione, a dispetto della sua repressione”.

“La vostra lotta per la riconquista dei vostri diritti è la parte principale della lotta di tutta la nazione per rovesciare la tirannia religiosa dei mullah”, ha precisato Maryam Rajavi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

30 Aprile 2016