martedì, Dicembre 6, 2022
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Il regime iraniano viola i principi del World Press Freedom Day

CNRI – Martedì 3 Maggio ricorre il World Press Freedom Day 2016.

La libertà di espressione è un diritto umano fondamentale, come stabilito nell’Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Il World Press Freedom Day è stato istituito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Dicembre 1993, a seguito di una raccomandazione della Conferenza Generale dell’UNESCO.

Secondo le Nazioni Unite il 3 Maggio è un’opportunità per: celebrare i principi fondamentali della libertà di stampa; valutare lo stato della libertà di stampa in tutto il mondo; difendere i media dagli attacchi alla loro indipendenza e rendere omaggio ai giornalisti che hanno perso la vita nel compimento del proprio dovere.

Recentemente, a Marzo 2016, Reporters Without Borders (RSF) ha detto che l’Iran è ancora una delle cinque più grosse prigioni per gli operatori dei media e che è 173° sui 180 paesi elencati nel press freedom index 2015 di Reporters Without Borders.

Shahin Gobadi del Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) martedì ha detto: “La libertà di stampa e la libertà di espressione sono inesistenti in Iran con il regime dei mullah. Non solo il regime reprime gravemente i giornalisti per aver affrontato argomenti che i mullah considerano delicati, ma arriva persino ad arrestare e a torturare a morte i bloggers dissidenti come Sattar Beheshti.”

“Le misure draconiane del regime contro gli organi di stampa sono divenute più aggressive da quando Hassan Rouhani ha assunto la carica di presidente nel 2013. Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno attestato questo fatto”, ha aggiunto Gobadi.

 

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