lunedì, Febbraio 6, 2023
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“Il ciber-esercito del regime iraniano: l’ultima di una serie di malvagità” 

“Il regime iraniano non ha in programma di ridurre la sua ingerenza nella regione”, scrive Alireza Jafarzadeh, vice-direttore dell’ufficio di Washington del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).

“Secondo notizie interne al regime iraniano, il leader supremo Ali Khamenei ha inviato truppe del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), milizie mercenarie e truppe dell’esercito regolare in Siria in preparazione di nuovi attacchi contro l’opposizione e l’Esercito Libero Siriano (FSA)”, ha scritto Jafarzadeh martedì su The Hill. 

“Con una mossa senza precedenti dalla guerra Iran-Iraq, Khamenei ha inviato il suo esercito su vasta scala all’estero”, ha scritto. 

“I lanci dei missili, uniti al sempre maggior ruolo del regime iraniano nel creare il caos in Siria, naturalmente si sono accaparrati i titoli delle prime pagine, oscurando un non meno inquietante rapporto del Dipartimento di Giustizia americano secondo cui ci sarebbe l’Iran dietro una serie di attacchi informatici contro gli Stati Uniti che hanno colpito almeno 46 aziende ed una diga nel 2013. Ora, nuove e sconcertanti prove di intelligence sulla portata e l’importanza degli investimenti del regime iraniano in una guerra informatica contro gli Stati Uniti, stanno ampliando gli obbiettivi dell’anti-terrorismo”.

“Secondo una citazione degli Stati Uniti, tra il 2011 e il 2013 alcuni hackers legati all’IRGC hanno attaccato alcuni istituti finanziari statunitensi, insieme al sistema di controllo dei flussi di una diga a 25 miglia a nord di New York City. Tra gli obbiettivi c’erano anche il New York Stock Exchange, la Bank of America e l’AT&T”.

“Gli hackers si sono introdotti nel sistema di comando e controllo della diga nel 2013, secondo Washington, ed avrebbero potuto far defluire l’acqua oltre la diga se non fosse stato che le paratie erano state disconnesse manualmente al momento dell’intrusione”.

“Questo è un allarme inequivocabile che il regime iraniano si sta preparando a sferrare un massiccio attacco informatico contro le infrastrutture americane”.

“Secondo nuove notizie giunte da fonti interne al regime iraniano, il comandante dell’IRGC Mohammad-Ali Jafari, si è vantato di aver designato la ‘cyber-forza’ ad agire come la ‘sesta forza’ dell’IRGC, insieme alle sue forze di terra, di mare, aerospaziali, extraterritoriali come la forza Qods (Gerusalemme) e la milizia interna dei Bassij”.

“L’IRGC è profondamente coinvolto nella guerra informatica volta alla repressione interna e all’appoggio dei terroristi all’estero sin dal 2007. Il brigadiere generale dell’IRGC Hossein Hamedani (ucciso alla fine del 2015 mentre guidava una carica in Siria) nel 2010 aveva annunciato: ‘Il consiglio informatico dei Bassij ha addestrato oltre 1500 ‘ciber-jihadisti’ attivi, con la promessa che le loro attività aumenteranno nel prossimo futuro”.

“Quando l’Organizzazione dell’Intelligence dell’IRGC è stata creata, dopo le rivolte contro la teocrazia scoppiate nel 2009 in tutto il paese, il ciber-esercito ne è entrato a far parte. A Novembre 2010 il ciber-esercito ha affermato di aver attaccato 500 siti contemporaneamente, infiltrandosi nelle reti di intelligence e nei siti web privati di altri paesi”.

Secondo Alireza Jafarzadeh, Tehran non ha nessuna intenzione di “fare pace con il mondo”, come una volta ha suggerito il presidente americano Barack Obama.

“Il regime iraniano è intenzionato a perseguire una guerra strategica contro gli Stati Uniti e i suoi alleati. Qualunque speranza di un cambiamento nel suo comportamento è quanto meno illusoria”.

“Washington deve sviluppare una strategia più esaustiva per combattere questa minaccia prima che sia troppo tardi. Dato che la cyber force del regime, che ora sta colpendo i siti americani, è stata creata per stroncare le proteste sociali e l’attivismo politico in Iran, i naturali alleati dell’America in questa guerra sono il popolo iraniano e la sua opposizione organizzata”. 

 

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