
CNRI – Il regime dei mullah in Iran martedì ha impiccato cinque prigionieri, tra cui un uomo in pubblico
Quattro detenuti nel braccio della morte sono stati impiccati nel carcere di Qezelhesar a Karaj, ad ovest di Tehran.
Sono stati identificati come Ahmad al-Tafi, Abdolhamid Baqeri, Majid Imani e Reza Hosseini.
Un altro detenuto identificato solo con il nome, Avaz, è stato impiccato in una pubblica piazza della città portuale di Nour, Iran settentrionale, martedì.
Queste impiccagioni hanno fatto arrivare ad almeno 62 il numero delle persone giustiziate in Iran dal 10 Aprile. Tre delle persone giustiziate erano donne e si ritiene che uno di essi fosse minorenne.
Riguardo alla recente impennata del numero delle esecuzioni in Iran, Mohammad Mohaddessin, presidente del Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha detto: “Nel mese di Aprile, durante e dopo la visita in Iran del Presidente del Consiglio italiano e della responsabile della politica estera dell’UE, decine di persone sono state giustiziate in Iran”.
“La crescita del trend delle esecuzioni indica che le visite di alti rappresentanti europei in Iran non solo non sono riuscite a migliorare la situazione dei diritti umani, ma hanno invece mandato un messaggio di silenzio ed immobilismo ai mullah. Questo ha incoraggiato il regime teocratico ad aumentare le esecuzioni e la repressione del popolo iraniano. Questo è il regime detentore del record di esecuzioni pro-capite in tutto il mondo nel 2015. Questa amara realtà non può essere motivo di orgoglio per nessun ospite di questo fascismo religioso.
Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha detto in un comunicato del 13 Aprile, che la crescita del trend delle esecuzioni “volto ad intensificare il clima di terrore per impedire l’espandersi delle proteste delle varie fasce sociali, soprattutto in un periodo di visite di alti rappresentanti europei, dimostra che le pretese di moderazione non sono che un’illusione per questo regime medievale”.
Federica Mogherini, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, è stata a Tehran il 16 Aprile insieme ad altri sette commissari dell’UE per discutere con gli esponenti del regime di commercio ed altri ambiti di collaborazione.
Amnesty International nel suo Rapporto Annuale sulla Pena di Morte pubblicato il 6 Aprile e che riguarda il 2015, ha detto: “L’Iran ha messo a morte almeno 977 persone nel 2015, rispetto alle almeno 743 dell’anno precedente”.
“L’Iran da solo è responsabile dell’82% di tutte le esecuzioni registrate in Medio Oriente e Nord Africa”, ha detto questa organizzazione per i diritti umani.
Ci sono state più di 2300 esecuzioni durante la presidenza di Hassan Rouhani. L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sulla Situazione dei diritti umani in Iran, a Marzo ha annunciato che il numero delle esecuzioni avvenute in Iran nel 2015 è stato più alto che in qualunque altro periodo degli ultimi 25 anni. Rouhani ha esplicitamente appoggiato le esecuzioni quali esempio dei “comandamenti di Dio” e “leggi del parlamento che appartengono al popolo”.
