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Maryam Rajavi: “L’immobilismo di fronte ad una enorme tragedia di questo secolo consumatasi ad Aleppo, infanga la comunità internazionale”

La barbarie dei mullah, dei suoi alleati e dei suoi mercenari, indica il loro fallimento nel salvare il dittatore siriano

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha definito il barbaro bombardamento di Aleppo e il brutale massacro del popolo siriano, in particolare delle donne e dei bambini, compiuto da Bashar Assad e dal disumano regime iraniano, insieme ai loro alleati e mercenari, “un crimine di guerra senza precedenti ed un’enorme tragedia di questo secolo, che scuote la coscienza dell’umanità contemporanea”.

Ha aggiunto che la perseveranza del popolo e dell’opposizione siriana, in particolare nell’eroica Aleppo, è un esempio degno di lode che non sarà mai dimenticato e che l’immobilismo dimostrato di fronte a questa tragedia infanga la storia della comunità internazionale. 

“La crescita e l’espansione del Daesh nella regione, l’ondata di terrorismo in Europa e quella dei rifugiati sono tutte dirette conseguenze dei crimini commessi negli ultimi cinque anni dal dittatore siriano, dal regime iraniano e dai suoi mercenari nella regione, rimasti impuniti”, ha precisato Maryam Rajavi.

Ed ha aggiunto: “Intanto la barbarie senza precedenti cui abbiamo assistito in questi giorni, in particolare ad Aleppo, rivela la frustrazione del regime iraniano e dei suoi alleati di fronte alla rivoluzione siriana e all’Esercito Libero Siriano, nonché il suo vergognoso fallimento nel salvare il potere di Assad. Come hanno dimostrato gli ultimi cinque anni, la mobilitazione militare del regime iraniano e dei suoi alleati, contro la volontà del popolo e dell’opposizione siriana, finirà certamente con una umiliante sconfitta”.

Dopo che la mobilitazione militare del regime iraniano è stata sconfitta in Siria, che i veterani delle Guardie Rivoluzionarie, Hezbollah e i molti mercenari del regime non sono riusciti a salvare Assad e che il gran numero di perdite nelle fila delle Guardie Rivoluzionarie ha scosso il loro morale, Khamenei è stato costretto, per la prima volta dalla guerra Iran-Iraq, ad inviare unità dell’esercito sotto il suo comando nella palude siriana per una guerra aggressiva. Per sollevare il morale a terra delle Guardie Rivoluzionarie e dei mercenari, il 2 Maggio il parlamento-fantoccio di questo regime ha approvato una legge che concede la cittadinanza iraniana ai familiari degli stranieri uccisi in Siria.

Per nascondere il numero delle perdite e la portata della partecipazione dell’esercito al comando del suo leader supremo in Siria, il regime dei mullah sta vietando le cerimonie funebri ufficiali e pubbliche per i caduti dell’esercito, dato che i leaders del regime sono gravemente preoccupati per la rapida caduta del morale dell’esercito e per l’ondata d’insoddisfazione e disobbedienza che serpeggia nei suoi ranghi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

3 Maggio 2016

 

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