venerdì, Gennaio 27, 2023
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IRAN: Il Majlis (il parlamento) vieta l’accesso ai siti militari e agli scienziati atomici

Il Majlis (il parlamento) del regime iraniano domenica ha votato per vietare agli ispettori nucleari l’accesso ai siti militari e agli scienziati iraniani come parte di un qualunque accordo futuro con le potenze mondiali sul suo programma nucleare.

La legge è stata approvata da 199 dei 213 deputati del Majlis presenti.

Nella legge si afferma che tutte le sanzioni internazionali contro il regime dovranno essere revocate come parte di qualunque accordo raggiunto con le potenze mondiali.

Gli stati del P5+1, Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia, Stati Uniti e Germania, sperano di concludere un accordo con il regime iraniano il 30 Giugno che limiti le attività nucleari in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.

Quest’ultimo provvedimento del parlamento del regime giunge proprio mentre la questione dell’accesso per gli ispettori internazionali è divenuto uno dei principali punti di scontro tra Tehran e le sei potenze mondiali e mentre cercano di superare gli ostacoli ad un accordo finale sul nucleare nei giorni a ridosso della scadenza.

I funzionari occidentali dicono che le ispezioni ai siti militari dell’organo di controllo dell’ONU, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e l’accesso agli scienziati che lavorano al programma nucleare del regime iraniano, sono essenziali per verificare se il regime sta seguendo un programma clandestino per le armi nucleari.

Il 20 Maggio Khamenei, che ha l’ultima parola sulle più importanti questioni politiche, ha detto: “Noi non permetteremo nessuna ispezione straniera nei nostri siti militari. Loro dicono che devono venire ad intervistare i nostri scienziati…. Io non permetterò che degli stranieri vengano, si siedano e parlino con i nostri scienziati…. Dare questo permesso è fuori discussione. L’unico modo per affrontare questo nemico sfacciato è con ferma determinazione e senza sottomissione”.

Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, a questo riguardo il 21 Maggio ha detto: “Le dichiarazioni di Khamenei e la condotta tenuta dal suo regime in coincidenza con i colloqui sul nucleare, confermano che quello della forza e della fermezza è il solo linguaggio che il regime dei mullah comprende. Dopo tre decenni di segreti e di inganni, aggiungere sei o nove mesi al breakout time non implica una soluzione. Solo la rigida attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU può impedire definitivamente al regime di conquistarsi l’accesso alla bomba atomica. I negoziati concilianti con questo fascismo religioso non proteggeranno il mondo dalla minaccia dei mullah dotati di armi nucleari ma li inciteranno ulteriormente  a mettere in pericolo i popoli dell’Iran, della regione e del mondo concedendo altro tempo ai mullah terroristi”.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “La bomba atomica garantisce la sopravvivenza del regime iraniano e gli è essenziale per mantenere la sua egemonia nella regione. Ecco perché il popolo dell’Iran si oppone strenuamente a questo programma e la Resistenza Iraniana vuole un Iran democratico e non-nuclearizzato”.

 

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