domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: Il discorso di Maryam Rajavi in occasione del Nowruz: “E’ finito il tempo di proteggere questo regime decadente e le proteste continueranno fino alla vittoria finale”

Durante un incontro organizzato per celebrare il nuovo anno iraniano, il Nowruz, Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, si è congratulata con tutti gli iraniani in patria e all’estero dicendo: “L’anno scorso è finito con la stagione delle proteste e il prossimo anno può e deve essere trasformato in un anno ricco di proteste. E questa sarà una protesta fino alla vittoria”, ha riportato il Riyadh Daily il 21 Marzo. E l’articolo continua così:

L’enorme riunione di migliaia di membri del PMOI a Tirana, ha assistito alla partecipazione di Rudy Giuliani, ex-Sindaco di New York e consigliere del presidente americano sulla Cyber Security, Pandeli Majko, Ministro dello Stato ed ex-Primo Ministro d’Albania, Elona Gjebrea, Segretario del Comitato Parlamentare per gli Affari Esteri e Fatmir Mediu, leader del Partito Repubblicano albanese ed ex-Ministro della Difesa, che hanno parlato alla folla.

Nel suo discorso Maryam Rajavi ha detto: “La grave situazione del regime dei mullah è il prodotto della storica resistenza del popolo iraniano. Il popolo iraniano non ha mai accettato questo regime. E’ finito il tempo di proteggere questo regime decadente e le proteste continueranno fino alla vittoria finale”.

Ed ha aggiunto: “Khamenei ha dovuto ammettere che la forza che ha incitato le proteste in Iran è l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, che ha voluto le proteste e si era preparata mesi prima”.

Maryam Rajavi ha ribadito: “Se il popolo dell’Iran ha la possibilità di scegliere un governo basato sulla separazione tra religione e stato, sulla giustizia e l’uguaglianza, perché deve accontentarsi di un regime reazionario, decadente e disumano?”.

Ed ha precisato: “Il fatto che l’Europa si sia concentrata, anche se con molto ritardo, sulla minaccia rappresentata dalle attività belliche del regime nella regione e dal suo programma sui missili balistici, naturalmente è un passo positivo. Ma sono necessari altri passi, come l’espulsione del regime dalla regione, la chiusura del suo programma per l’arricchimento dell’uranio e di quello missilistico e il blocco dell’accesso al sistema bancario internazionale. Tutti questi passi sono necessari. Tuttavia una risposta esaustiva e strategica al regime prevede il fatto di stare al fianco del popolo iraniano e della sua Resistenza, il riconoscimento della loro lotta per un cambio di regime e dell’alternativa democratica a questo regime, vale a dire il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana”.

“Il popolo dell’Iran chiede un’azione immediata, un cambiamento, un rovesciamento e la libertà. Chiede pane, lavoro e casa. Chiede l’immediata abolizione di tutte le coercizioni governative, come l’hijab obbligatorio”, ha ribadito.

Nel suo intervento all’incontro del Nowruz, il Sindaco Giuliani ha augurato un felice anno nuovo al popolo e alla resistenza iraniana. Ha definito “dei veri eroi” i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, che lottano da decenni contro questo regime teocratico ed in particolare coloro che hanno sopportato tutte le sofferenze e i complotti nei campi di Ashraf e Liberty in Iraq per 14 anni. Ha ribadito il suo appoggio alla Resistenza del Popolo Iraniano per il ristabilimento della democrazia e del rispetto dei diritti umani, elogiando il ruolo di Maryam Rajavi nella guida del movimento di resistenza iraniano. E ha detto: “Il prossimo anno assisteremo a grossi cambiamenti in Iran. Questo regime corrotto degli ayatollah è sull’orlo del collasso. L’attuale politica degli Stati Uniti, a differenza di quella delle precedenti amministrazioni che hanno cercato di compiacere i mullah, li ritiene responsabili dei crimini commessi dentro e fuori l’Iran e appoggia la legittima richiesta del popolo iraniano per un cambio di regime e il ristabilimento della democrazia e del rispetto dei diritti umani”.

Giuliani ha aggiunto: “Una delle più grossa bugie che il regime teocratico ha disseminato nel corso degli anni, è quella che dice che il MEK non ha sostegno popolare in Iran. Abbiamo molti motivi per respingere quest’affermazione. Il massiccio supporto degli esuli iraniani a questa organizzazione e la sua conferenza annuale, a cui hanno preso parte più di 100.000 persone, non lasciano spazio a queste bugie. Ma il MEK ha avuto un ruolo cruciale nelle recenti proteste, tanto che persino il leader del regime lo ha definito come il principale elemento interno per le rivolte nel paese. Il presidente del regime, nel corso di una telefonata al presidente francese, lo ha definito la fonte delle rivolte in Iran e gli ha chiesto, invano, di limitare il MEK in Francia. Questi e altri casi simili indicano la grande e crescente base sociale di cui gode il MEK nel paese”.

 

 

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