mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Iran: Il “cambiamento” con Rouhani è un miraggio

di Rudy Giuliani – Fonte: FoxNews

I negoziati sul nucleare tra Iran e Occidente è una delle più importanti questioni di politica estera che l’Amministrazione Obama deve affrontare. Secondo una valutazione dello stesso Governo degli Stati Uniti, l’Iran è lo stato leader nella sponsorizzazione al terrorismo.

 

Questo regime dissemina attivamente l’instabilità all’estero e opprime i diritti e le libertà che il suo popolo desidera e merita. Per queste ragioni è essenziale che lo sviluppo di un’arma nucleare iraniana venga fermato immediatamente.

Questo richiede il blocco di tutto il programma nucleare, non solo la limitata sospensione a breve termine messa in atto durante i colloqui. L’Iran deve anche fornire accesso illimitato a tutti i siti impegnati nel programma nucleare.

Tuttavia i colloqui sul nucleare e le prospettive di una politica esaustiva degli U.S.A. nei confronti dell’Iran, sono destinati a fallire a causa degli errori di valutazione strategica dell’amministrazione Obama.

Un aspetto esemplificativo, ma poco pubblicizzato, della politica errata di Obama, è il suo atteggiamento veso il gruppo dissidente dei  Mujahedin-Khalq (MEK). 

Il MEK è il movimento di opposizione iraniano più organizzato e quello che gli ayatollah temono di più.

Il MEK e i suoi alleati del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), guidato dalla carismatica Maryam Rajavi, offrono una visione diversa per l’Iran che noi dovremmo abbracciare: secolare, democratico e non-nuclearizzato.

Molteplici rapporti suggeriscono che il MEK ha fornito informazioni alla comunità internazionale sul programma nucleare iraniano. E’ vero che qualche decennio fa, il MEK è stato implicato in attività violente, ma è stato e sarà sempre nemico di uno stato iraniano teocratico.

E poi il MEK ha rinunciato alla violenza più di tredici anni fa ed ha consegnato le armi.

Lo ha fatto in parte anche contando su una promessa degli Stati Uniti che dissero che li avrebbero protetti dagli attacchi dei mullah e dei loro scagnozzi.

Attualmente, circa 3000 membri del MEK sono confinati in una prigione in Iraq eufemisticamente chiamata “Camp Liberty”. Abbiamo spregiudicatamente violato il nostro obbligo di proteggerli e, di conseguenza, ora sono un bersaglio facile per i mullah.

Questi dissidenti, per conto di Tehran, sono stati attaccati dalle forze di Nouri al-Maliki in sette occasioni dal 2009 ad ora. Almeno 116 residenti sono stati uccisi, oltre 1300 feriti e sette, tra i quali sei donne, sono stati presi in ostaggio.

Il Governo degli Stati Uniti ha contratto l’obbligo legale di proteggere ciascuna di queste persone ed ha anche l’obbligo morale di farlo. Ha ampiamente fallito in questi suoi doveri ed ha similmente causato la morte di questi alleati per la libertà. Il nostro governo deve immediatamente trasferire tutti i dissidenti del MEK fuori dall’Iraq.

Forse il governo iraniano crede che presentando il suo ultimo prestanome, Hassan Rouhani, come un “moderato”, convincerà gli Stati Uniti e i suoi alleati a distogliere lo sguardo dal massacro dei dissidenti del MEK, ad ignorare il sostegno dell’Iran ai massacri in Siria e le sue abnormi violazioni dei diritti umani in patria.

Io temo che la sua valutazione possa essere esatta. Il nostro governo è stato troppo spesso disponibile a fare pericolose concessioni pur di giungere ad un accordo con l’Iran. Ciò non è solo ingenuo, ma è soprattutto un errore strategico e una rinuncia ai nostri obblighi umanitari nei confronti di quelle persone che promettemmo di proteggere.

E’ chiaro che Rouhani non è un moderato. Egli fa parte attivamente di questa teocrazia da molto tempo. E’ stato negoziatore sul nucleare iraniano con l’UE dal 2003 al 2005 e in seguito si è vantato di essersi beffato dell’Occidente durante i negoziati.

Persino un organismo dell’ONU per i diritti umani ha dichiarato recentemente che la sua speranza di  un regime moderato con Rouhani era stata spazzata via dal drammatico aumento delle esecuzioni in Iran. L’invio dei missili ad Hamas, fortunatamente intercettati da Israele, ed il continuo supporto al massacro di siriani innocenti, sono un’ulteriore prova che un “cambiamento” con Rouhani è un miraggio.

Fino a quando l’attuale governo iraniano rimarrà al potere, l’Iran dovrà rimanere fuori dalla comunità delle nazioni. L’America e i suoi alleati dovranno fare tutto il possibile per stroncare le ambizioni dei mullah di acquisire una bomba atomica ed imporre la loro egemonia nella regione.

Il popolo dell’Iran merita un governo migliore. Un governo che rispetti i diritti umani, la democrazia e la dignità in patria e all’estero e che sia in grado di portare un vero cambiamento.

Unire le nostre forze a quelle del MEK e di tutti gli altri iraniani affamati di democrazia, sarà il miglior modo di cominciare.

Rudy Giuliani è l’ex-Sindaco della Città di New York.

 

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