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Iran: I pensionati dell’industria dell’acciaio si riuniscono per protestare contro il ritardo nei pagamenti delle pensioni, delle indennità e l’interruzione dell’assicurazione sanitaria

 

Martedì 19 Aprile una manifestazione di protesta, organizzata da migliaia di pensionati dell’industria dell’acciaio, è proseguita per il terzo giorno consecutivo di fronte al parlamento del regime. I pensionati, la maggior parte dei quali aveva portato con sé le famiglie da Isfahan a Tehran, protestano per le pensioni e le indennità non pagate negli ultimi quattro mesi. I manifestanti hanno gridato “Giustizia. Giustizia. Non ci arrenderemo a quest’infamia” ed hanno sventolato cartelli scritti a mano che dicevano “Tutte le loro promesse sono svanite nel nulla. Tutto quello che ci hanno detto era un inganno e una falsità”.

Le forze di repressione hanno stracciato gli striscioni e distrutto i cartelli dei manifestanti, nel tentativo di terrorizzarli, di evitare l’espandersi della protesta ed impedire ad altra gente di unirsi a loro.

I pensionati dell’industria dell’acciaio si erano già riuniti di fronte al palazzo del Governatore di Isfahan il 5 Marzo, chiedendo il rispetto dei loro diritti calpestati. Avevano gridato “Lasciate stare la Siria e pensate alla nostra situazione”, dimostrando il loro disprezzo per la politica del regime che esporta il terrorismo e il fondamentalismo, sperperando le ricchezze della popolazione ormai impoverita dell’Iran al solo scopo di interferire e fomentare la guerra in Siria.

Allo stesso modo il 6 e il 7 Dicembre, i lavoratori dell’acciaio in pensione di Isfahan, insieme ai loro colleghi di Karaj e Tehran, si sono riuniti di fronte all’ufficio di Rouhani, il presidente dei mullah, è alla sede del Ministero delle Finanze del regime.

Il blocco dell’assistenza sanitaria da parte del fondo pensionistico dei lavoratori è un altro problema. E ciò sta accadendo proprio in un momento in cui, dopo aver versato le loro quote assicurative per 30 anni, ora essendo più anziani, hanno bisogno dell’assistenza sanitaria più che mai.

Mohammadreza Ebrahimpour, un parlamentare del regime, ha ammesso: “I lavoratori dell’acciaio in pensione che sono riuniti di fronte al parlamento da due o tre giorni, sono circa 100.000 lavoratori che non ricevono la loro pensione da mesi”. (Radio Farhang – 18 Aprile 2016)

Per anni, con la scusa di dover versare i contributi per l’assistenza sanitaria, il regime iraniano ha decurtato somme enormi dai fondi pensione che contano più di 1.200.000 iscritti. Ma a causa del furto di questi fondi, gli esponenti del regime ora parlano di tremila miliardi di toman di deficit nel budget. Per rientrare di questo deficit, stanno facendo pressioni e togliendo il denaro dalle tasche dei lavoratori in pensione che hanno già grosse difficoltà a vivere.

Comitato Lavoro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

20 Aprile 2016

 

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