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Iran: I leader del regime ispirano i diplomatici come affrontare lo scandalo terrorista dei mullah

Secondo alcune notizie giunte da fonti interne al regime, nel momento cruciale dell’incontro annuale con gli ambasciatori e i rappresentanti del regime dei mullah nei paesi esteri, tenutosi a Teheran l’ultima settimana di Luglio, si è parlato dei diplomatici terroristi arrestati in Germania, di come combattere la Resistenza Iraniana a livello internazionale e si è cercato di sollevare il morale dei diplomatici per impedire la loro defezione.

All’incontro di quest’anno con i rappresentanti, oltre a Khamenei, Rouhani, Jahangiri e Zarif, che vi prendono parte normalmente ogni anno, hanno partecipato anche altri leader del regime come il comandante della forza Qods Soleimani, il Ministro dell’Intelligence Mahmoud Alavi, il Ministro degli Interni Rahmani Fazli, Ali Larijani, portavoce del Majlis, Sadeq Larijani, capo della magistratura, Ali Akbar Velayati, consigliere di Khamenei, il Ministro della Difesa Amir Hatami, Ali Akbar Salehi, capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica, Abbas Salehi, Ministro della Cultura e della Guida Islamica, Abuzar Ebrahimi Turkman, presidente dell’Organizzazione per la Cultura Islamica e la Comunicazione che hanno anche tenuto i loro discorsi.
Uno degli obbiettivi di questi incontri è il coordinamento tra il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell’Intelligence, la forza Qods e le agenzie coinvolte nell’esportazione dell’estremismo, nelle campagne di demonizzazione e nello spionaggio, per preparare il terreno ad atti contro il PMOI e la Resistenza Iraniana.
Alcuni rappresentanti del regime all’estero hanno espresso preoccupazione per l’atteggiamento dei governi e della cerchia politica e mediatica estera riguardo al coinvolgimento di diplomatici del regime in “gravi atti di terrorismo” ed in “palese violazione della Convenzione di Vienna”. Alavi e Zarif li hanno istruiti su come “affrontare il caso Assad”, sottolineando che “la guerra psicologica e la diffusione di false informazioni”, misure precedenti e future contro gli ipocriti (PMOI) devono essere rese digeribili. A questo proposito ai rappresentanti del regime è stato ordinato di attivare le loro relazioni con gli organi di sicurezza e di intelligence nei paesi ospitanti.
Secondo un rapporto interno dell’IRGC, colpire il PMOI è “una priorità politica, militare, di sicurezza e di intelligence per il regime” e il piano è di colpirli durante i loro viaggi. Un comunicato del Comitato Anti-terrorismo del 17 Agosto dice che al Ministero dell’Intelligence e alla forza Qods è stato ordinato di valutare il compimento di atti terroristici contro i Mojahedin tramite l’utilizzo di mercenari non iraniani.
Un altro argomento discusso durante questo incontro è stato quello del coordinamento tra il Ministero degli Esteri e gli uffici di rappresentanza all’estero con le Guardie Rivoluzionarie e la forza Qods, per interventi terroristici e atti di guerra nella regione, compresi Iraq, Siria e Yemen. I rappresentanti del regime oltreoceano hanno anche ricevuto istruzioni su come giustificare queste misure al governo, al parlamento e alla stampa delle loro zone di missione.
Durante questi incontri i leader del regime cercano di ispirare i diplomatici estremamente preoccupati per le rivolte e le nuove sanzioni che incombono sul futuro del regime. Il Consiglio Supremo di Sicurezza del regime è preoccupato per la richiesta di asilo di alcuni rappresentanti del regime nei paesi europei.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Comitato Sicurezza e Anti-terrorismo
20 Agosto 2018

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