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L’arresto dei due agenti dell’intelligence dei mullà negli USA attivi in azione di spionaggio contro la Resistenza Iraniana

Necessità di espulsione degli agenti e dei mercenari dei servizi di spionaggio e della Forza Qods sotto varie coperture
Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha dato la notizia dell’arresto in America, il 9 agosto, dei due agenti del ministero delle Informazioni iraniano, Ahmad Reza Mohammadi Duostdar e Majid Ghorbani, con l’accusa di svolgere attività di spionaggio e di complotto contro i Mojahedin del Popolo e contro il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

Secondo il mandato di cattura pubblicato, le azioni di spionaggio di questi due contro i Mojahedin del popolo, che il regime iraniano li considera il suo opposizione principale e fa di tutto per eliminarli, erano iniziate almeno dal mese di marzo dell’anno scorso. I due agenti arrestati raccoglievano le informazioni per inviarle allo Stato dell’Iran affinché potesse colpire i suoi dissidenti e in definitiva “affinché il regime potesse colpire, arrestare, reclutare, rapire o uccidere, abusando del Cyber, per neutralizzarli”.
Con l’intensificazione della rivolta in Iran, si sono moltiplicate le azioni di questi due spie. Uno di loro, Ghorbani, per 20 giorni, dal 27 marzo al 17 aprile 2018, è stato in Iran per “consegnare e spiegare le informazioni che aveva raccolto intorno ai Mojahedin del popolo” e tornare negli USA con aggiornate istruzioni “per penetrare e raccogliere più informazioni segrete dai membri dei Mojahedin del popolo e scoprire le loro decisioni contro la Repubblica islamica”.
La scoperta e la neutralizzazione del complotto spionistico e terroristico del regime iraniano in USA e il fallimento dei due importanti piani terroristici contro la Resistenza e contro i Mojahedin del popolo in Albania [marzo 2018] e in Francia [luglio 2018] palesano ancora una volta la realtà che il regime dei mullà, nella sua fase terminale dell’esistenza, non trova altra soluzione che reprimere la rivolta popolare in Iran e compiere atti terroristici contro i Mojahedin del popolo.
La Commissione Sicurezza e Anti-terrorismo del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in un comunicato del 20 aprile precisava che: “a Washington c’erano movimenti sospetti di pedinamenti e controlli da parte gli individui di varie nazionalità nei pressi dell’ufficio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana che avvisavano minacce del terrorismo, perciò la polizia e altri organi di competenza sono stati avvertiti”.
La Resistenza Iraniana ancora una volta ribadisce che l’arresto e l’espulsione di tutti gli agenti e spie del ministero delle Informazioni, della Forza Qods e tutti gli agenti e mercenari segreti o no siano necessari. Gli agenti e mercenari che sfruttando la politica di appeasement degli ultimi anni hanno potuto stabilirsi, sotto varie coperture, negli Stati Uniti e in Europa dove perseverano i nefasti obiettivi del regime teocratico iraniano.
Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
Commissione Sicurezza e Anti-terrorismo
21 agosto 2018

 

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