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Iran: I dimostranti per i diritti delle donne arrestati e malmenati – Amnesty International

ImageCNRI, 16 Giu – In un comunicato consegnato oggi, Amnesty International ha condannato l’intervento violento delle forze repressive del regime iraniano in una manifestazione pacifica il 12 giugno condotta da donne e da uomini a Teheran.

 AMNESTY INTERNAZIONALE
 Dichiarazione pubblica
 AI indici: MDE 13/066/2006   (pubblico)
 News Service n.: il 153

 Il 15 giugno 2006 Iran: I dimostranti per i diritti delle donne arrestati e malmenati

Amnesty International condanna il violento intervento delle forze di sicurezza iraniane in una manifestazione pacifica condotta il 12 giugno da donne e da uomini che chiedevano la fine della discriminazione legale verso le donne in Iran. I dimostranti si erano radunati nella piazza 7 TIR  a Teheran per richiedere, tra l’altro, cambiamenti nella legge per accordare alla prova di una donna alla corte un valore uguale a quello di un uomo e affinché le donne sposate fossero autorizzate a scegliere il loro lavoro e a viaggiare liberamente senza il permesso preliminare del marito.

E’ intervenuta la polizia fra cui una considerevole unità di donne poliziotto, sui luoghi fin dall’inizio della manifestazione e ha immediatamente iniziato a colpire i dimostranti a colpi di manganelli per costringerle a disperdersi. Hanno arrestato un numero elevato di dimostranti: il 13 giugno 2006, il ministro della giustizia e portavoce della giustizia Jamal Karimi-Rad ha dichiarato che 70 persone erano state arrestato, 42 donne e 28 uomini, per avere partecipato in ciò che è stato definito come manifestazione illegale. Quando gli è stato chiesto a proposito delle violenze della polizia, ha comunicato che: "Se ci sono stato violenze, saranno oggetto di una relazione". Alcuni prigionieri sarebbero stati liberati. Amnesty International ha ricevuto i nomi di più di 40 donne ed uomini che potrebbero far parte delle persone fermate. Informazioni non confermate suggeriscono che alcune persone sono attualmente in prigione nel carcere di Eshrat Abad a Teheran. Le fotografie della manifestazione, di cui alcune raffigurano poliziotti brandire manganelli, possono essere consultate nei seguenti siti Internet: www.kosoof.com www.advarnews.org?Gallery/1965.aspx e www.nasiriphotos.com/blog/?id=1003639. Amnesty International afferma che questi prigionieri sono probabilmente prigionieri di coscienza, detenuti semplicemente per l’esercizio pacifico del loro diritto riconosciuto a livello internazionale alla libertà d’espressione e d’associazione. E se questo è il vero motivo allora  devono essere immediatamente liberate senza alcuna condizione. Amnesty International chiede anche l’apertura di un’indagine, approfondita rapida ed imparziale sugli abusi di violenza esercitati contro i dimostranti. Ogni persona giudicata responsabile d’abuso deve essere consegnata alla giustizia rapidamente ed equamente.

 L’organizzazione ricorda ancora una volta alle autorità iraniane l’articolo 12 della dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti dell’uomo. Afferma che "ciascuno ha il diritto di partecipare ad attività pacifiche per lottare contro le violazioni dei diritti dell’uomo e della libertà fondamentali". La dichiarazione esige che gli stati adottino "tutte le misure necessarie per garantire che le autorità competenti proteggono ogni persona di qualsiasi violenza, minaccia, rappresaglia, discriminazione, pressione o altra azione arbitraria nel quadro dell’esercizio legittimo dei diritti considerati nella presente dichiarazione".

 Il 9 giugno 2006, Amnesty International ha consegnato un comunicato che richiede la fine della discriminazione contro le donne in Iran ed ha chiamato le autorità iraniane a garantire che la cornice poliziesca della manifestazione pacifica che deve tenersi il 12 giugno rispetti gli standard internazionali relativi ai diritti umani (vedere Iran: Amnesty International calls foro azione to end discriminazione against women, AI Index MDE 13/064/2006).

 Prima di quest’ anno, l’organizzazione ha condannato il ricorso alla violenza delle forze di sicurezza iraniane contro le donne che si erano raccolte per celebrare il giorno internazionale delle donne l’8 marzo 2006 (vedere Iran: Amnesty International condemns violenza against women demonstrators