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Iran: Gli esiliati di Ashraf sono in sciopero della fame per chiedere il rilascio dei prigionieri

ImageDAILY STAR, 8 Agosto 2009, Beirut: La pressione internazionale sulle forze irachene ha cominciato ad aumentare da Venerdi in risposta agli appelli degli iraniani esiliati del PMOI perchè vengano evacuate le truppe dal loro campo a nord est di Baghdad e perchè vengano rilasciati 36 loro simpatizzanti.
"La nostra principale preoccupazione è in particolare la vita di quattro tra coloro che sono stati sequestrati dalle forze irachene- 2 dei quali sono stati investiti da Humveers. Sono stati feriti gravemente e non hanno ricevuto alcuna cura medica", ha detto il portavoce del PMOI , Shahriar Kia, al Daily Star.

I simpatizzanti sono stati arrestati il 28 Luglio quando le forze irachene sono entrate a Camp Ashraf, nelle cui case vivono circa 3.500 iraniani esiliati, " per mettere pressione agli abitanti del campo".

Vari residenti sono attualmente in sciopero della fame perchè i quattro arrestati ricevano cure mediche e gli altri tornino al campo.

Domenica, un ex ufficiale iracheno ha confermato all'Agenzia di Stampa francese che 35 persone sono state arrestate e trasferite a Baghdad per essere interrogate.
E Lunedi il governatore di Diyala, la provincia nella quale si trova Camp Ashraf, ha assicurato in un'intervista a Reuters che gli esialiati iraniani non saranno rimpatriati in Iran.

Il PMOI tuttavia sostiene che ci sia il "serio rischio" che i 36 detenuti vengano trasferiti in Iran, dove il regime è ostile nei loro confronti. "Quando hanno avuto il controllo del campo,le autorità irachene hanno promesso di trattarli con umanità, ma ben presto questa promessa si è trasformata in bugia- non possiamo più credere loro", cosi ha detto Kia. Le forze irachene dicono di aver stabilito la presenza ad Asharf nel tentativo di riaffermare la propria prerogativa di controllo sugli esiliati iraniani che si sono stabiliti lى da quasi 20 anni.

Gli scontri sono scaturiti alla notizia che ben 11 residenti erano morti nel campo. Kia ha anche sostenuto che le forze irachene abbiano bloccato l'ingresso per il cibo e l'acqua dal 28 Luglio. " Il cibo è limitato e non potrà durare per sempre", ha detto Kia. Le autorità irachene hanno risposto a questa provocazione con un'intervista a Reuters, Giovedى scorso.

"Non è corretto…Noi non blocchiamo cibo o cure mediche, ma blocchiamo rifornimenti per gli edifici come il cemento e il metallo", ha detto il portavoce del governo Ali al- Dabbagh all'agenzia di stampa.

Il PMOI è stato accusato di aver dato vita ad un'organizzazione terroristica nelle scorsi decadi volta a destabilizzare il regime islamico in Iran dopo la sua fondazione nel 1979. I suoi membri hanno trovato rifugio ad Ashraf dopo vari scontri con le truppe di Saddam Hussein durante la sua campagna contro l'Iran del 1986.

Nonostante il PMOI abbia promesso di rinunciare alla violenza e abbia provveduto al disarmo nel 2003, la comunità internazionale ha emarginato il gruppo per il sospetto che stesse preparando una battaglia armata e a causa della sua leadership.
Il PMOI è ancora considerato un'organizzazione terroristica dagli USA. La sensibilità politica della situazione, tuttavia, non sta impedendo ai difensori dei diritti umani di subire l'aumento delle condanne delle azioni del governo irahceno. Venerdi i membri della Società Legale inglese hanno fatto appello "alle forze irachene perchè cessino immediatamente tutte le violenze contro i residenti di Ashraf e abbandonino il campo".
Il gruppo ha anche detto che i 36 detenuti dovrebbero tornare al campo e dovrebbe essere loro garantito il diritto ad un giusto processo mentre sono in carcere.

Mercoledi le agenzie di stampa hanno riportato che l'Organizzazione Mondiale contro la Tortura, con sede a Ginevra, e il vice presidente di una delle organizzazioni per i diritti delle NU hanno tenuto una conferenza per esprimere la loro preoccupazione in merito alla sorte dei 36 detenuti: temono infatti che verranno mandati a forza in Iran e si troveranno quindi a dover fronteggiare la pena di morte.
Le condanne seguono quelle di Amnesty International (AI) e l'Osservatore dei Diritti Umani della scorsa settimana. Pochi giorni dopo l'attacco, AI ha "chiamato il governo iracheno a indagare sull'apparente uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza".
AI ha anche chiesto al governo iracheno di "rivelare dove si trovano le 50 persone arrestate fino ad ora e chiede che venga assicurata la loro protezione contro la tortura e qualsiasi altro trattamento inumano, come pure dal ritorno forzato in Iran."
La presssione sta aumentando anche sull'America, per quanto riguarda la protezione del campo, responsabilità che è stata trasferita al governo iracheno in Gennaio dopo aver assegnato le truppe a guardia del campo per 5 anni.

Mercoledi un esponente degli USA ha chiesto al suo governo di rimuovere il gruppo dalla lista americana delle organizzazioni terroristiche con relativa pubblicazione sul Washington Times- facendo eco all'appello dei capi del PMOI che chiedono all'America di rinnovare il proprio impegno nella protezione del campo.
"Dove potranno andare se gli Usa continueranno ad etichettarli come terroristi?", ha chiesto Tom Tancredo, riferedosi ai membri del PMOI come "dissidenti pro-democrazia".
La Società Legale inglese ha anche chiesto " a tutti i partiti, compresi gli Usa e l'Iraq, di assicurare agli abitanti di Ashraf la protezione dei propri beni".

Il PMOI è stato fondato nel 1965 in OPPOSIZIONE allo shah iraniano. I suoi membri hanno poi lottato contro il regime clericale che ha preso il potere nel 1979 durante la Rivoluzione Islamica. Hanno accusato il governo iracheno di lavorare mano nella mano con l'Iran per costringere gli esiliati iraniani a tornare in patria.
 

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