I mullah al potere sono i peggiori ladri della storia dell’Iran che, con l’immunità fornitagli dalla comunità internazionale, continuano i loro saccheggi.
Domenica 28 Giugno, il disumano regime dei mullah ha tagliato le dita delle mani a due giovani detenuti accusati di furto, nella prigione centrale di Mashhad durante il mese sacro del Ramadan. Una delle vittime ha 26 anni. Il quotidiano di stato Khorassan, che ha pubblicato la notizia, ha sottolineato che “sebbene avesse commesso un furto anche banale”, ma “dato che aveva piegato le inferriate esterne di protezione della finestra, rotto la porta dell’armadio e distrutto l’allarme della casa del querelante…. è stato condannato all’amputazione della mano”. Le proteste del giovane si sono rivelate inutili e anche gli aguzzini della “corte d’appello” del regime iraniano hanno approvato la condanna e l’applicazione di questa pena crudele.
Questo regime, che il popolo iraniano ha ribattezzato “il Padrino dell’ISIS”, taglia le mani dei giovani di questo paese per aver rubato e “rotto le porte e le finestre”, mentre le malversazioni e le astronomiche ruberie dei leaders e degli esponenti del regime vengono riportati ogni giorno dai media di stato. Dai 95 miliardi di dollari del patrimonio del popolo iraniano razziati da Khamenei a favore dell’impero finanziario del Comitato Esecutivo dell’Ordine dell’Imam, ai 2,6 miliardi di dollari rubati da Babak Sanjani che si definisce “un soldato del velayat”, alle decine di miliardi di dollari sottratti alle organizzazioni per l’assistenza e i diritti assicurativi degli operai e degli impiegati, al furto di 12.000 miliardi di toman (3 miliardi e 600 milioni di dollari) nelle banche, all’esproprio delle terre nella zona nord di Tehran, del valore di 2 miliardi di dollari, operato dalle forze armate, nonché a centinaia di altri casi di appropriazione indebita grazie ai quali i leaders del regime hanno facilmente saccheggiato i tesori e le banche del paese.
Il mullah Sadeq Larijani, capo della magistratura del regime, temendo la reazione della popolazione e dei giovani, ha avvertito le varie fazioni del regime di non rivelare questi casi dicendo: “Questi casi eclatanti di corruzione sono oggetto di indagine e parlarne molto non cambierà nulla. La gente non rivela questi casi di corruzione per far parlare di sé. La maggior parte di questi casi sono legati ad enormi prestiti e alla corruzione presente in alcuni ministeri” (Rete 1 della TV di stato – 22 Giugno 2015).
Restare in silenzio di fronte alla barbarie che governa l’Iran con la scusa dei negoziati sul nucleare o con qualunque altra scusa, disonora l’umanità contemporanea e finisce col dare il via libera a questi criminali per massacrare il popolo iraniano. Per questo regime è anche un via libera a continuare il suo progetto per l’acquisizione della bomba atomica e per l’esportazione del suo fondamentalismo e del terrorismo.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
30 Giugno 2015
