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Iran: Ghasem Suleimani comandante della forza terroristica Quds chiede a Al Maliki di attaccare Camp Liberty con truppe travestite da DAESH

Negli ultimi giorni un grosso numero di ufficiali della forza terroristica Quds del regime iraniano è arrivata all’aeroporto di Baghdad portando con sé missili a ricerca infrarossa.

 

Ghasem Suleimani, comandante della forza Quds, ha chiesto a Nouri al-Maliki di approfittare delle attuali condizioni in Iraq per attaccare e massacrare i residenti di Camp Liberty ed attaccare alcuni quartieri sunniti di Baghdad.

Ha chiesto a Maliki di sferrare questi attacchi usando le forze irachene, come i membri del suo Battaglione Oro (noto anche come “Battaglione Sporco”), membri del gruppo Asaeb al-Haq e membri delle sue forze SWAT, già coinvolte nel massacro dei residenti di Campo Ashraf del 1° Settembre.

Queste truppe militari dovranno indossare le uniformi dei membri del gruppo DAESH.

L’utilizzo di uniformi del gruppo DAESH (lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) gruppo creato in Iraq da Maliki e dal regime iraniano, oltre ad ingannare gli americani, aiuterebbe il governo iracheno a sfuggire le responsabilità per questi attacchi, dei quali verrebbero incolpati elementi paramilitari indipendenti come già affermato per il massacro di Settembre a Campo Ashraf.

La Resistenza Iraniana vuole ricordare le responsabilità di Stati Uniti e Nazioni Unite riguardo alla protezione dei residenti di Camp Liberty in una situazione di tale pericolosità, specialmente dopo l’esecuzione di massa dei residenti di Campo Ashraf del 1° Settembre e l’attacco missilistico a Camp Liberty del 26 Dicembre, per il quale il governo iracheno continua a proclamarsi innocente nonostante non abbia fornito nessuno dei requisiti minimi di sicurezza necessari per la protezione dei residenti.

I requisiti minimi di sicurezza, dei quali si è discusso centinaia di volte durante l’anno passato con gli Stati Uniti, le Nazioni Unite ed il governo iracheno, comprendono:  riportare i 17.500 muri a T; fornire un numero sufficiente di bunker in cemento armato di 2×2 m; trasferire gli elmetti, i giubbotti protettivi e le attrezzature mediche da Campo Ashraf a Camp Liberty; realizzare tetti a doppio strato per i containers di Liberty ed ampliare l’area del campo per ridurre il numero delle vittime in caso di attacco; piazzare osservatori dell’ONU con una squadra di Caschi Blu 24 ore al giorno all’interno del campo.

La Resistenza Iraniana chiede l’intervento urgente e l’attenzione del Presidente degli Stati Uniti, dei ministri degli esteri dell’UE, del Segretario di Stato e del Segretario alla Difesa americani, del Segretario Generale dell’ONU, dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e le Politiche di Sicurezza, su questa questione.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Gennaio 2014

Stati Uniti

-Il Presidente Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d’America

-On. John Kerry, Segretario di Stato

-On. Chuck Hagel, Segretario alla Difesa

-On. William Burns, Vice Segretario di Stato

-On. Ambasciatore Brett McGurk, Vice-Assistente del Segretario di Stato per gli Affari Iracheni

-On. Robert S. Beecroft, Ambasciatore U.S.A. in Iraq, Ambasciata U.S.A., Baghdad

-On. Jen Psaki Portavoce del Dipartimento di Stato U.S.A.

-On. Jonathan Winer, Primo Consigliere per la Risistemazione dei Mujahedin-e Khalq (MEK)

Nazioni Unite

-Sua Eccellenza Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite

-On. Jeffrey D. Feltman, Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Politici

-Sua Eccellenza Antonio Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati

-On. Navy Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

Unione Europea

– On. Catherine Ashton, Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e le Politiche di Sicurezza

 

 

 

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